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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Gli Usa dichiarati liberi dall’influenza aviaria H5N2. Da cinque mesi non sono più stati notificati nuovi casi. Ma c’è allarme per la nuova ondata migratoria di selvatici
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    Gli Usa dichiarati liberi dall’influenza aviaria H5N2. Da cinque mesi non sono più stati notificati nuovi casi. Ma c’è allarme per la nuova ondata migratoria di selvatici

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche30 Novembre 2015Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Da oltre 5 mesi negli Stati Uniti non sono stati notificati nuovi casi di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N2 che aveva interessato il paese da dicembre 2014 e aveva continuato a colpire gli allevamenti di pollame statunitensi lo scorso giugno. Secondo l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) il focolaio è ormai risolto.

    Sulla base di un recente rapporto dell’OIE, infatti, i focolai di influenza aviaria H5N2 in Arkansas, California, Idaho, Indiana, Iowa, Kansas, Minnesota, Missouri, Montana, Nebraska, North Dakota, Oregon, South Dakota, Washington e Wisconsin sono ora “finiti, chiusi e risolti”.

    L’OIE ha inoltre dichiarato che secondo il Capitolo 10 del suo Terrestrial Animal Health Code, gli Stati Uniti hanno completamente rispettato le azioni e la sorveglianza necessarie per autodichiararsi liberi dall’aviaria H5N2.

    La prima segnalazione del virus è avvenuta nel dicembre 2014, colpendo anatre selvatiche presenti in Whatcom County, mentre l’ultimo caso di influenza aviaria H5N2 è stato scoperto nel mese di giugno in un allevamento di ovaiole dell’Iowa.

    Sebbene siano più di cinque mesi che non vengono segnalati nuovi casi del virus, l’Animal and Plant Health Inspection Service (APHIS) del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti si sta preparando ad affrontare un possibile ritorno del virus, dato che nelle prossime settimane è prevista una nuova ondata migratoria di uccelli selvatici verso sud.

    I funzionari dell’APHIS, così come varie agenzie agricole dei diversi Stati, continuano a monitorare la situazione sia nel pollame d’allevamento che nei volatili selvatici.

    Fonte WattAtNet (da Unaitalia) – 30 novembre 2015 

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