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Focolai Covid nel macelli. Il Pd interroga Lanzarin: strutture estremamente vulnerabili alla diffusione, a che punto siamo con il monitoraggio degli impianti e con le vaccinazioni del personale?

Data la vulnerabilità delle strutture di macellazione e lavorazione carni, sono necessarie regole più stringenti e controlli più serrati, atti a prevenire la diffusione del Sars Cov 2. Questa la premessa di una interrogazione depositata il 9 settembre, dalla consigliera del Pd Francesca Zottis, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, nonché presidente della Commissione regionale di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. SCARICA INTERROGAZIONE DEL 9 SETTEMBRE

Il focolaio di fine agosto nel macello di Loria, nel Trevigiano, è suonato come un vero e proprio campanello di allarme ed ha riaperto la dolorosa pagina dei contagi del personale degli stabilimenti di macellazione e lavorazione carni, settore già duramente messo alla prova lo scorso autunno-inverno, con un numero di centinaia di addetti e decine di veterinari pubblici colpiti dal virus in tutto il Veneto.Insieme al collega Andrea Zanoni, Zottis chiede all’assessore regionale alla Sanità quanti addetti, tra il personale che opera nel macello di Loria nelle varie attività, sia all’interno dello stabilimento (dipendenti, lavoratori in appalto e subappalto, veterinari ufficiali) che all’esterno (fornitori, trasportatori, ecc), sono risultati positivi al virus SARS-CoV-2 nel periodo dal 15 al 31 agosto 2021. E quante siano le persone risultate positive al Covid-19 nel conseguente tracciamento di familiari, conoscenti, residenti nella zona, altre persone venute a contatto con i contagiati.

cutting meat slaughterhouse workers in a meat factory

Nell’interrogazione i consiglieri evidenziano come i fattori che amplificano il rischio contagio e favoriscono la diffusione del virus all’interno dei macelli siano stati descritti nel documento sulle misure anti contagio e sulla gestione dei focolai pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità l’8 aprile 2021 (Attivazione di un piano mirato di prevenzione sulle misure anti contagio e sulla gestione dei focolai di infezione da COVID-19 negli impianti di macellazione e sezionamento carni). E ricordano che la Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria della Regione Veneto aveva già recepito, con proprio dispositivo, il 18 gennaio 2021, le indicazioni scaturite dal tavolo tecnico interregionale, sulla base del materiale messo a disposizione dall’Istituto superiore di sanità, per l’attivazione di un monitoraggio sulla capacità di risposta e prevenzione ai focolai Covid negli impianti di macellazione e lavorazione delle carni, e come la stessa Direzione prevenzione avesse trasmesso, in quella data, alle Aulss le schede di raccolta dati predisposte dall’Iss per la rilevazione delle capacità di risposta e prevenzione da somministrare alle ditte del settore. Che risultati ha dato fino a ora tale monitoraggio?

Infine Zottis e Zanoni vogliono sapere dall’assessore Lanzarin se le Aulss e i Dipartimenti di prevenzione del Veneto abbiano predisposto in via prioritaria la vaccinazione del personale maggiormente esposto al contagio come è quello che viene impiegato negli stabilimenti di macellazione e lavorazione delle carni. I dati INAIL, dimostrano, infatti, che in Veneto, nell’ambito del Manifatturiero, il settore della lavorazione delle carni è stato quello che ha avuto il maggior numero di addetti contagiati durante la pandemia.

 

SCARICA L’INTERROGAZIONE DI ZOTTIS E ZANONI 9 SETTEMBRE 2021

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