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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Gli ordini bocciano dpr Severino. Riforma sarà impugnata al Tar
    Notizie ed Approfondimenti

    Gli ordini bocciano dpr Severino. Riforma sarà impugnata al Tar

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche20 Giugno 2012Nessun commento3 Minuti di lettura
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    II regolamento sulla riforma delle professioni? Un documento deludente e poco coraggioso che tradisce il vero spirito della riforma. Oltretutto emanato il 15 giugno dal Consiglio dei ministri senza alcuna concertazione.

    E senza appello la critica che arriva unanime da tutti i rappresentanti di ordini e collegi all’indomani dell’approvazio-ne, seppure in via preliminare, del dpr di riforma del sistema ordinistico. Ma, in barba alle critiche, il testo è stato inviato ieri al Consiglio di stato per per poi approdare sul tavolo della Corte dei conti. Tutto per non sforare i tempi stabiliti dalla legge delega previsti per il 13 agosto. E dopo i primi mal di pancia del Comitato unitario delle professioni. E successivamente quelli dei periti industriali e geometri, che nel testo attendevano il recepimento del principio relativo all’accorpamento, fioccano le polemiche. «L’aver scelto, come ha fatto il governo, un dpr unico, anziché intervenire sui singoli ordinamenti professionali interessati., dice il presidente dei dottori commercialisti ed esperti contabili Claudio Siciliotti, «potrebbe creare confusione normativa e contenziosi. E nell’entrare nel merito dei singoli passaggi, il tirocinio «ora più complicato., il tutoraggio dei praticanti solo per gli scritti con cinque anni di anzianità, «norma discriminatoria per i più giovani-, il dito è puntato soprattutto contro la norma sui procedimenti disciplinari che «ha tradito l’impostazione della riforma- senza, invece, aver «avuto il coraggio di introdurre il membro laico». «Il dpr di riforma non poteva essere peggio di così, tuona, invece, il numero uno degli agrotecnici Roberto Orlandi, ricordando «la massima collaborazione« offerta dagli ordini per poi arrivare a un testo «portato fuori sacco. Ecco perché, precisa Orlandi, «interverremo nelle sedi parlamentari e al Consiglio di stato per chiedere che vengano eliminate le disposizioni che eccedono la delega concessa al governo e cpnfliggono con la precedente legislazione e quelle anacronistiche e dove non vengano apportate le necessarie modifiche, il provvedimento una volta pubblicato, sarà impugnato innanzi al Tar Lazio».

    «Abbiamo lavorato per mesi offrendo tutto il nostro supporto al ministero, lamenta il presidente degli ingegneri Armando Zambrano, «e ora scopriamo non solo che è stato un lavoro inutile, perché i nostri suggerimenti non sono stati ascoltati ma anche che il testo è pieno di assurdità.. Il riferimento è, per esempio, al tirocinio, «il cui obbligo rappresenta una grossa contraddizione rispetto ai principi di liberalizzazione., ma soprattutto alla normativa sul disciplinare che «rasenta il ridicolo, alla faccia di quella terzietà tanto sbandierata». Dito puntato anche dall’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili che sottolinea come già «dalla definizione di attività professionale e della delimitazione della stessa dalle attività non regolamentate il Legislatore del governo di burocrati sfrutta tutte le ambiguità possibili». Ecco perché chiude Eleonora Di Vona presidente dell’Unione giovani «speriamo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia un guizzo di orgoglio e non firmi questo documento che spingerebbe sempre più in un angolo i giovani professionisti e le loro aspirazioni di legalità e di libertà». A nome degli assistenti sociali, aggiunge Edda Samory, presidente nazionale dell’Ordine «esprimo un profondo disagio per l’assenza di quel confronto e approfondimento che il ministro Severino aveva auspicato all’inizio dei lavori, e una crescente preoccupazione per i contenuti nuovi e diversi sul riordino delle professioni. Mi riferisco, in particolar modo, alla nuova definizione di professione, non più ordinata ma regolamentata e alle modifiche previste dal regolamento per quanto riguarda gli organi disciplinari. Auspichiamo inoltre che tali contenuti possano trovare uno spazio di ripensamento e una maggiore chiarezza e corrispondenza con le necessità espresse dall’Ordine.

    ItaliaOggi – 20 giugno 2012

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