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Il Bo contro la Regione: «Non scippate lo Iov a Padova». Scontro sul futuro dell’Oncologico. Il rettore ieri in V Commissione: centralità patavina. Ma la politica punta su Castelfranco

di Sabrina Tomè. Da una parte l’Università che ha sostenuto come cuore e testa dello Iov debbano restare a Padova. Dall’altro il direttore generale della Sanità Domenico Mantoan e l’assessore Luca Coletto assai più possibilisti sullo sviluppo di un polo oncologico a Castelfranco. Le due diverse posizioni sono emerse ieri mattina in Regione, in V Commissione Sanità, in occasione della discussione sul futuro dell’Irccs di via Gattamelata, con l’audizione del rettore Rosario Rizzuto (insieme a lui il presidente della Scuola di Medicina Santo Davide Ferrara e il professor Plebani).

L’incontro era stato chiesto per fare chiarezza sulla delibera regionale del 30 dicembre scorso che ha previsto l’ampliamento in terra trevigiana dello Iov, con l’attivazione a Castelfranco di 13 reparti e di 200 posti letto. Tra le novità c’è la nascita di tre chirurgie ad alta specializzazione, finora assenti in sede padovana: Chirurgia toracica, Chirurgia oncoginecologica e Otorino oncologica. Un raddoppio dello Iov, hanno tenuto a precisare in Regione, e non un impoverimento di Padova. Ma il progetto ha suscitato preoccupazioni e dubbi nel mondo medico, accademico e politico patavino.

La posizione dell’Università. E infatti, ieri mattina, il rettore Rosario Rizzuto ha voluto mettere dei punti fermi precisando innanzittutto che la Marca è una soluzione temporanea e che: cuore e testa dello Iov (e quindi, oltre alla direzione anche i primariati) devono restare a Padova e pertanto la sede deve essere unica; il Bo coordinerà la ricerca; nel nuovo polo ospedaliero dovrà trovare posto l’Oncologico. Più nel dettaglio, ecco le conclusioni contenute nel documento presentato dal Bo. Primo punto: «Unicità della sede strategica, decisionale e di ricerca dello Iov in Padova». Poi: «Temporanee attivazioni di attività assistenziali presso le strutture di Castelfranco devono essere condivise nel disegno globale ed attivate in stretta collaborazione con Università e Iov». Infine: «Queste temporanee soluzioni vanno viste nell’ottica del superamento di attuali e gravi carenze strutturali che devono trovare rapida soluzione nel progetto del nuovo polo della salute-Policlinico di Padova». Per quanto riguarda l’attività chirurgica «non si ritengono opportune né la modifica della denominazione dell’unica unità Uoc di Chirurgia Oncologica presente a Padova, né l’attivazione di una Uoc di Chirurgia Generale Oncologica e di una Orl Oncologica a Castelfranco; si ritiene invece che debbano essere potenziate le attuali strutture di Padova e Treviso». Un’apertura viene espressa invece per alcuni settori di chirurgia specialistica. «Come Università noi vogliamo che lo Iov cresca», ha riassunto Rizzuto, «ma perché ciò accada è necessario che il cuore e la mente di questo centro di ricerca siano centrati a Padova, in quel nuovo ospedale in cui lo Iov può essere parte fondante nonché punto di riferimento di un Cancer centre diffuso di valenza internazionale, che può svilupparsi in Veneto attraverso un modello unico quanto straordinario».

La posizione della Regione. Il direttore Mantoan ha precisato come l’ampliamento dello Iov sia previsto dal ministero: non essendoci spazi in città occorre andare a Castelfranco. Ma se questo trasferimento debba essere temporaneo o invece preannunciare la nascita di una scuola “trevigiana” accanto a quella padovana, non è stato chiarito. Mantoan non l’ha espressamente escluso e l’assessore alla Sanità Luca Coletto ha glissato: «Vediamo l’evoluzione, sarà il presidente a decidere», ha commentato. Ma che la politica guardi a Castelfranco come a una soluzione stabile lo fa intendere l’assessore spiegando che si tratta di un’espansione verso zone altrimenti gravitanti in orbita friulana. In altre parole: avere un’Oncologia nella Marca significa trattenere in Veneto pazienti che altrimenti andrebbero al Cro di Aviano. Per il consigliere regionale Pd Claudio Sinigaglia «quello che è successo in commissione, con le diverse visioni tra Mantoan e l’Università, è una bomba per lo Iov». Il presidente della V Commissione Fabrizio Boron dicendosi d’accordo con Rizzuto, ha dichiarato che «lo Iov sarà un elemento qualificante il nuovo ospedale di Padova. A breve ci ritroveremo per individuare le giuste modifiche alla delibera. Castelfranco non perde Oncologia: questo è chiaro. Ma è altrettanto chiaro che il ruolo guida spetta allo Iov».

Il Mattino di Padova – 9 marzo 2016 

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