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G7. La sanità nella Leader’s Declaration: emergenze sanitarie, riflettori puntati su Ebola e sulle nuove strategie di contrasto alle pandemie

Obiettivo dichiarato è “migliorare la capacità, su scala globale, di prevenire, proteggere, rilevare, segnalare e rispondere alle emergenze sanitarie”. Si punterà quindi soprattutto su progetti condivisi, team multidisciplinari e partnership. I leader del G7, riuniti a Schloss Elmau, in Baviera, hanno collocato in cima all’agenda due temi ritenuti di particolare rilevanza: le politiche sul clima e il contrasto alle epidemie.

“Tutti i temi sono molto importanti per me, ma ne voglio citare in particolare due – ha spiegato Angela Merkel alla Sueddeutsche Zeitung – noi prepariamo il vertice sul clima di Parigi e le trattative non saranno più semplici che ad Heligendamm. Il secondo tema è la salute: si tratta di capire quali insegnamenti dobbiamo trarre da Ebola”. Nella dichiarazione elaborata e presentata dai sette premier la sanità costituisce uno dei capitoli più importanti, in particolare per quanto concerne la questione Ebola. La declaration.

“La crisi dell’Ebola – scrivono i sette leader – ha dimostrato che bisogna migliorare la capacità, su scala globale, di prevenire, proteggere, rilevare, segnalare e rispondere alle emergenze sanitarie”. Per questo viene fornita la garanzia di assistenza ad almeno 60 Paesi, compresi quelli dell’Africa occidentale, puntando sulle competenze e sulle partnership a partire dai prossimi cinque anni.

Altro passaggio importante è quello relativo alla resistenza agli antimicrobici. “Sosteniamo quindi, in pieno – si legge nel documento – l’Azione globale sulla resistenza antimicrobica recentemente adottata dall’Oms. Svilupperemo e rivedremo i nostri piani di sviluppo nazionale e, contestualmente, supporteremo le varie azioni dei singoli Paesi. Siamo fortemente impegnati nell’approccio ’One Health’, che include tutti i settori umani, la salute degli animali, l’agricoltura e l’ambiente”.

Di seguito la traduzione integrale dei passaggi di interesse sanitario all’interno della “Leader’s Declaration G7 Summit”.

Salute

Il godimento di un buono stato di salute rappresenta uno dei diritti fondamentali per ogni essere umano. Siamo quindi impegnati a proseguire il nostro impegno in questo settore tramite un approfondimento ad hoc su un rafforzamento dei sistemi sanitari che sia incentrato su programmi bilaterali e strutture multilaterali.

Ebola

Ci impegniamo a prevenire future epidemie verificando che tutti i Paesi attuino il Regolamento Internazionale dell’Oms, anche mediante l’Agenzia Globale per la Sicurezza Sanitaria e le sue iniziative multilaterali calibrate su obiettivi comuni. Per ottenere tutto ciò offriremo assistenza ad almeno 60 Paesi, compresi quelli dell’Africa occidentale, puntando sulle competenze e sulle partnership a partire dai prossimi cinque anni. Incoraggiamo anche altre realtà e altri Paesi a partecipare a questo sforzo collettivo. In questo contesto, infatti, dovremo considerare i bisogni di salute dei migranti e dei rifugiati.

La crisi dell’Ebola ha dimostrato che bisogna migliorare la capacità, su scala globale, di prevenire, proteggere, rilevare, segnalare e rispondere alle emergenze sanitarie. Siamo quindi fortemente impegnati per ridurre i casi di Ebola sino a zero e riconosciamo l’importanza di supportare seriamente una piena ripresa nei Paesi più colpiti dal focolaio. Dobbiamo trarre insegnamenti da questa crisi. Allo stesso tempo riconosciamo il lavoro garantito dall’Oms e accogliamo l’esito del Board Esecutivo su Ebola emerso durante la 68esima Assemblea Mondiale sulla Salute. Continuiamo, inoltre, a sostenere il processo in atto per rinforzare la capacità dell’Oms di prepararsi e rispondere a crisi sanitarie complesse, ribadendone la centralità in materia di sicurezza sanitaria internazionale.

Accogliamo la proposta avanzata da Germania, Ghana e Norvegia al segretario delle Nazioni Unite riguardante l’elaborazione di risposte globali in materia di salute e attendiamo la relazione che sarà prodotta verso la fine dell’anno da parte di un gruppo di lavoro di alto livello istituito dal Segretario Generale delle Nazioni Unite. L’epidemia di Ebola ha infatti dimostrato che una mobilitazione tempestiva e un’efficace capacità di reazione, sia in termini di risorse umane che finanziarie, è fondamentale. Monitoriamo con attenzione l’implementazione di questi meccanismi tramite l’Oms, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, invitando tutti i partner a contribuire con convinzione. Supportiamo l’iniziativa della Banca Mondiale finalizzata a sviluppare strumenti di emergenza contro le pandemie; confidiamo che il G20 promuova questa agenda e, allo stesso tempo, ci coordineremo per combattere le epidemie e ci accorderemo per organizzare rapidamente gruppi multidisciplinari di esperti coordinati da una piattaforma comune. Tutto ciò avverrà in stretta collaborazione con l’Oms e con le autorità dei Paesi colpiti.

Resistenza agli antimicrobici

Gli antimicrobici svolgono un ruolo essenziale per il successo della medicina umana e veterinaria. Sosteniamo quindi, in pieno, l’Azione globale sulla resistenza antimicrobica recentemente adottata dall’Oms. Svilupperemo e rivedremo i nostri piani di sviluppo nazionale e, contestualmente, supporteremo le varie azioni dei singoli Paesi. Siamo fortemente impegnati nell’approccio ’One Health’, che include tutti i settori umani, la salute degli animali, l’agricoltura e l’ambiente. Condividiamo l’utilizzo prudente degli antibiotici e siamo convinti della necessità di stimolare la ricerca di base, la ricerca epidemiologica, la prevenzione delle infezioni e il controllo, lo sviluppo di nuovi antibiotici, terapie alternative e una rapida diagnostica.

Gennaro Barbieri – Quotidiano sanità – 10 giugno 2015

 

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