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Il caso AstraZeneca, accuse Usa: «Dati obsoleti e fuorvianti». Obiezioni sulle verifiche dell’efficacia in America. L’azienda: li aggiorniamo

Il Corriere della Sera. Nuovi problemi di comunicazione in merito ai dati relativi al vaccino di AstraZeneca. Funzionari della sanità degli Stati Uniti hanno messo in dubbio i risultati della sperimentazione annunciati lunedì dall’azienda anglo-svedese.

Il comitato di monitoraggio del National Institutes of Health ha scritto alle agenzie governative e alla casa farmaceutica esprimendo «preoccupazione» in merito ai dati di efficacia del vaccino appena resi noti dall’azienda, descrivendoli come «obsoleti e fuorvianti». Sono i numeri contenuti nel comunicato stampa di AstraZeneca relativi a uno studio effettuato su 32.449 volontari reclutati negli Stati Uniti, in Cile e in Perù, che avrebbe evidenziato un’efficacia del vaccino pari al 79 per cento, un dato considerevolmente più alto rispetto alle sperimentazioni condotte nel Regno Unito lo scorso anno.

Una conclusione che aveva «risollevato il morale» ai governi europei (e alle azioni dell’azienda), dopo le traversie delle scorse settimane che avevano portato allo stop del vaccino a causa di alcuni dubbi sugli effetti collaterali, perplessità in seguito smentite dalle analisi dell’Agenzia europea per i medicinali.

In risposta alla nota del comitato di controllo Usa, AstraZeneca ha scritto: «I numeri pubblicati si basavano su un’analisi ad interim prestabilita con cut-off dei dati del 17 febbraio. Ci impegneremo per condividere la nostra analisi primaria con i dati di efficacia più aggiornati. Pubblicheremo i risultati dell’analisi primaria entro 48 ore».

Ed è proprio aver sottolineato un dato migliore relativo a un periodo di tempo parziale rispetto a quello generale, ad aver spinto il comitato di controllo, formato da undici scienziati nominati dal National Institutes of Health, a scrivere la lettera di «raccomandazioni» che il Washington Post sostiene di avere letto grazie a funzionari anonimi.

Nel testo, di cui parla il quotidiano americano, gli esperti affermano di aver riscontrato, in base ai dati generali, un’efficacia del vaccino pari al 69-74 per cento. Si sarebbero aspettati di trovare questi numeri nel comunicato dell’azienda e, quando hanno visto che la nota menzionava solo i dati parziali, parlando del 79 per cento, il comitato ha deciso di esortare la casa anglo-svedese a «garantire che fossero resi pubblici il più rapidamente possibile dati di efficacia più accurati e aggiornati». Dopo il polverone iniziale è intervenuto Antony Fauci, principale consigliere della Casa Bianca sulla pandemia, per specificare che i dati sul vaccino sono «probabilmente molto buoni, ma il comunicato stampa non abbastanza preciso». Il problema non tocca direttamente la campagna vaccinale in Europa, ma negli Usa il preparato di AstraZeneca deve essere ancora autorizzato e l’altalena di comunicazioni contraddittorie potrebbe minare la fiducia del pubblico.

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