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I brevetti rallentano le ricerche su un virus-killer? Accuse del governo saudita: si impedisce ad altri di studiare NCoV

1a1a1a1a_0a0a1aaaaaavirus-sars_corbis_258Il governo dell’Arabia Saudita lamenta che le ricerche sul pericoloso virus NCoV vengono rallentate a causa del brevetto che è stato posto sulle sue sequenze geniche. Il NCoV (Novel CoronaVirus), noto anche come MERS (Middle-East Respiratory Syndrome), è un virus della stessa famiglia della SARS, malattia che una decina di anni fa fece centinaia di vittime in Cina. Per il momento ne sono stati registrati 44 casi, di cui la metà si è rivelata mortale. Il virus è stato identificato, ma mancano ancora informazioni cruciali per poterlo contrastare, in particolare quelle relative alla modalità di trasmissione agli esseri umani. I primi casi si sono verificati in Arabia Saudita, criticata per la lentezza con cui sono stati resi noti.

Ora tuttavia è il governo saudita, per bocca del viceministro della sanità Ziad Memish, ad accusare altri di rallentare le ricerche di fronte all’assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Siamo ancora in difficoltà con la diagnostica, e il motivo è che il virus è stato brevettato da alcuni scienziati e agli altri non è più consentito studiarlo.” A brevettare il virus sono stati I virologi Albert Osterhaus and Ron Fouchier dell’istituto olandese Erasmus, secondo i quali si è trattato di una procedura normale e di un “dovere etico”, in quanto la certezza sulla proprietà intellettuale delle ricerche è necessaria per interessare le case farmaceutiche a produrre vaccini e antivirali. I due respingono l’accusa di rallentare le ricerche, dicendo che le informazioni sul virus sono state comunque “liberamente condivise con più di 40 laboratori nel mondo”, e che i test diagnostici “sono stati sviluppati immediatamente e resi disponibili a chiunque ne facesse richiesta”. La necessità di condividere informazioni per salvare vite umane si trova spesso in contrasto con la protezione della paternità delle ricerche.

Per esempio, di recente gli scienziati cinesi che studiano il virus dell’influenza aviaria H7N9 hanno lamentato che le informazioni condivise sono state utilizzate da altri senza dar loro il credito dovuto. Margaret Chan, direttrice generale dell’OMS, ha dichiarato che si occuperà delle implicazioni legali del caso. “Nessuna proprietà intellettuale può intralciare il modo in cui voi, i Paesi del mondo, proteggete la vostra gente.”

Il sole 24 Ore – 28 maggio 2013

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