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Fornero: «Troppe tasse busta paga. Per giovani misure in arrivo»

Il ministro del Lavoro: «Stipendi bassi, alzare la produttività. Il piano del governo non prevede mosse eclatanti, ma microeconomiche, territoriali»

ROMA – «Il “piano giovani” che il governo si appresta a varare non conterrà misure eclatanti, ma piuttosto mirate, territoriali, minute, misure microeconomiche e non una quantità eccessiva di risorse, ma che dovranno essere spese bene»: lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, parlando a “Radioanch’io”.

«Saranno misure – ha detto Fornero – rispetto alle quali i giovani potranno dire: questo è stato realizzato, ho avuto questa opportunita».

«Troppo fisco nelle buste paga». «La tassazione sul lavoro è troppo alta» dice il ministro del Lavoro Elsa Fornero, impegnandosi nell’ambito del governo a portare avanti e argomentare tale istanza. «Questa dovrebbe essere la prima aspirazione di un ministro del Lavoro – ha detto – Me ne assumo la responsabilità, insieme all’equilibrio dei conti».

«Stipendi bassi, alzare la produttività». «Occorre lavorare sulla produttività a parità di salario e oneri sociali. Se riusciamo ad alzare la produttivita, alle aziende il lavoro costa meno e diventano più competitive»: è la ricetta del ministro per superare il gap tra costo del lavoro alto e retribuzioni troppo basse. «Il costo unitario del lavoro è ancora alto, mentre la retribuzione del lavoratore è troppo bassa in questo Paese costo del lavoro alto e retribuzione bassa sono un problema. Il carico fiscale in busta paga è alto perché il disavanzo del debito e gli oneri sociali che servono a pagare pensioni e gli altri benefici welfare assorbono una parte rilevante delle risorse».

«Concertazione? Non importa il nome, ma lavorare tutti insieme». «Non sono affezionata ai nomi, che si chiami concertazione o dialogo – dice Fornero – Ma lavorare per un aumento della produttività tutti insieme intorno a una tavolo è quello che dobbiamo fare e che possiamo fare».

«E’ il momento di ritrovare fiducia». «Credo che sia giunto il momento in cui occorre ritrovare la fiducia – ha detto il ministro, commentando dei giudizi positivi sull’Italia giunti dalle agenzie di rating e dalle parole del presidente del Consiglio Mario Monti sulla fine della crisi – Questo non vuol dire un facile ottimismo né un ottimismo superficiale destinato a infrangersi, ma ritrovare la capacità di progettazione del futuro, il controllo dei problemi e la capacità di risolverli. Questo coincide con un pò più di prospettiva».

«Oggi c’è più fiducia rispetto a 6-8 mesi fa». «Certo dobbiamo lavorare ancora per ridurre il debito – ha aggiunto Fornero – ma oggi c’è un po’ più di fiducia rispetto a sei-otto mesi fa. Dobbiamo proseguire su questa strada. A causa dell’insostenibilità del debito pubblico è stato necessario ricorrere a misure severe che hanno ridato fiducia».

«Momenti di grande amarezza, ma rifarei il ministro». «Ci sono stati momenti di grandissima amarezza, momenti in cui come persona mi sono sentita ferita. Ma nello spirito con cui ho accettato l’invito del presidente Monti, nel complesso sì, lo rifarei». Così il ministro del Lavoro Elsa Fornero risponde ai microfoni di «Radioanch’io» alla domanda se riaccetterebbe o meno, alla luce dell’esperienza di questi mesi, l’incarico governativo.

«Spero in risultati positivi nei sei mesi di governo che ci restano». «Tutti noi ministri lavoriamo con l’impegno come se fosse il primo giorno, spero in sei mesi di lavoro puntellati da risultati – dice Fornero – Per ciò che mi riguarda occorre dare vita alla riforma del mercato del lavoro che potrebbe restare ferma o applicata male. Mi auguro che si riescano a dare risultati positivi nei sei mesi che ci restano».

Gazzettino – Giovedì 23 Agosto 2012

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