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Fisco. Il primo adempimento, il canone tv in bolletta, slitta a luglio. Ma serve l’autocertificazione per non pagarlo. Il rischio di aumento dell’Iva

Il canone della Rai nella bolletta elettrica (che costa quest’anno 100 euro invece di 113,5) si pagherà a rate dal prossimo luglio. È uno degli adempimenti fiscali previsti nella legge di Stabilità appena entrata in vigore nell’anno in cui le tasse scendono dello 0,6%, come ricorda la Cgia di Mestre, secondo la quale l’incidenza di imposte, tributi e contribuiti previdenziali sul Pil si è attestata nel 2015 al 43,7%, mentre per il 2016 dovrebbe abbassarsi al 43,1%.

Il canone in bolletta, però, sta destando molta preoccupazione da parte dell’Unione nazionale consumatori (Unc). Il motivo? Incrociando le banche dati di Anagrafe tributaria, Authority per l’energia, ministero dell’Interno, Comuni e non solo, il rischio di errori è molto elevato, in particolare quando l’intestatario della bolletta elettrica è diverso da chi ha pagato fino ad oggi il canone Rai. Un classico è la moglie che paga la bolletta della luce ed il marito l’abbonamento alla tv. È possibile, ad esempio, che alla moglie sia chiesto il pagamento del canone già pagato dal marito, oppure che la moglie paghi, ed il marito, vecchio abbonato, sia considerato un evasore. Per orientarsi tra le nuove regole e evitare cattive sorprese, l’Unc ha stilato una serie di consigli che partono dalla considerazione che il canone (la tassa più evasa d’Italia, non pagata dal 27% dei contribuenti) deve pagarlo chi possiede un apparecchio tv nella prima casa: ma se il signor Mario ha un contratto per la luce ma non possiede la tv, allora deve presentare un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate (Direzione Provinciale I di Torino) ogni anno. L’Unione consumatori invita a non fare autocertificazioni anticipate, ossia prima che arrivi la richiesta indebita di pagare il canone. E se qualcuno fa il furbo e dichiara il falso, sono previste sanzioni penali. È anche necessario mandare la disdetta in tempo utile se si cedono a terzi tutti i nostri apparecchi (precisando le generalità e l’indirizzo del nuovo possessore) e comunicare il cambio di residenza, come avveniva in passato. E se non posseggo nessuna tv? Anche in questo caso va comunicata la disdetta fornendo adeguata documentazione (come la ricevuta di rottamazione se ho portato l’apparecchio in discarica o la denuncia in caso di furto). Se chi ha un reddito fino a 8 mila euro l’anno e ha già compiuto 75 anni è esente dal canone Rai,

A proposito di pressione fiscale, se il taglio delle «clausole di salvaguardia» fatto dal governo Renzi nel 2016 ha permesso agli italiani di risparmiare 16,8 miliardi di euro (pari all’1% del Prodotto interno lordo), rimane il rischio dal gennaio 2017 di vedere schizzare alle stelle il prezzo della benzina e l’Iva se l’esecutivo non troverà altri 15 miliardi entro il 31 dicembre prossimo. A tanto ammontano infatti le clausole inserite nella manovra del 2015 che di certo rappresenterebbero una stangata per i contribuenti. «Per l’anno in corso – sottolinea il coordinatore della Cgia, Paolo Zabeo – il Fisco ci concederà una tregua. Tuttavia, il carico fiscale rischia di tornare a crescere nelle regioni in disavanzo sanitario che, per sanare i conti, potrebbero essere tentate di aumentare la tassazione locale», come purtroppo è avvenuto spesso negli ultimi anni. In attesa «della riduzione dell’Ires dal 2017 e nella speranza che il Governo mantenga la promessa di ridurre l’Irpef dal 2018 – fanno notare gli artigiani – i contribuenti beneficiano dell’abolizione della Tasi sulla prima casa e dell’Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli». In questo caso lo sgravio ammonta a 3,5 miliardi.

Francesco Di Frischia – Il Corriere della Sera – 3 dicembre 2015 

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