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Il caso. Biciclette in omaggio e sconti sulle tasse, ecco come le università si contendono gli iscritti nell’era dei tagli ai finanziamenti

Dalle due ruote regalate a Bari alle rette meno care per gli studenti migliori di Torino. Al mercato delle matricole, in costante restrizione, la rete delle università pugliesi offre biciclette. Una per studente, in comodato d’uso, per una stagione accademica.

I ragazzi si potranno muovere gratis in città e tra le facoltà, senza spendere nell’abbonamento ai bus. L’anno scorso all’Università di Bari, la più grande della regione con i due poli di Brindisi e Taranto, sono state assegnate 868 bici, 185 al Politecnico di Bari, 379 all’Università del Salento, 168 a Foggia. Offerta confermata per il 2014-2015. Foggia, questa volta da sola, nel tentativo di fermare l’erosione di iscritti ha lanciato un’offerta tutta didattica all’ultimo incontro sull’orientamento: il nuovo corso di laurea in Scienze gastronomiche, unico al Sud. Si terrà alla fiera specializzata Gate&Gusto, porto turistico di Manfredonia. Lezioni lontane dalle aule.

Dallo scorso marzo vertici dei rettorati e staff amministrativi sono impegnati nel compito più delicato: la caccia alle reclute intellettuali, in particolare le più motivate che domani potranno fare ricerca e riportare all’università gloria e finanziamenti. Statali, private e telematiche hanno presentato le loro offerte per calamitare talentuosi diciottenni, da qui a ottobre si stringe. La leva più semplice e importante nella stagione dell’austerity è quella delle tasse, iscrizione e retta. Primo fra tutti, si è esposto il Politecnico di Torino e ha decretato: i primi duecento studenti al test d’ingresso di ingegneria saranno esentati totalmente o in parte. Il Politecnico, che è uscito dai primi 500 atenei del mondo secondo Shanghai ranking, si è anche impegnato a richiamare prof e ricercatori di spessore internazionale. La Sapienza di Roma quest’anno replica lo sconto famiglia: dal 20 al 30 per cento in meno per chi ha fratelli o sorelle già iscritti. Nella prima università d’Italia, la terza d’Europa, è in corso una lotta serrata — l’elezione del nuovo rettore — tra i minimalisti conservatori (il prof Eugenio Gaudio), certi che gli studenti di Harvard non passeranno mai da Roma, e gli ottimisti rivoluzionari (il prof Giancarlo Ruocco). Ruocco dice che gli studenti di Harvard li vuole e che la Sapienza deve diventare una grande agenzia immobiliare per i trentamila fuorisede strozzati dai fitti privati: «Servono subito altri duemila posti-letto».

Le università di Teramo e Chieti tra esenzioni e sconti prevedono il dimezzamento dei costi per i più bravi. Catanzaro, Università Magna Grecia, offre una riduzione del 15-30% ai diplomati con voti tra 80 e 100. A Sassari ci vogliono il 100 o il 100 e lode alla maturità. Anche le telematiche (e private) schiacciano su quel pedale: la romana Unicusano ha destinato seicento borse di studio ai primi seicento che lo scorso 15 maggio si sono iscritti: le rette da 2.400 euro l’anno saranno pagate a tutti co- loro che nei cinque anni frequenteranno e manterranno una media mai inferiore al 24. La Cattolica di Milano ha investito 900mila euro per coprire tutte le borse di studio pubbliche: ministero e Regioni l’anno scorso avevano lasciato fuori trecento ragazzi. La veneziana Ca’ Foscari annuncia sconti fino a 230 euro per gli abbonamenti ai traghetti interni alla Laguna. Per i sedici migliori fuorisede, italiani e stranieri, ci sono alloggio e vitto pagati al Collegio internazionale nell’Isola di San Servolo, l’ex manicomio di Venezia. Camerino insiste: primo anno gratis per gli studenti con i genitori disoccupati o cassintegrati. Scienze della comunicazione di Teramo presta tablet con due gigabyte di traffico prepagato al mese.

No, non siamo l’Inghilterra dove per attrarre altri 30 mila alunni dal mondo le università promuovono la birra locale (Leeds), il proprio mare (Brighton), saldano 200 sterline a chi porta un amico (Wrexham). A Roma la privata Luiss (Confindustria, 9 mila euro l’anno di iscrizione) dà in comodato d’uso duecento tra pc e tablet agli studenti con voti alti e l’abbonamento al Sole 2-4 ore, una settimana di summer school gratis (costa 1.200 euro) ai meritevoli di 16-19 anni selezionati nei licei. Poi convenzioni con negozi e palestre. Giovanni Lo Storto, dg Luiss, ricorda i benefit didattici: «Abbiamo aperto al volontariato estivo, in centocinquanta sono andati a raccogliere pomodori nelle terre di Libera in Calabria e Sicilia, altri sessanta hanno lavorato nel carcere femminile di Lecce».

Repubblica – 21 agosto 2014 

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