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Flor, da commissario a direttore. Conferma per il manager dell’azienda ospedaliera. La nomina è arrivata ieri: il contratto scadrà nel dicembre 2020

Silvia Quaranta. «I grandi temi non cambiano, ma ora li affronto con una prospettiva diversa. Una grande sfida è avviare l’iter per il nuovo ospedale: ora è un impegno». Luciano Flor, già commissario dell’Azienda Ospedaliera, da ieri è direttore in pectore. Le sue funzioni, dal punto di vista tecnico, non cambieranno molto, ma l’idea di un incarico che scade fra quattro anni, e non più tra pochi mesi, inciderà non poco su tutto il suo lavoro.

L’annuncio è trapelato nel corso di una conferenza stampa in Regione, ed era fresco di giornata: ieri è stata decretata la nuova nomina e firmato il nuovo contratto, che scade il 31 dicembre del 2020. L’iter prevedeva una selezione sulla base di un elenco di idonei, la settimana scorsa è stato pubblicato il decreto e ieri il presidente Luca Zaia ne ha dato pubblicamente notizia. «Saperlo mi ha fatto molto piacere», non nasconde il manager trentino, ma preferisce non perdersi in chiacchiere. «La posizione di commissario» sottolinea invece Flor «sa di incerto. Quella di direttore generale è una certezza almeno per alcuni anni: il mio precedente contratto scadeva il 31 dicembre di quest’anno, il nuovo scadrà il 31 dicembre 2020. Cambieranno, certo, alcuni atti che mi spettano nella gestione dell’Azienda, ma per me cambia soprattutto la prospettiva. Ci sono rapporti che cambiano e soprattutto impegni che cambiano: prima il margine temporale era molto stretto, ora si allarga. I grandi progetti sono quelli noti: una delle sfide è quella di arrivare ad avviare l’iter per il nuovo ospedale. Ora so che questo è un obiettivo che potrò portare avanti anche fra tre o quattro anni, ma così come anche tutte le altre iniziative già avviate in azienda. Questa conferma» conclude «per me è molto importante, perché apre un periodo di certezza: ora posso prendere degli impegni più a lunga scadenza». Flor, classe 1958, è trentino di nascita. Padova, però, è la sua seconda patria: qui si è laureato in Medicina nell’86, qui ha frequentato la specializzazione nel ’93 e qui, tra il 2008 e il 2009, è stato direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera. All’inizio del 2016 aveva lasciato la guida dell’ospedale di Trento per tornare a Padova, succedendo all’ex direttore generale Claudio Dario.

Il Mattino di Padova – 10 agosto 2016 

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