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Il 112 come numero unico per tutte le emergenze su tutto il territorio regionale. Sperimentazione al via. Spesa prevista nel bilancio è di 100.000 euro, per far partire l’iter

«Chiama i carabinieri». 112. «Chiama l’ambulanza». 112. «Chiama i vigili del fuoco». 112. Insomma, in caso di guai, il numero sarà sempre quello: il 112 (varrà pure per la protezione civile), perché dal 2017 anche in Veneto verrà attivato il «numero unico di emergenza» già operativo in Lombardia dal 2010 e a Roma dal Giubileo della Misericordia di un anno fa.

Lo annuncia la capogruppo della Lista Zaia in consiglio regionale, Silvia Rizzotto: «Si tratta di un’importante novità contenuta nel collegato alla Legge di Stabilità. L’articolo 40 prevede l’istituzione del numero unico di emergenza (il Nue, ndr .) 112 sull’intero territorio regionale. Andrà quindi definita e realizzata la centrale unica di risposta che avrà poi il compito di smistare le telefonate ai diversi centri operativi». Per iniziare, ovviamente con una prima fase di sperimentazione, occorrerà però sottoscrivere un protocollo di intesa con il ministero dell’Interno, step che non si annuncia particolarmente complesso visto che non solo il Nue è già attivo in altre regioni d’Italia ma da gennaio di quest’anno il governo ha pure emanato un apposito decreto attuativo in materia. «La Regione inizierà nel frattempo il procedimento finalizzato alla definizione della struttura, delle caratteristiche del numero e quindi la successiva procedura per la realizzazione delle sale operative – continua Rizzotto -. La spesa prevista nel bilancio è di 100.000 euro, per far partire l’iter. L’attivazione di questo numero unico di emergenza punta al miglioramento dei servizi per i cittadini, che a volte si trovano confusi di fronte ai diversi numeri di emergenza esistenti:112 dei Carabinieri, il 113 della Polizia, o il 115 dei Vigili del fuoco fino al 118 per le emergenze sanitarie». Tutti numeri destinati a finire in soffitta una volta che il servizio (che ricorda il 911 attivo negli Stati Uniti) sarà a regime.

Una curiosità: in Lombardia è stato dimostrato nel corso di questi anni che quasi il 50% delle chiamate ricevute al call center del Nue poi non richiede il successivo smistamento alle centrali operative.

Ma. Bo. – Il Corriere del Veneto – 24 novembre 2016 

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