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Fve e Iru: linee-guida per valutare l’idoneità trasporto bovini adulti

La guida illustra le norme alla base del Regolamento 1/2005, richiamando anche il necessario obbligo di rispettare le norme nazionali dei singoli paesi EU per la protezione degli animali durante il trasporto

Sono state pubblicate nella sezione dedicata alle Pubblicazioni  le “Linee guida pratiche per valutare l’idoneità al trasporto dei bovini adulti” realizzate dalla FVE, EUROGROUP FOR ANIMALS, UECBV (European Livestock and Meat Trading Union), ANIMALS’ ANGELS, ELT (European Livestock Transporters) e IRU (International Road Transport Union) tradotte in italiano.
La guida illustra le norme alla base del Regolamento 1/2005, richiamando anche il necessario obbligo di rispettare le norme nazionali dei singoli paesi EU con la finalità di dare piena attuazione alla protezione degli animali durante il trasporto, è suddivisa in tre parti – legislazione europea, condizioni che non consentono di trasportare gli animali, condizioni che richiedono una valutazione prima di dichiarare idoneità al trasporto – e completata da quattro allegati, dedicati ai giornali di viaggio, ai piani di emergenza, alle attività da espletare in caso di animali non idonei al trasporto e alle norme specifiche.
Al fine di rendere più agevole l’uso è stato scelto di utilizzare il sistema del semaforo in cima a ogni pagina e un gran numero di immagini per meglio chiarire gli esempi citati. La guida non è ovviamente finalizzata, come viene dichiarato nel testo, a porre una diagnosi, che è e resta atto di esclusiva competenza del medico veterinario. Al termine dell’elenco, certo non esaustivo e che vuole rappresentare situazioni “border line” oppure estreme, fra quelle possibili proprio per avere esempi significativi, le linee guida fanno un invito molto significativo “in casi dubbi NON caricare l’animale”. Gli animali ritenuti idonei al trasporto provengono dalle aziende, dove non raramente la tutela del benessere animale non rappresenta una delle priorità ed è noto che i recenti report della FVO svolti in periodi successivi e in diverse aree del territorio Italiano hanno evidenziato molte criticità sul rispetto del benessere animale e sulla preparazione dei medici veterinari deputati alle verifiche.
A fronte del fatto che l’applicazione in Italia del Reg. 1/2005 non può essere definita soddisfacente e che esistono ancora carenze di comprensione della norma non resta che migliorare le conoscenze dei medici veterinari che hanno un ruolo fondamentale, a partire dall’azienda per arrivare al macello.
Spesso il Reg. 1/2005 viene definito troppo complesso, di difficile applicazione tuttavia l’ignoranza della norma e la leggerezza con la quale vengono trattate le sue conseguenze hanno portato l’Italia molto vicina ad una procedura di infrazione da parte dell’Ue oltre che a situazioni argomento di trasmissioni televisive di denuncia.
È rilevante considerare che queste linee guida sono prodotto del lavoro delle associazioni europee di tutti gli stakeholders coinvolti nel trasporto degli animali, a conferma della volontà e della necessità di collaborare e di divulgare informazioni con un linguaggio immediato e condivisibile. Le problematiche evidenziate nel rapporto della FVO e le conseguenti raccomandazioni devono essere occasione per una revisione critica dell’applicazione del Reg. 1/2005 da parte delle AC ma anche dei singoli medici veterinari e per una riflessione sulle criticità dei singoli passaggi.
Come per tutti gli ambiti della professione è fondamentale la conoscenza delle norme, che devono essere comprese nella loro interezza, in modo particolare quando sono articolate come il Regolamento e la sua applicazione non può prescindere dalle responsabilità professionali, etiche e legali dei singoli.
Il medico veterinario, anche quello d’azienda, deve avere una dimensione educativa nei confronti dei degli proprietari degli animali, per promuovere e stimolare la cultura dell’allevamento sostenibile e rispettoso del benessere animale, senza il quale – come Fnovi afferma da tempo – non è ipotizzabile la produzione di alimenti salubri.
L’auspicio degli autori è di essere stati in grado di realizzare un prodotto di utilizzo immediato, schematico e con un linguaggio semplice ma ineccepibile nei contenuti, che sia di supporto nella cospicua attività quotidiana di trasporto di animali al macello – ricordiamo che nel 2010 sono stati trasportati al macello 2.944.306 bovini (dati Ministero Salute PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DURANTE IL TRASPORTO – Relazione annuale sui controlli effettuati in ITALIA ANNO 2010)

Fonte: Fnovi – 3 luglio 2012

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