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    Home»Notizie ed Approfondimenti»I piani dei ministri triplicano la spesa del Recovery Fund dai 209 miliardi previsti a 700. Si va dalla space economy all’Erasmus per i giovani imprenditori
    Notizie ed Approfondimenti

    I piani dei ministri triplicano la spesa del Recovery Fund dai 209 miliardi previsti a 700. Si va dalla space economy all’Erasmus per i giovani imprenditori

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati15 Settembre 2020Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Foto Roberto Monaldo / LaPresse 05-09-2019 Roma Politica Palazzo Chigi - Primo Consiglio dei Ministri Photo Roberto Monaldo / LaPresse 05-09-2019 Rome (Italy) Chigi palace - Council of Ministers
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    C’è la scuola e c’è la salute, come annunciato e ribadito più volte dal governo. C’è il completamento della Torino-Lione, l’alta velocità Napoli-Bari e l’agognato Piano per il 5G in tutta la Penisola. Ma ci sono pure una miriade di proposte con nomi altisonanti, obiettivi futuribili, fattibilità incerte e con coriandoli di spesa che spesso si limitano a 1-2 milioni di euro. Un assalto alla diligenza 4.0 che triplica la spesa totale: invece che dei 207 miliardi messi a disposizione dall’Europa con il Recovery Fund servirebbero quasi 700 miliardi. È questo il quadro con il quale si dovranno confrontare il ministero del Tesoro e Palazzo Chigi quando, dopo le elezioni, dovranno cominciare a fare una sintesi delle oltre 500 proposte in vista delle scadenze imposte dal Bruxelles per l’erogazione dei fondi.
    La città e il territorio hanno acceso la fantasia dei ministeri. Del resto di fronte allo sfascio dei nostri quartieri come avrebbe potuto essere altrimenti? Ed ecco che si propongono le “Foreste urbane resilienti”: 2,5 miliardi da spendere in un anno in 14 città per “migliorare vita e benessere dei cittadini”. L’inquinamento e il CO2 ci stanno stritolando? Cento milioni in 5 anni per il progetto “Aria pulita re-ispiriamoci” e dovrebbe andare meglio. Anche i Trasporti mettono sul tavolo un progetto futuribile: con 597 milioni in dieci anni si preparerà la rete stradale «alla transizione verso i veicoli connessi e automatizzati ».
    Sembra Sim City o Futurama. Piste ciclabili su tutto il territorio nazionale, verde, qualità della vita, trasformazione di una Torre delle Poste all’Eur (50 milioni) in un centro di smart working con alto risparmio energetico e sostenibilità.
    Il ritorno e la rivalutazione delle zone rurali è un altro leitmotiv: il progetto si chiama “Piccoli comuni digitali” (30 milioni i 3 anni). Prevede di favorire la transizione digitale di 4.500 piccoli centri italiani sotto i 5 mila abitanti garantendo collegamenti telematici, Pos, recapito H24. Non mancano le isole: il progetto è battezzato “Piccole isole 100 per cento green”, prevede fibra ottica ed efficientamento energetico e idrico (75 milioni in 7 anni).
    Suggestiona lo spazio: c’è un piano “Space Economy” (3,5 miliardi in sei anni). È proposto dal ministero per lo Sviluppo economico e punta a potenziare le «infrastrutture spaziali», come del resto fa la “Costellazione satellitare” volta a monitorare la terra con un piano di 36 satelliti tricolori per garantire 5G e banda larga.
    I progetti digitali e green, ai quali del resto ci vincola il Recovery Fund, si moltiplicano e spesso si sovrappongono. Circa 6 milioni vengono chiesti per l’Erasmus dei giovani imprenditori, un piano dettagliato prevede borse di studio per studenti meritevoli in tecnologia. Non si dimentica la mobilitazione generale delle giovani energie: 10 mila ragazzi potranno essere utilizzati per alfabetizzare informaticamente i genitori di bambini in età scolastica prestando 6-7 ore di lavoro settimanale (proposta: ministero per il Sud).
    Meritano invece l’Oscar del realismo il piano della Ragioneria (pochi milioni per un unico portale di tutte le amministrazioni) e soprattutto della Sogei. Con 5 milioni in 2 anni propone una riforma in grado di cambiare la vita degli italiani: l’Archivio nazionale dello Stato civile, tutto informatizzato e disponibile subito anche fuori dal comune di nascita o residenza. Forse si poteva fare anche senza il Recovery Fund.
    REPUBBLICA
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    Cristina Fortunati
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