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Gentiloni all’Economia. Von der Leyen: l’Italia conosce le regole. Presentato il «governo» europeo. Ai liberali la sfida del digitale (con gli Usa), ai socialisti il clima

«I commissari e i vicepresidenti da ora devono lavorare per l’interesse europeo. Non sono più rappresentanti del proprio Paese ma dell’Unione». La presidente eletta Ursula von der Leyen ieri ha presentato la nuova Commissione Ue, che ha cercato di comporre rispettando tre criteri: genere (13 donne inclusa lei e 14 uomini), geografico (usando le vicepresidenze) e politico (bilanciando i portafogli dei commissari popolari, socialisti e liberali).

Ha anche ridisegnato molti portafogli per evidenziare gli obiettivi della sua presidenza. L’Europa dovrà fronteggiare il cambiamento climatico, le trasformazioni sociali ed economiche legate alla digitalizzazione, sviluppare un’economia sociale di mercato improntata all’inclusione e all’uguaglianza. Per von der Leyen «dobbiamo riformare Dublino»».

I popolari hanno espresso la presidente e avranno anche il Bilancio e il personale con l’austriaco Johanness Hahn (è l’asse di governo di tutta la Commissione). I socialisti gestiranno clima e sostenibilità — l’«European green deal» — grazie alle deleghe del vicepresidente esecutivo Frans Timmermans (l’Energia è affidata all’estone liberale Kadri Simson) ma anche l’Economia con Paolo Gentiloni. Una nomina importante, che ha suscitato più di qualche critica tra i Paesi rigoristi perché sarà Gentiloni a esaminare la legge di Bilancio dell’Italia. Ma per von der Leyen il ministro delle’Economia «Gualtieri sa quali siano le aspettative nei confronti dell’Italia» e «viene dal Parlamento europeo e conosce molto bene il Patto di stabilità». Gentiloni, comunque, dovrà collaborare con il popolare lettone Valids Dombrovskis, vicepresidente esecutivo con le deleghe a mercati finanziari, euro, partecipazione della Commissione all’Ecofin e all’Eurogruppo, dialogo con il Parlamento Ue e con la Bce). I liberali hanno in mano tutta la parte digitalizzazione e Concorrenza con la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager che mantiene l’incarico di capo dell’Antitrust Ue, a cui si aggiunge il compito di preparare l’Europa all’«Era digitale». Lavorerà in stretto contatto con la francese liberale Sylvie Goulard che ha un super portafoglio: il Mercato interno. Le sue deleghe vanno dall’economia digitale al mercato unico, inclusa l’Industria della difesa e Spazio.

La Grecia ha ottenuto la vicepresidenza per la protezione del nostro modo di vivere europeo affidata a Margaritis Schinas, con delega all’Immigrazione. Gli altri vice sono il socialista spagnolo Josep Borrell, che è anche Alto rappresentante per gli Affari esteri, il socialista slovacco Maros Sefcovic (delega alle Relazioni interistituzionali), la liberale ceca Vera Jourová ai Valori e Trasparenza, la croata del Ppe Dubravka Suica alla Democrazia e Demografia. Il Commercio è andato all’irlandese Phil Hogan, l’Agricoltura alla Polonia, l’Innovazione alla Bulgaria. Il più giovane è il lituano Virginijus Sinkevicius, 28 anni, Ambiente e Oceani.

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