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Fvm incontra Speranza. Proposte per riforma e rafforzamento Ssn. “Autonomia? Serve catena di comando centrale per sicurezza alimentare e sanità animale”

La Federazione veterinari e medici  ha presentato, nel corso di un incontro, al ministro della Salute Roberto Speranza cinque azioni per il rafforzamento e la riforma del sistema sanitario e nove obiettivi più urgenti, riassunti in un documento. Il confronto con il ministro, cui hanno partecipato il presidente, Aldo Grasselli, e la vicepresidente, Fabiola Fini, ha portato a una piena sintonia sul rilancio e sull’ammodernamento del Ssn, sull’acquisizione delle risorse del Mes e sulla riapertura della contrattazione per il personale della sanità. Tra le richieste un impegno particolare per il potenziamento della rete nazionale di epidemiosorveglianza in una logica One Health e il coordinamento delle reti informative regionali e territoriali, degli Irccs e degli Izs. Rinnovo e reintegro, poi, di tutte le dotazioni organiche del personale delle Asl in vista degli imponenti pensionamenti. Protezione del personale sanitario dal rischio Covid-19.

Il Documento di proposte Fvm consegnato al ministro Speranza

Si è svolto ieri, prima del Consiglio dei ministri, un incontro fra la Federazione veterinari, medici e dirigenti sanitari e il ministro della salute Roberto Speranza durante il quale con il presidente  Aldo Grasselli e la vice presidente Fabiola Fini si è discusso dei temi più attuali, legati al presente e al futuro del Sistema Sanitario Nazionale.

“Durante la difficilissima pandemia – si legge in una nota Fvm – che ha colpito il Paese e che ha messo a durissima prova il nostro Ssn, gli italiani hanno potuto contare su un Servizio Sanitario Nazionale da molti disprezzato che, pur mostrando da tempo le sue gravi disomogeneità proprio a causa di un regionalismo sbilanciato, pur essendo minacciato da quella “tempesta perfetta” che da tempo era prevista e incombeva sulla sanità pubblica italiana, pur essendo stato de-finanziato per oltre un decennio, pur nella carenza cronica di medici e sanitari, pur nella drammaticità della Pandemia da Covid-19, ha saputo resistere nelle fasi più acute e mantenerci in una situazione tra le più stabili del mondo occidentale”.

Sulla base di questa analisi Fvm ha presentato al Ministro 5 Azioni per il rafforzamento e la riforma del sistema sanitario e 9 obiettivi più urgenti, riassunti in un documento. 

Tra questi la necessità di una stagione di assunzioni di personale a tempo indeterminato, superando le molte forme di precariato che le Regioni hanno creato e che sono terreno su cui si innesta la sudditanza alla cattiva politica. Le risorse del Mes andranno utilizzate sia per il rilancio della rete ospedaliera per la costruzione di una solida rete di servizi socio sanitari territoriali di prevenzione.

FVM chiede la detassazione e la decontribuzione dello straordinario, dello stipendio di risultato, dei premi e degli aumenti contrattuali. Gli interventi premiali per le attività svolte in corso di pandemia  “non generano benefici previdenziali – fa notare la federazione sindacale – devono quindi essere erogati nel loro “valore lordo”, detassati e sottratti dalla contribuzione previdenziale”.

Sull’autonomia differenziata nella sanità clinica nulla da obiettare da parte di FVM, che però chiede “una catena di comando centrale per la gestione delle  questioni sanitarie di “interesse nazionale”. Attività come la sicurezza alimentare e la sanità animale “non possono essere privi di una catena di comando centrale che leghi funzionalmente Governo, Regioni e Aziende sanitarie con i rispettivi Dipartimenti di Prevenzione sui territori in modo efficiente e appropriato”.

“Allo scopo di scongiurare una crisi dell’assistenza sanitaria aggravata da nuovi casi di sanitari infettati dal Covid-19 e di decessi tra questi – sottolinea ancora il documento Fvm – occorre una loro attenta protezione. La casistica sta indicando che l’esposizione dei sanitari avviene a contatto con i malati sintomatici in ospedale, come è ovvio, ma anche con soggetti infetti asintomatici in molti altri contesti (laboratori di lavorazione carni e macelli per i veterinari ad esempio). Occorre quindi che il personale sanitario sia dotato di tutti i Dpi necessari, sia messo in condizione di ridurre al massimo il rischio, e sia prontamente vaccinato contro l’influenza stagionale e, appena possibile, contro il Covid-19”.

Focus particolare sui Dipartimenti di Prevenzione. “La Pandemia Covid-19 ha messo in luce l’utilità della prevenzione e ne ha reso evidente l’importanza come mai era stato possibile dimostrarla ai decisori politici. Benché sia noto che investire in prevenzione genera un ritorno in termini di risparmio sanitario ed economico ben maggiore, generalmente l’emergenza afa convergere le risorse sul fronte delle cure che, naturalmente, quando occorrono devono essere garantite. Sarebbe finalmente innovativo ed efficiente che l’azione strategica della sanità pubblica ritenesse prioritario mantenere sani i sani, attraverso politiche sanitarie pubbliche che trovano nei Dipartimenti di Prevenzione (unico dipartimento delle aziende sanitarie saggiamente istituito e stabilito dalla legge) lo strumento per tutelare la salute degli uomini conoscendo, monitorando e prevenendo le malattie infettive e contagiose di uomini e animali, garantendo il consumo di cibi sani, proteggendo dagli inquinamenti l’ambiente terrestre e marino e l’atmosfera. Non si sottovalutino in proposito le epidemie animali, sia di quelli allevati sia di quelli selvatici, che, anche nel caso in cui non siano zoonosi come il Covid-19 e non colpiscano l’uomo, possono generare danni enormi alla nostra economia agro-zootecnico-alimentare, in particolare se di origine esotica”.

Continua Fvm: “A questo scopo sarebbe opportuno potenziare i laboratori di sanità pubblica, il ruolo del Ccm dell’Iss, consolidare la catena di comando e identificare un polo interdisciplinare di coordinamento e integrazione delle professioni della salute e delle reti informatiche di conoscenza, finalizzato al miglioramento delle azioni di prevenzione primaria, al coordinamento dei Dipartimenti di Prevenzione con il Ministero della salute e le Regioni, con gli Irccs e gli Izs, in particolare per ciò che riguarda le malattie infettive e contagiose in una logica One Health”.

 “Il confronto – rileva la Federazione – ha portato a una piena sintonia sul rilancio e sull’ammodernamento del Ssn, sull’acquisizione delle risorse del Mes e sulla riapertura della contrattazione per il personale della sanità. Particolare impegno per il potenziamento della medicina territoriale di prossimità per deospedalizzare e evitare la concentrazione di pazienti fragili e il miglioramento delle azioni di prevenzione, disponibilità adeguata di vaccino antinfluenzale, misure anti Covid collettive e tutela dei lavoratori della sanità”.

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