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Green-Hill, telefonata choc: «Uccidiamo i cani». Sul web denuncia animalisti

«..Sì è meglio che li sopprimo adesso perché altrimenti vanno nell’anagrafe canina…». A parlare, registrato a sua insaputa, sarebbe un operaio al telefono che lavora dentro Green Hill. Sembra materializzarsi il terrore di tanti attivisti.

Che i cani vengano soppressi perché “inadatti” per i laboratori. «Perché troppo grandi o troppo piccoli, perché non rispettano lo standard imposto dalle aziende farmaceutiche», spiega Sara D’Angelo, storica attivista del coordinamento Fermare Green Hill. «Uccidiamo i cani» telefonata choc
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Il coordinamento sostiene che «questa è la prova che i cani vengono soppressi senza reali motivi sanitari», cioè per gravi malattie. E questo sarebbe illegale, come la pratica – se sarà confermata – che a praticare l’eutanasia non sono solo i veterinari, ma anche gli operai. «Li sopprimo adesso perché altrimenti vanno nell’anagrafe canina». Anche questo passaggio della registrazione – secondo gli attivisti – «dimostra l’esistenza di cani “fantasma”, uccisi o venduti prima dell’iscrizione, ma formalmente inesistenti».
A consegnare la registrazione un ex dipendente che quei cani li ha visti con i suoi occhi. Un’attivista del coordinamento Fermare Green Hill è sicura. «E’ una fonte attendibile, l’ho conosciuto, è un’ex dipendente». L’azienda di Montichiari invece respinge qualsiasi accusa e si trincera dietro l’archiviazione del fascicolo d’indagine della procura di Brescia. «Ha dimostrato che era tutto regolare», spiegano. L’azienda che alleva beagle da laboratorio ritiene che sia falso anche un altro documento, stavolta cartaceo, mostrato dal coordinamento Fermare Green Hill sul proprio sito. Si tratta di un elenco di animali (compresi primati) da vendere ad aziende farmaceutiche e altri clienti di tutta Europa. Tra le «specifications» (il testo è scritto in inglese) c’è la parola «debark», che letteralmente significa «impedire il latrato», tradotto con «tagliare le corde vocali». Si tratta di una pratica che «vietata in Europa. Non ci appartiene e su quel foglio non c’è il nostro nome», si difende Green Hill. Intanto tra pochi giorni si vota la legge in Commissione al Senato e molti sono preoccupati. Per questo sabato è stata indetta una nuova manifestazione.

Corriere.it – 29 giugno 2012

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