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Green pass, probabile riduzione a nove mesi. Sanitari: obbligo terza dose. Stretta su treni e taxi. In taxi in due, stop al treno se passeggero ha sintomi

Il Sole 24 Ore. Nella lotta al covid l’arma principale resta la vaccinazione che ora deve correre sulle terze dosi. Per questo una prima misura che potrebbe essere varata già in questi giorni con un nuovo decreto in consiglio dei ministri voluto dal ministro della Salute Roberto Speranza prevederà la proroga dell’obbligo a vaccinarsi per i sanitari e il personale delle Rsa che ora, dopo il primo round a cui ha aderito il 98% della platea, scatterà anche per la terza dose. La necessità di correre per il personale sanitario deriva dalla ripresa dei contagi negli ospedali e anche dall’adesione troppo lenta alla nuova iniezione: finora hanno fatto la terza dose solo il 30% dei sanitari nonostante sia già trascorso l’intervallo minimo di sei mesi.

Ma un’altra misura che potrebbe vedere presto la luce è una revisione del green pass: al momento il Cts non è stato ancora convocato sul dossier ma l’ipotesi più verosimile potrebbe essere quella di ridurre la durata del certificato verde riportandolo a 9 mesi invece che i 12 mesi decisi questa estate. Una riduzione della durata del green pass tra l’altro favorirebbe il decollo delle terze dosi visto che se, come ormai sembra scontato il certificato verde servirà anche nel 2022, allora a molti italiani scadrà nei prossimi mesi. A confermare l’ipotesi di una riduzione della durata del pass è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: «È in corso una riflessione, seguendo un ragionamento di buon senso, prevedo che ci possano essere delle modifiche da qui alle prossime settimane». Costa dopo aver confermato la «ragionevole estensione della terza dose» a tutta la popolazione ha invece spiegato a Radio24 che i criteri per ottenere il green pass (vaccino, guarigione o test) non cambieranno e dunque – come era stato ipotizzato – il tampone non sarà escluso: « I criteri come tutti sanno sono tre, quindi è previsto l’ottenimento anche del pass con il tampone, questo è quello che da oggi ci differenzia dalla scelta che ha fatto l’Austria. Su questo tema ad oggi non c’è la volontà di una modifica».

Intanto ieri il ministero della Salute e dei Trasporti ha varato una ordinanza con nuove disposizioni con una stretta in particolare su taxi e treni. Tra le principali novità c’è il fatto che nei taxi e negli Ncc non potranno salire più di due passeggeri seduti nel sedile posteriore e distanziati, con l’eccezione per i familiari che potranno essere più numerosi ma senza sedersi nel posto anteriore a fianco all’autista.

In arrivo disposizioni anche per i treni: in particolare si prevede che i controlli del green pass avvengano direttamente ai varchi elettronici nelle grandi stazioni con la possibilità di fermare i treni se a bordo ci sono persone con sintomi che fanno pensare al Covid. Due misure che in realtà Trenitalia sta già cominciando ad applicare da tempo. Nei bus e nei tram è previsto il riavvio graduale della vendita dei biglietti e delle attività di controllo a bordo e c’è la possibilità per i passeggeri di usare anche la porta anteriore, sarà installato un separatore protettivo dell’area di guida. I mezzi dovranno essere sanificati almeno una volta al giorno.

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