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Il Governo impugna il Piano sanitario del Veneto. Tra i punti contesi i poteri spostati dalla Giunta al Consiglio

1a1a1_0aapala_balbi--400x300Il Governo ha impugnato, come preannunciato nei giorni scorsi, il nuovo Piano socio sanitario del Veneto, approvato il 20 giugno scorso. Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia è stato informato con lettera del Dipartimento degli Affari Regionali della decisione assunta dal governo relativamente ad alcuni aspetti del Piano. Quante alle motivazioni, una nota del Cdm rileva che le previsioni del Pssr “conferendo al Consiglio regionale funzioni esecutive, quali la nomina del Direttore generale alla Sanità e al Sociale e l’adozione di atti di programmazione sanitaria, alterano gli equilibri e il riparto di competenze tra Giunta e Consiglio regionale”. «Ora aspetteremo le motivazioni più nel dettaglio e vedremo come si può intervenire» spiega l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Leggi anche “Ci sono aspetti che andavano corretti”Le contestazioni e le proteste di Pdl e Pd

Coletto annuncia anche di voler «essere assolutamente presente» quando saranno affrontati i punti del piano impugnati dall’esecutivo. Che, come già annunciato, riguardano i poteri sulla sanità spostati dalla Giunta e dal suo presidente al Consiglio regionale. La decisione passa ora alla Corte costituzionale.

Tra questi poteri, ad esempio, la nomina del direttore generale della Sanità, che, su proposta del presidente, spetterebbe al consiglio regionale, o il parere vincolante attribuito alla commissione Sanità sulle schede ospedaliere e territoriali. Tutte questioni che il ministro della sanità Renato Balduzzi aveva già sollevato in un parere scritto inviato alla Regione prima che il piano divenisse legge, e sui quali lo stesso Coletto aveva cercato di intervenire con un emendamento, bocciato però dall’assemblea veneta. «Avevo avvisato – ha osservato Coletto – che erano norme anti-costituzionali, che di fatto delegittimavano la giunta».

«Non è assolutamente una bocciatura, perché i contenuti qualificanti non sono nemmeno stati sfiorati dal Governo». Lo afferma il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, dopo essere stato informato con lettera del Dipartimento degli Affari Regionali della decisione assunta dal Governo di impugnare alcuni aspetti del Piano Socio sanitario regionale. La comunicazione, al momento, non riporta le motivazioni dell’impugnativa.

«Sulla base di quanto finora appreso – sottolinea Zaia – i punti del nostro Piano sanitario impugnati dal Governo non ne scalfiscono la sostanza. Di fatto l’esecutivo ci dice che va bene tutto, che condivide la nostra idea di percorso e le innovazioni apportate, ma che c’è un conflitto di attribuzione su alcuni aspetti formali, sui quali andiamo volentieri ad interloquire». Zaia riferisce che, secondo quanto è dato conoscere finora, sono in discussione principalmente «aspetti di tipo giuridico, come la procedura di approvazione delle schede ospedaliere e di nomina del segretario generale della sanità». «In realtà – prosegue – si è trasferito a livello governativo il dibattito tra Giunta e Consiglio che si era sviluppato nel corso della discussione nell’assemblea veneta, nel cui ambito io stesso avevo sostenuto la posizioni espresse dalla Giunta, prendendo poi atto di una scelta diversa del Consiglio nel pieno esercizio della sua sovranità». «La riforma della sanità veneta – conclude Zaia – non si ferma di certo, anzi, andremo avanti a tutta forza perchè sulla riorganizzazione e modernizzazione del sistema sanitario si gioca una fetta rilevante del futuro del Veneto e dei veneti».

