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Fornero alle precarie: no sussidi «Paese si siederebbe a mangiare»

Una cinquantina di attivisti nella sede di via Veneto per consegnare una lettera al ministro. La titolare del Welfare vede precarie e disoccupate: no a reddito minimo

Un blitz al piano del ministro Fornero. Proprio mentre la titolare del Welfare e delle Pari Opportunità parlava al Quirinale di donne, lavoro, famiglia. I precari di «OccupyWelfare» giovedì hanno fatto un blitz al ministero del Lavoro in via Veneto a Roma per consegnare una lettera al ministro (leggi la lettera).

L’INCONTRO– In circa una cinquantina sono entrati di corsa eludendo i controlli, raggiunto il secondo piano dell’edificio dove si trovano gli uffici del ministro e «occupato» la sala del suo ufficio stampa. Il ministro Fornero, avvertita, ha telefonato e fatto sapere che al suo rientro avrebbe incontrato 13 ragazze precarie. E così è stato. L’incontro c’è stato. Gli attivisti lo hanno definito «il primo tavolo in cui la ministra si confronta con precari indipendenti». Hanno partecipato parte 9 ragazze sotto i 30 anni. Si tratta di disoccupate, licenziate, precarie del mondo della ricerca, della comunicazione, di operatrici sociali.

 «CI HA ASCOLTATE» – La 33enne Giulia Bucalossi, ricercatrice precaria e madre di una bimba di 3 anni, racconta: «Un bel risultato per la nostra iniziativa, finalmente questi precari mai rappresentati e ascoltati sono stati invece accolti ad un tavolo al ministero». Fornero, racconta «ha ascoltato ognuna di noi, le nostre storie e poi ha tenuto una specie di lezione: ci ha spiegato che è un momento di crisi per tutti e tutti devono fare sacrifici».

«NO A REDDITO BASE» – Racconta Giulia anche che il ministro avrebbe bocciato la proposta di un «reddito base che non sia condizionato a corsi professionali o altro»: «Ci ha detto che l’Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l’anno e che con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro». Quest’ultima frase, spiega ancora la ricercatrice, «non ci è piaciuta perché fa il paio con gli “sfigati” e la “noia del posto fisso” dette da altri membri del governo: mentre noi vorremmo subito ammortizzatori sociali, prima della flessibilità».

OGNI GIOVEDI’ – E pur riconoscendo «la postitività dell’incontro», la Bucalossi, attivista della Rete dei Precari, ricorda ch ìe il movimento continuerà a «monitorare dal basso la situazione». E gli attivisti di «OccupyWelfare» quindi confermano la giornata di presidio organizzata venerdì 9 marzo dalle 14 davanti al ministero del Lavoro e annunciano un monitoraggio permanente: «Ogni venerdì per tutto marzo sarà OccupyWelfare».

Corriere.it – 9 marzo 2012

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