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Gli studenti bravi premiati anche se non sono poveri. Da Milano a Bologna: borse di studio, posti letto e sconti sulle tasse

Se sei bravo, meriti un premio. Che l’Università Bicocca di Milano traduce in un incentivo economico. Un gruzzoletto virtuale, che tutti gli studenti con media alta e esami sostenuti nei tempi previsti, indipendentemente dalla fascia di reddito, potranno spendere per tasse, libri, corsi di lingua, o per mantenersi all’estero durante un programma Erasmus.

A partire dal prossimo anno accademico, sarà possibile accumulare fino a un massimo di 4 crediti, del valore di 125 euro l’uno, che andranno ad alleggerire le spese dei due anni successivi. Il piano «Crediti di merito» vuole «restituire senso positivo all’impegno e alla qualità», ha spiegato il rettore Cristina Messa. Ma anche «frenare l’abbandono e attirare più studenti», dice Paolo Cherubini, prorettore didattico dell’università milanese. Per l’iniziativa — che coinvolgerà il primo anno più di 400 studenti — è stato stanziato mezzo milione di euro. Presi dal bilancio d’ateneo e ottenuti razionalizzando le spese; ma anche passando al setaccio le domande per avere sconti sulle tasse universitarie, che in molti casi si sono rivelate false o erronee. Come era successo a Roma a novembre, quando la Finanza aveva scoperto dichiarazioni Isee di «furbetti dell’università» che avevano ottenuto illegittimamente borse di studio, sconti e contributi, pur avendo alle spalle genitori con Ferrari e case di lusso. Anche a Milano, su mille controlli, 300 sono risultati non regolari.

Per dare spazio (e soldi) a chi sgobba di più, ci sono borse di studio regionali, borse delle università, contributi per la mobilità internazionale. Interventi garantiti dalla Costituzione, ma che si fermano dove finiscono i soldi. Ma ci sono anche, sempre più numerose, iniziative di università o di privati, che si concentrano sull’eccellenza, a prescindere da requisiti di reddito.

«È dal 2009 che l’Alma Mater premia i suoi migliori studenti con un assegno di 2.500 euro», dice Ivano Dionigi, rettore dell’Università bolognese. Lo scorso anno l’ateneo ha stanziato 457.500 euro per i premi, per un totale di 183 assegni. E ancora: «Primi in Italia — dice Dionigi — quattro anni fa abbiamo lanciato l’idea dell’esonero totale dalle tasse universitarie per gli studenti usciti con 100 e lode alla maturità».Esempio poi seguito da altre università della regione, ma anche dagli atenei della Val d’Aosta, di Cagliari, dalla Sapienza di Roma. E, da 15 anni, a 30 studenti «top», è garantita ospitalità nel Collegio superiore: vitto, alloggio e tutorato in un ambiente di eccellenza accademica, riconosciuto dal Miur insieme a un’altra decina di strutture analoghe in tutta Italia, dal Ghisleri di Pavia, al Sant’Anna di Pisa.

La nuova logica — «pesare» i voti e il rispetto del calendario degli esami — si traduce però anche in iniziative più tradizionali: borse di studio assegnate per meriti, con esonero totale del pagamento delle rette universitarie (come alla Luiss di Roma o alla Bocconi di Milano) o i riconoscimenti in denaro intitolati a personalità del mondo accademico dell’università di Foggia e i premi (da 500 a 1.500 euro) della Ca’ Foscari di Venezia ai migliori del primo anno). La bravura è il primo criterio anche per iniziative, come quelle dell’università di Enna, o del Politecnico di Torino, di solidarietà alle vittime della mafia: la tassa di frequenza è cancellata per gli studenti eccellenti il cui nucleo familiare sia stato colpito dalla criminalità organizzata.

Antonella De Gregorio – Corriere della Sera – 1 febbraio 2014 

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