Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»I tagli «a casaccio» colpiscono le eccellenze del biomedicale
    Notizie ed Approfondimenti

    I tagli «a casaccio» colpiscono le eccellenze del biomedicale

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche10 Ottobre 2012Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Altro che rilanciare il polo di Mirandola. Colpite al cuore dal terremoto in Emilia, rimaste all’asciutto di risorse per la ricostruzione, le imprese italiane del biomedicale, che proprio a Mirandola hanno creato il miracolo di una vera e propria eccellenza italiana, sono state prese di mira anche dalla legge di stabilità del Governo.

    Oltre un miliardo di nuovi tagli, proponeva ieri il Ddl del Governo approdato sui tavoli del Consiglio dei ministri. In aggiunta ai quasi 2 miliardi già svaniti con la spending review di luglio, varata proprio due mesi dopo il terremoto. E chissà se la posizione contraria del ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha portato poi a più miti consigli i colleghi di Governo. Sull’altare della “buona spesa pubblica”, che da sempre e giustamente vede la sanità nell’occhio del ciclone, si rischia infatti di consumare un male peggiore di quello che si vuole curare. Con potenziali, pericolosi effetti per la salute dei cittadini. E con ricadute devastanti sull’intera filiera produttiva della sanità e sull’occupazione di settore.

    Come è accaduto a più riprese per la farmaceutica. E come ora si sta insistendo a fare con colpi ripetuti alle imprese del biomedicale che operano in Italia. Quelle che, per dire, riforniscono il servizio sanitario di tac, risonanze magnetiche, pace maker, reagenti di laboratorio, siringhe, protesi, pannoloni. Tutto ciò che fa marciare la macchina sanitaria insomma, certo, a volte con modalità e prezzi d’acquisto fuori le righe. Ma a tutto c’è un limite.

    E colpire e casaccio non paga. Le imperfezioni della spending review sono sotto gli occhi di tutti e gli stessi amministratori locali non sanno come districarsi nel ginepraio che s’è venuto a creare. Mentre le imprese lamentano ritardi di pagamento da record mondiale. In media il servizio sanitario onora le fatture in 292 giorni. Ma in Calabria ce ne vogliono 951, in Molise 879, in Campania 748 e 343 in Puglia. Mentre la Lombardia paga in 99 giorni e il piccolo Trentino in 89 giorni. Ma che dire della asl di Napoli centro che rimborsa i fornitori del biomedicale in 1.836 giorni, ben 5 anni? E dell’azienda ospedaliera «Federico II» (sempre a Napoli) che ne impiega 1.675, dell’ospedale «San Sebastiano» di Caserta dove i giorni di ritardo dei pagamento sono 1.419? Intanto il credito in sospeso delle imprese biomedicali è salito a quasi 5,2 miliardi. Altro che rilancio, altro che spinta all’innovazione, altro che premiare l’eccellenza e l’hi-tech che ci invidiano.

    Se poi si pensa, al peggio non c’è mai fine, che intanto sempre con la legge di stabilità (addirittura in contemporanea col “decretone sanitario” di Balduzzi) è spuntata anche per tutto il 2013 la proroga di un anno del blocco dei pignoramenti nelle Regioni sotto piano di rientro. Una batosta in più, proprio lì dove i crediti (e i debiti) salgono vertiginosamente. Per l’intera filiera produttiva della sanità, c’è il rischio concreto di black out. Per chi produce i beni e per l’occupazione, tanto che nel biomedicale si stima la perdita di 10mila posti di lavoro. Ma anche per i produttori di servizi (ospedalieri e ambulatoriali), col rischio di un crollo delle prestazioni sanitarie sia in termini di qualità (meno attrezzature o attrezzature di peggiore qualità), sia in termini quantitativi (crescita delle liste d’attesa, impatto sulla rete ospedaliera pubblica con incremento di costi). A meno che qualcuno non preferisca buttar via il bambinello con l’acqua sporca.

    di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore) – 10 ottobre 2010

    Post Views: 147
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteOperazione «Cieli bui». Lampioni spenti, risparmio sconfina verso coprifuoco
    Precedente Per riscossione multe latte tornano in campo Equitalia e finanzieri
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.