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Food security e food safety al centro del Consiglio dei ministri Ue. In agenda sicurezza e lotta alla contraffazione

Produrre di più con meno, alzando la guardia contro contraffazione e agropirateria. Il tema della sicurezza alimentare, nella sua doppia accezione di food security – la garanzia degli approvvigionamenti – e di food safety – la salubrità degli alimenti minacciata dal traffico internazionale di cibo «falso» – sarà al centro della due giorni del Consiglio informale dei ministri dell’Agricoltura europei che si apre domani in Franciacorta, nel Bresciano, per chiudersi martedì a Milano.

Una scelta logistica quasi obbligata in vista di Expo 2015 soprattutto per volontà del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che a marzo riunirà nuovamente i ministri con le principali autorità mondiali di controllo nel Forum sulla lotta alla contraffazione.

Per il ministro «l’Europa dev’essere capofila di un’iniziativa mondiale sulla sicurezza. Avvieremo un confronto su politiche concrete ed efficaci da mettere in campo a livello continentale. Sarà anche l’occasione anche per fare un aggiornamento sugli effetti dell’embargo russo».

Contrasto ai traffici internazionali di cibo falso, tutela ex officio dei prodotti a marchio Ue e lotta alle vendite illegali nell’e-commerce sono le linee guida della politica anticontraffazione. Un tema sul quale si stanno svolgendo le audizioni della neonata Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta proprio dall’ex ministro delle Politiche agricole, Mario Catania. Giovedì è stata la volta del vicepresidente di Confindustria Lisa Ferrarini (si veda Il Sole 24Ore di venerdì). Sull’ipotesi prevista nello Sblocca Italia di introdurre un «segno distintivo» per i cibi, Catania si è detto «deluso per un approccio che prelude all’ennesimo marchio facoltativo il cui impatto reale sarebbe modesto». Mentre sul «Made In» – che non riguarda però l’agroalimentare – la presidenza italiana avrebbe accettato la richiesta di alcuni Stati membri di procedere con una valutazione d’impatto prima del voto in Consiglio: un passaggio che dilaterebbe i tempi rischiando di affossare l’intero dossier.

Sulla food security invece il ministro Martina chiederà «maggiore coerenza e complementarietà delle politiche dell’Unione» per combattere la povertà e ridurre gli sprechi. Per la Fao sono 850 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo (ma anche in Europa ci sono oltre 80 milioni di indigenti): un allarme che mette a nudo le contraddizioni della Politica agricola comune, che ha perso nel tempo ogni spinta produttivista per sposare le tesi dei paesi nordeuropei sulla specializzazione produttiva e l’import a basso costo (penalizzando i paesi già deficitari come l’Italia). Emblematico il recentissimo caso del riso, in crisi ma non abbastanza da convincere la Commissione a fermare l’import a dazio zero.

Il Sole 24 Ore – 27 settembre 2014 

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