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Grillo: «Le espulsioni? Spero non servano. Ma noi e la Lega siamo diversi»

Ministra Giulia Grillo, ha firmato un accordo con le Regioni. Lei ribadisce «niente tagli alla spesa», ma il sistema lamenta delle carenze.

«Mi ricordano sempre che il governo precedente ha innalzato il budget di 3,7 miliardi negli ultimi tre anni, lo incrementeremo di 4,5 miliardi. E stiamo parlando solo del Fondo sanitario nazionale, poi ci sono gli investimenti».

A proposito, stanziate fondi per l’ammodernamento tecnologico: ma basterà per ridurre il fenomeno delle liste di attesa? O introdurrete altri incentivi?

«Gli incentivi ci sono già. Ricordo che una parte della produttività dei direttori delle aziende sanitarie è proprio legata ai risultati sulle liste d’attesa. Nella legge di bilancio ci saranno 150 milioni per i prossimi tre anni per digitalizzare il sistema dei Cup per le prenotazioni, ma non solo. Presenteremo il nuovo Piano nazionale per la gestione delle liste d’attesa in cui ci sono azioni di sistema. Il ministero garantirà una vigilanza attiva pur nell’autonomia delle Regioni. Finora ognuno è andato per conto suo».

Fate confluire gli importi dedicati agli stranieri non coperti dal Servizio sanitario nazionale nelle quote indistinte: creerà tensioni con chi sostiene «prima gli italiani»?

«Facciamo confluire risorse non utilizzate nelle quote indistinte. È una misura chiesta dalle Regioni per non lasciare fermi fondi già disponibili. Mi pare una misura di buon senso. Guardo alla concretezza per i cittadini, non a strumenti di bandiera».

Avete deciso di ampliare i fondi per l’edilizia ospedaliera: c’è il rischio di aumentare il divario tra le Regioni.

«Non si ferma il traffico perché ci sono gli incidenti stradali. Altri 2 miliardi sull’edilizia sanitaria sono un investimento importante. Dobbiamo sbloccare il Paese. Servono ospedali sicuri, ambulatori a norma, strutture antisismiche. Il ministero avrà la cabina di regia, che assicurerà equità e vigilanza».

Il presidente della Camera Fico si è smarcato sul decreto sicurezza: cosa ne pensa?

«Il dl sicurezza è legge, no? Penso che il Movimento abbia dato un contributo migliorativo al provvedimento, anche grazie alle riflessioni del presidente Fico. È naturale che ognuno porti la propria sensibilità, è segno di democrazia e pluralismo».

Ma le piace quel testo?

«Il giudizio nel complesso è positivo, il testo è stato migliorato su alcuni aspetti, grazie proprio al lavoro congiunto Lega e Movimento».

È stato sì votato dal M5S, ma ci sono stati strappi: a suo avviso come si dovrebbe comportare il Movimento con i dissidenti?

«Mi è dispiaciuto che alcuni parlamentari non si siano attenuti agli impegni del Movimento e al contratto di governo. Condivido la posizione di D’Uva: dibattito interno, ma poi compattezza nei voti sia in Aula sia nelle Commissioni».

Ma se votano ancora contro vanno cacciati?

«Esiste uno statuto, interverranno i probiviri per valutare la situazione. Ma spero non ce ne sarà bisogno».

Come sono i rapporti con la Lega? Ci sono sempre nuove frizioni…

«Abbiamo firmato un contratto di governo impegnativo. Siamo diversi, impossibile negarlo. Ho più volte paragonato il governo a una coppia giovane che sta conoscendosi, impareremo a convivere e a valorizzare sempre più quello che ci unisce rispetto a quello che ci divide».

Che cosa pensa del Global compact?

«Per qualcuno è una trappola. Ritengo giusto discuterne, approvo l’idea di Di Maio di confrontarci in Parlamento. Il presidente Conte si è espresso positivamente. Non è un tema vincolante».

Quale potrebbe essere il punto di caduta di una trattativa con l’Europa?

«Una rottura non gioverebbe a nessuno. Alla fine troveremo la migliore soluzione, perché, ricordiamolo, noi siamo stati eletti per cambiare questo Paese. Non per portare altro disagio».

Il debito è sostenibile? Si può scendere al 2% del rapporto deficit/pil?

«Non è una questione di decimali, la manovra è incentrata sui due punti fondamentali del contratto di governo. Quando arriveranno le relazioni tecniche definitive su reddito di cittadinanza e quota 100 sapremo esattamente quante persone saranno interessate dai due provvedimenti, e quindi avremo un quadro chiaro. Io penso ci siano margini per coniugare crescita e sostenibilità del debito. Dobbiamo venirci incontro con l’Europa, non ha senso lo scontro fine a se stesso».

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