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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Grasselli (Fvm): sul Def informazioni contraddittorie. Lo stato di agitazione delle categorie sanitarie non si sospende
    Notizie ed Approfondimenti

    Grasselli (Fvm): sul Def informazioni contraddittorie. Lo stato di agitazione delle categorie sanitarie non si sospende

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche15 Aprile 2014Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Anche se il Ministero dell’economia e finanza ha diramato un comunicato col quale informa che “nel DEF non vi è alcun riferimento a ipotesi di blocco dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego” siamo persuasi che occorra tenere alta la vigilanza e la mobilitazione perché le informazioni contraddittorie da chiarire e i problemi da risolvere sono ancora troppi.

    La Spending Review che in sanità dovrebbe colpire solo gli sprechi e poi reinvestire i risparmi, l’ipotesi di tagliare gli stipendi sopra i 70.000 euro, il blocco del turn over, la vergognosa pagina del precariato, il blocco dei contratti nazionali e degli aumenti previsti nella contrattazione decentrata, sono solo alcuni dei problemi che vogliamo affrontare con il nostro coinvolgimento e vogliamo vedere risolti al più presto.

    MEF: Def, nessun riferimento a ipotesi di blocco contratti. ” Le notizie in merito apparse sulla stampa non hanno alcun fondamento”

    Nel Documento di Economia e Finanza (DEF) 2014 non è contenuto, e non potrebbe esserlo, alcun riferimento a ipotesi di blocco di contrattazione nel settore pubblico. Le notizie in merito apparse sulla stampa non hanno alcun fondamento.

    Si fa presente, infatti, che le previsioni contenute nel DEF sono elaborate sulla base della legislazione vigente che determina la spesa per redditi da lavoro delle amministrazioni pubbliche, e quindi costruite tenendo conto solo degli effetti economici conseguenti da leggi e norme già in vigore. Secondo la normativa contabile italiana, il finanziamento delle risorse per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego è effettuato con la legge di stabilità (art. 11, comma 3, lettera g, della legge 196/2009). Non esistendo ancora la norma che provvede allo stanziamento delle risorse per il rinnovo dei trienni contrattuali 2015-2017 e 2018-2020, non è tecnicamente possibile considerare i corrispondenti importi nello scenario di previsione a legislazione vigente. In tale scenario si considera, perciò, solo l’indennità di vacanza contrattuale, in quanto erogata automaticamente per effetto di norme vigenti (comma 35, art. 2 della legge finanziaria per il 2009 e art. 47 bis, comma 2, del dlgs. 165/2001). Nella stima si è tenuto conto che la Legge di stabilità 2014 ha fissato l’indennità per il triennio 2015-2017 al livello di quella in godimento dal mese di luglio 2010.

    Del rinnovo dei contratti del pubblico impiego si tiene, invece, conto nella previsione ‘a politiche invariate’ contenuta anch’essa nel Def. Tale previsione, volta a fornire alla Commissione europea ulteriori informazioni per valutare la situazione della finanza pubblica, viene formulata sulla base di una metodologia coerente con quella utilizzata dalla Commissione stessa per l’elaborazione delle proprie stime. In tale previsione si utilizza l’ipotesi tecnica che i redditi da lavoro seguano l’andamento dell’inflazione prevista nel DEF. Tale stima – come peraltro riportato nel testo del DEF – ha valore meramente indicativo e non rappresenta, in alcun modo, un vincolo alla determinazione delle risorse né alle politiche retributive della Pubblica amministrazione.

    15 aprile 2014 

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