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Guerriglia e arresti a Bruxelles. No Vax all’attacco nel cuore d’Europa

Repubblica. Anche l’Europa scende in piazza. Ieri i “No Vax” si sono fatti sentire in molti Paesi dell’Unione. Del tutto incuranti di quel che sta accadendo nel Vecchio Continente, i “novaxisti” continuano a protestare e anche in modo violento. Come se i contagi e i morti causati dal Coronavirus non esistessero.
Ieri così quasi 35mila manifestanti si sono dati appuntamento a Bruxelles. Il corteo è partito dalla stazione ferroviaria Nord per arrivare fino a Place Schuman, davanti a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea. Ed è stato in quel momento che la manifestazione, intitolata “Insieme per la libertà”, ha assunto toni violenti. Molti dei presenti erano incappucciati, tiravano petardi e sventolavano le bandiere nazionaliste fiamminghe. Non è un caso che in Belgio la comunità fiamminga sia quella più riottosa nei confronti della vaccinazione. Ma è anche il segno che la protesta ha anche un contenuto politico che fa da sponda agli istinti e alle fazioni sovraniste presenti in molte nazioni europee. La polizia è stata costretta a usare i lacrimogeni e a disperdere il corteo che poi si è diretto verso il vicino Parco del Cinquantenario. Ufficialmente sono tre i feriti, compreso un poliziotto.
La protesta è scattata dopo le misure assunte dal governo che ha reintrodotto la smartworking obbligatorio per almeno quattro giorni a settimana, limiti sulle discoteche e green pass obbligatorio per accedere a bar ristoranti. Il Belgio nelle ultime settimane ha subito un’impennata nei contagi, oltre diecimila al giorno, e va verso la saturazione dei reparti di terapia intensiva.
Ma le manifestazioni non sono state organizzate solo a Bruxelles. Dopo quelle di sabato in Austria e in Italia, ieri l’Olanda è stata di nuovo messa sotto pressione. Ancora scontri a Rotterdam e all’Aja. E poi a Limburg, a Urk e a Flevoland. Le forze dell’ordine hanno dovuto utilizzare i cannoni ad acqua e i lacrimogeni. Una dozzina i feriti e più di 40 i fermi. Raduni analoghi a Zagabria, Belfast e Vienna. E persino nelle Antille francesi: 38 persone arrestate.
Le proteste si sono acuite proprio in una fase in cui l’Europa è uno degli epicentri dell’epidemia. Nell’ultima settimana, il 90% dei Paesi con gli aumenti maggiori dei contagi (tra quelli con oltre mille casi al giorno) è infatti in Europa. L’ondata sta attraversando l’Europa dell’est. In molti di quei Paesi la percentuale di immunizzati è bassissima.
La crescita dei casi si fa sempre più allarmante anche in Francia, dove il portavoce del governo ha parlato ieri di un aumento «folgorante », con i nuovi malati raddoppiati in una settimana ma con effetti contenuti grazie all’alto numero di vaccinati. Ma anche a Parigi si valutano ulteriori contromisure.

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