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Focolai di influenza aviaria contestuali alla pandemia di Covid 19 in Sud Africa: sforzi e sfide a portata di mano in un’ottica One health. L’approfondimento

L’influenza aviaria è una malattia fatale per il pollame e rappresenta un rischio potenziale anche per le persone che vivono a stretto contatto con il pollame e con altri uccelli. La presenza contemporanea di focolai di COVID-19 e di influenza aviaria, ha un impatto economico pesante sull’occupazione e sul benessere della nazione. Per le persone a contatto con gli uccelli colpiti dall’influenza aviaria, aumenta il rischio di malattia e di ulteriore aggravio in termini di sovraccarico di lavoro dei sistemi sanitari già impegnati nella gestione della pandemia di COVID-19. In questo contesto si aggravano le condizioni psicologiche di una popolazione già in ansia ed impaurita con l’ulteriore pericolo che si debbano applicare delle misure nazionali di lockdown e rallentamento delle profilassi vaccinali per COVID-19.

E’ una situazione che si è già verificata in Sud Africa nel mese di maggio di quest’anno con un caso di influenza aviaria da virus H5N8 ed altri da H2N1 in Nigeria, paese nel quale nel marzo di quest’anno, sono stati segnalati sette casi di influenza A da virus H5 in pazienti umani.

Secondo gli autori di questo articolo vi sono molti motivi per i quali, nel caso di comparsa di focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità in uno scenario di pandemia da COVID-19 è necessario adottare una politica One health da parte degli organi di governo.

Le similitudini tra le due malattie per quanto riguarda la sintomatologia nell’uomo, l’età delle persone colpite, il periodo di incubazione e la via di trasmissione.

L’assoluta necessità di informazione delle popolazioni rurali, sui rischi di contagio dell’influenza aviaria ed relativi mezzi di prevenzione/difesa.

La corretta applicazione delle misure di biosicurezza per gli allevamenti, la segnalazione immediata in caso di sospetta infezione del pollame e le metodiche di controllo relative alla diagnosi precoce dei focolai.

Anche in assenza di casi confermati di infezioni nell’uomo da virus dell’influenza aviaria, il sistema sanitario del paese colpito deve attivarsi per le azioni di vigilanza e prepararsi a gestire eventuali focolai. Deve inoltre istituire ed attuare un forte sistema di sorveglianza per la mitigazione dei casi di influenza aviaria. Gli allevatori che subiscono gravi danni provocati dall’influenza aviaria, devono essere supportati mediante azioni di collaborazione, messe in atto dai rispettivi governi e dagli altri portatori d’interesse.

Solo un lavoro interdisciplinare per la strutturazione di piani di prevenzione delle infezioni  che coinvolga esperti di varie discipline comprese quelle mediche veterinarie, umane ed ambientali può prevenire in modo adeguato le infezioni negli animali e negli alimenti.

 

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Bird flu outbreak amidst COVID-19 pandemic in South Africa: Efforts and challenges at hand 

fonte: National Center for Biotechnology Information

 

(A cura della redazione del Sivemp Veneto – riproduzione ammessa solo citando la fonte)

 

20 novembre 2021

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