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«Flat tax da agosto»: nel mirino tagli ai sussidi inquinanti. Garavaglia: presto la riforma. Tra gli incentivi «nocivi» c’è il bonus diesel: lo stop vale 5 miliardi

Per coprire il costo della flat tax, tra 40 e 50 miliardi di euro a regime, il governo ha messo nel mirino gli incentivi fiscali nocivi per l’ambiente. Valgono 17,6 miliardi all’anno e una loro sforbiciata, servirebbe anche a finanziare la riforma — che secondo quanto annunciato dal viceministro all’Economia Massimo Garavaglia a SkyTg24 potrebbe partire già ad agosto per le piccole imprese — oltre che per abbattere le emissioni inquinanti.

L’Italia è lontanissima dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ed è appena stata deferita dalla Ue alla Corte di giustizia per la violazione delle norme antismog. E mentre il neo ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, annuncia il passaggio «verso una mobilità pulita e sostenibile», i tecnici dell’esecutivo giallo-verde studiano il taglio degli oltre duecento Sad, i «Sussidi ambientalmente dannosi».

Nell’elenco messo a punto dal ministero dell’Ambiente c’è di tutto. Sconti e rimborsi sui carburanti riservati a determinate categorie, come l’agricoltura (valgono 840 milioni) e l’autotrasporto (1,2 miliardi), o attività, come la navigazione aerea (1,5 miliardi) e marittima (456 milioni), che sarà più difficile toccare. E altre agevolazioni trasversali che sembrano più alla portata. A cominciare dallo sconto fiscale che gode il gasolio rispetto alla benzina. Riallineare le accise con la benzina (più alte del 23% a parità di contenuto energetico) porterebbe in cassa 5 miliardi di euro l’anno. Il trattamento privilegiato del resto, non si giustifica più da quando sono stati acclarati i danni prodotti dalle emissioni di particolato, tipiche dei motori diesel. A cui le grandi città chiudono i centri storici, come faranno Milano nel 2021 e Roma nel 2024, e che gli stessi produttori stanno abbandonando (Volvo, Porsche, Toyota e Fca).

Se la benzina produce emissioni che impattano sull’effetto serra, e dunque l’ambiente, il gasolio fa molti più danni alla salute umana. Secondo una ricerca Usa citata dal ministero dell’Ambiente, il costo «esterno» del gasolio (inquinamento, ma anche rumori, incidenti e usura delle strade) è più del doppio di quello della benzina, 15 miliardi l’anno contro 6.

L’obiettivo di Lega e Movimento è quello di «soppiantare il mercato del gasolio», puntando sulle auto elettriche e ibride. Il piano prevede agevolazioni sull’acquisto con la rottamazione per favorire il rinnovo del parco auto (su 36,4 milioni di vetture in Italia solo il 10% è di categoria Euro6, il 70% arriva al massimo a Euro4), sulle ricariche presso le colonnine e sul bollo, che sarebbe esente.

corsera – 17 giugno 2018

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