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Fonti proteiche. Gli insetti sono la prossima frontiera del settore dei mangimi. Ma sfruttare queste potenzialità richiederà importanti cambiamenti

L’utilizzo degli insetti come fonte proteica nei mangimi potrebbe lasciare gli allevatori europei meno esposti agli shock dei mercati mondiali dei cereali e dei semi oleosi. Ma sfruttare tali potenzialità richiederà importanti cambiamenti, sia per gli atteggiamenti dei consumatori che da un punto di vista legislativo.

“Sono i mangimi, piuttosto che il cibo, la vera forza trainante dello sviluppo di questa nuova frontiera. Parliamo di quantità massicce, e parlando di mangimi è necessario chiedersi dove rivolgerci per ottenere le necessarie fonti proteiche” Ha detto Paul Vantomme della FAO, all’Animal Nutrition Conference 2014.

L’Europa attualmente fa affidamento su Brasile e Argentina per la fornitura della maggior parte dei suoi mangimi proteici. Vantomme ha detto le due nazioni sono altamente vulnerabili agli eventi climatici e catastrofici del Sud America.

“Potete immaginare le conseguenze per i nostri allevatori di polli? Se siamo così preoccupati per il nostro approvvigionamento energetico, perché il nostro gas proviene da circa dieci paesi e riteniamo che sia troppo rischioso, come dovremmo sentirci se il nostro apporto proteico è legato a da due paesi soltanto?”.

Per quanto riguarda i vincoli giuridici diversi oratori hanno sottolineato che se gli insetti fossero autorizzati solo per i mangimi, avrebbe più senso somministrarli direttamente agli animali d’allevamento. Vantomme ha spiegato che il settore dovrà approfittarne quando le regole verranno modificate e sarà possibile alimentare gli insetti con materiale organico a basso costo. Non si tratta ovviamente di un caso che interessa l’Europa, dove lo sviluppo degli insetti è vincolato da una serie di leggi legate alla sicurezza degli alimenti e dei mangimi.

Il direttore della politica della DG Sanco Wolfgang Trunk, ha spiegato, dal punto di vista della Commissione  europea, come le crisi del passato hanno contribuito a plasmare un approccio prudente della Ue. Dopo essere stati “traumatizzati” da BSE, diossine e afta epizootica, l’Unione europea punta su solide valutazioni del rischio prima di apportare modifiche normative.

Per gli insetti, esistono anche diversi aspetti trasversali da prendere in considerazione, compresa la minaccia di specie invasive che entrano nell’UE e i potenziali rischi per le piante e gli animali. Trunk ha ricordato che la legislazione vigente limita le possibilità di sviluppo del settore, dato che gli insetti sono attualmente sottoposti alle stesse regole di alimentazione del bestiame. Questo significa che gli insetti prodotti nell’UE non possono essere nutriti con letame, rifiuti della ristorazione o altri rifiuti alimentari contenenti carne o pesce.

“Fino a quando sarà così la sostenibilità economica di questo settore sarà molto difficile” ha aggiunto Trunk, il quale ha anche ricordato che all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stato chiesto di effettuare una valutazione del rischio degli insetti; dopo un primo promettente parere, questo potrebbe essere pronto verso la metà del prossimo anno.

Trunk ha concluso ricordando che gli esperti della Commissione dovrebbero poi esaminare il modo di gestire eventuali rischi, prima di eventuali modifiche legislative.

Al di là degli aspetti giuridici, i relatori hanno concordato sul fatto che i consumatori dovranno essere conviti del fatto che gli insetti giovano un ruolo più importante nel settore mangime piuttosto che in quello alimentare.

Sebbene alcuni consumatori potrebbero essere resistenti all’idea, Vantomme ha detto che l’opinione potrebbe iniziare a cambiare se i consumatori fossero più consapevoli dei costi e dei benefici reali. Con la crescita della popolazione mondiale che pone grande pressione sulle risorse, l’utilizzo degli insetti nel settore dei mangimi potrebbe aiutare a produrre proteine animali in modo più efficiente, utilizzando meno acqua e terra, e limitando le emissioni di gas serra.

I partecipanti alla conferenza hanno sottolineato la necessità di una maggiore cooperazione tra accademici, politici e settore privato, concordando che è necessario lavorare ancora di più per esplorare il potenziale di migliaia di specie di insetti. Secondo Vantomme, con i diversi progetti pilota in corso nelle varie parti del mondo, un uso commerciale degli insetti non è più “fantascienza” ma in fondo saranno “i consumatori e i distributori a decidere”.

Fonte Agra Europe – 23 ottobre 2014 

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