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I redditi dei ministri: da 76 mila a 298.703 euro. Guidi dichiara il doppio di Renzi. Boschi e Lorenzin fanalini di coda

È il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, il componente del governo Renzi che dichiara nel 2013 il maggior reddito imponibile, pari a 298.703 euro. Ieri, con la pubblicazione dei dati reddituali e patrimoniali del premier sul sito della Presidenza del Consiglio, il quadro dei dati richiesti dal decreto sulla trasparenza del 2013 ai titolari di incarichi politici, è stato completato nell’ultimo giorno utile per tutti i ministri (il penultimo per Renzi).

Il capo del governo, dichiarando un reddito di 145.272 euro (quello del predecessore Enrico Letta era stato nel 2012, 123.893), la metà di Guidi, si piazza al quinto posto di questa classifica, mentre all’ultimo si trova il ministro dei Rapporti con il Parlamento e delle Riforme, Maria Elena Boschi, con 76.259 euro. Renzi, che da premier percepisce circa 115 mila euro lordi, ha anche pubblicato i dati relativi alla moglie Agnese (in questo caso non si tratta di un obbligo potendosi negare l’autorizzazione alla pubblicazione), che nel 2013 ha dichiarato, per un incarico a tempo determinato, 8.162 euro, attestandosi in quella fascia di reddito in cui è possibile percepire il bonus di 80 euro (tra gli 8 mila e i 24 mila), ma è probabile che l’aspettativa richiesta dalla consorte del premier abbia annullato il beneficio.

Il capo del governo risulta percepire nel 2012 un reddito di circa 90 mila euro dalla carica di sindaco di Firenze mentre il resto, deriva da «proventi di opere d’ingegno», probabilmente i diritti sui sette libri pubblicati. Renzi non è proprietario di automobili (e tantomeno di aerei o imbarcazioni), mentre sua moglie possiede una Volkswagen Sharan, immatricolata nel 2009.

Quanto ai fabbricati, i coniugi sono comproprietari di un immobile di 12,5 vani a Pontassieve (quello su cui hanno il mutuo trentennale, più volte citato dal premier)e di un altro di 57 metri quadri, probabilmente un garage, nella stessa località. Renzi dichiara anche di possedere una quota del 22,5% di un immobile di 17 vani a Rignano sull’Arno e un’identica quota di un terreno nella medesima cittadina. Nelle caselle relative alla eventuale titolarità di strumenti finanziari, dalle azioni alle quote dei fondi, non risulta nulla, come anche in quelle in cui vanno registrate altre cariche o titolarità di imprese.

Dopo la Guidi e prima di Renzi si piazzano il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi (282.499 euro), il collega dei Beni culturali, Dario Franceschini (200.861), e quello del Lavoro, Giuliano Poletti (192.623). Federica Guidi nella propria dichiarazione patrimoniale segnala che sono in corso di cessione le quote in Ducati Energia Romania e nelle aziende «sorelle» in Argentina e Brasile. Dal 22 febbraio, data del giuramento, il ministro si è dimesso da tutti gli incarichi nelle aziende di famiglia, da quella di consigliere di amministrazione e vicepresidente di Ducati Energia a quella di consigliere nel Fondo Italiano d’Investimento, mentre risulta «sospesa» dalla Trilateral Commission, il potente think tank newyorchese di cui fanno parte esponenti di spicco di tutto il mondo.

Il collega Maurizio Lupi dichiara di essersi sospeso il 3 maggio 2013, quando divenne ministro del governo Letta, da amministratore delegato di Fiera Milano Congressi, da cui percepisce il grosso del suo reddito nel 2012, mentre è in aspettativa non retribuita dal 2001 dalla Fondazione Fiera Milano. Della Fiera possiede ancora delle azioni, mentre il resto del suo risparmio è in Btp. Niente imbarcazioni, solo un’automobile Fiat 500. Franceschini dichiara di possedere azioni della Cassa di risparmio di Ferrara, due vetture e una moto Bmw.

Al quarto posto nella classifica dei redditi si trova il titolare del Lavoro, Giuliano Poletti, che nel sito precisa che il suo attuale stipendio da ministro è pari a 65.883 euro annui netti. Anche lui si è dimesso da ogni incarico nel mondo delle cooperative, curiosa la notazione sui mezzi, tra cui c’è un camper e una vecchia roulotte .

Tra le dichiarazioni dei redditi manca quella del titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che, in quanto residente all’estero non ha obbligo di 730. Padoan pubblica i dati della moglie e dichiara di aver percepito dall’Ocse una retribuzione annua di 216 mila euro, mentre quella da ministro, sempre lorda, è di 114.769 euro. Il ministro degli Affari regionali Maria Rosaria anzetta dichiara un imponibile di 119.479 euro derivante da una farmacia e diverse proprietà immobiliari.

Quanto al sottosegretario, Graziano Delrio, il suo reddito (97.492) si piazza penultimo, appena sopra quello di Boschi, la quale dichiara di possedere delle azioni di Banca Etruria, l’istituto di cui il padre è appena diventato vicepresidente. Stesso reddito fino al centesimo (98.471) dichiarano i ministri Beatrice Lorenzin (Salute), Marianna Madia (Funzione pubblica) e Andrea Orlando (Giustizia), tutti di fonte parlamentare.

Antonella Baccaro – Il Corriere della Sera – 22 maggio 2014 

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