(Ansa) – 24 agosto 2012

Roma fa ricorso contro il Piano della sanità veneta

REGIONE. Si va alla Corte costituzionale, o si modifica in parte il testo L’assessore Coletto: «Io avevo avvisato tutti in aula» Lo scontro infatti è tra poteri di Giunta e Consiglio Zaia e Ruffato smorzano: «Non è una bocciatura»

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Una seduta del Consiglio regionale veneto

Non ne passa una, alla Regione. La grande stagione delle riforme avviata con l’elezione della giunta Zaia non fa a tempo a portare a casa un risultato che da Roma arriva sempre pronta la novità che gela tutto e rimette tutto in discussione. È accaduto con lo Statuto, con la legge elettorale (vedi a lato) e adesso anche con la prima grande riforma dell’era Zaia, il nuovo Piano socio-sanitario.

ROMA IMPUGNA, COLETTO SORRIDE. A dare la notizia della tegola piovuta da Roma è stato ieri pomeriggio sono stati, in rapida successione, gli stessi assessore alla sanità Luca Coletto e governatore Luca Zaia, al quale è giunta una lettera del Dipartimento degli affari regionali della decisione assunta dal Governo di impugnare alcuni aspetti del Piano Socio sanitario regionale (la lettera non contiene le motivazioni). «Ora aspetteremo le motivazioni e vedremo come si può intervenire – ha spiegato l’assessore Coletto – che ha precisato di voler «essere assolutamente presente» quando saranno affrontati i punti del piano impugnati dall’esecutivo. Perché, come noto, il motivo del contendere riguarda soprattutto i poteri tra Giunta e Consiglio e quindi la tegola di Roma cade molto più su palazzo Ferro Fini che sull’assessore: «Avevo avvisato – osserva Coletto – che erano norme anti-costituzionali, che di fatto delegittimavano la giunta».

ZAIA IN EQUILIBRIO TRA I DUE PALAZZI. Molto più diplomatico Zaia: «Non è assolutamente una bocciatura del Piano socio sanitario – si affretta a dichiarare – perché i contenuti qualificanti non sono nemmeno stati sfiorati dal Governo. Sulla base di quanto finora appreso i punti del nostro Piano sanitario impugnati dal Governo non ne scalfiscono la sostanza. Di fatto l’esecutivo ci dice che va bene tutto, che condivide la nostra idea di percorso e le innovazioni apportate, ma che c’è un conflitto di attribuzione su alcuni aspetti formali, sui quali andiamo volentieri ad interloquire». Zaia riferisce che, secondo quanto è dato conoscere finora, sono in discussione principalmente «aspetti di tipo giuridico, come la procedura di approvazione delle schede ospedaliere e di nomina del segretario generale della sanità». «In realtà – prosegue – si è trasferito a livello governativo il dibattito tra Giunta e Consiglio che si era sviluppato nel corso della discussione nell’assemblea veneta, nel cui ambito io stesso avevo sostenuto la posizioni espresse dalla Giunta, prendendo poi atto di una scelta diversa del Consiglio nel pieno esercizio della sua sovranità. La riforma della sanità veneta non si ferma di certo, anzi, andremo avanti a tutta forza perché sulla riorganizzazione e modernizzazione del sistema sanitario si gioca una fetta rilevante del futuro del Veneto e dei veneti».

RUFFATO: «TROVEREMO UNA SOLUZIONE». «Il fatto che il Governo abbia deciso di impugnare dinnanzi alla Corte costituzionale il nostro Piano socio sanitario non significa certo una bocciatura, ma, per quanto si sa, solo una divergenza su questioni formali», afferma anche il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato. «Mi sembra che l’impostazione generale e i punti qualificanti ed innovativi del Piano siano condivisi dal Governo. Per quanto riguarda i punti in discussione si troverà certamente una convergenza, che comunque non dovrà ledere l’autonomia del Consiglio regionale. D’altra parte mi rammarica il fatto che non siano state comprese le logiche e le motivazioni di certe scelte, anche perché ritengo che le spiegazioni fornite fossero state più che esaurienti. Comunque non saranno certo questi aspetti che ostacoleranno il processo riorganizzativo della sanità veneta».

Piero Erle – Il Giornale di Vicenza – 25 agosto 2012

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