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Il caso. Il miraggio degli infermieri. Per un posto 6500 candidati. Da tutta Italia a Bologna in cerca di un contratto a tempo indeterminato

Franco Giubilei. Per ogni concorso mi partono 150 euro, se me li giocassi al Gratta e Vinci avrei più probabilità…» Angelo viene da Cava dei Tirreni ed è un habitué di selezioni-monstre come questa, andata in scena ieri mattina in due enormi padiglioni della fiera di Modena: 6.500 candidati per un solo posto da infermiere a tempo indeterminato messo in palio dall’Asl per una delle strutture sanitarie della provincia.

Tanti erano gli iscritti online, ma alla fine se ne sono presentati 4.700, una cifra comunque imponente, provenienti in larghissima maggioranza da fuori regione. I primi sono arrivati in pullman già alle 6,30 dalla Campania, per uno dei tanti viaggi dal Sud d’Italia, come Tony Vitale, 23 anni, di Napoli: «Questo è il quinto o il sesto concorso cui partecipo, a un anno dalla laurea: siamo partiti ieri notte con tre pullman, più di cento persone. E’ l’unico modo per trovare un lavoro, anche perché giù da noi nel privato non si trova niente. Le selezioni cui ho partecipato sono state tutte al Nord, fra Emilia Romagna e Toscana. Al Sud i concorsi non vengono proprio indetti».

Preselezioni

Siamo solo alle preselezioni, dopodiché gli ammessi affronteranno le prove vere e proprie: una scritta, una orale e una pratica a cominciare da fine giugno. Veronica Salonia, anche lei 23enne, arriva da Siracusa: «Il fatto che siamo in tanti non mi ha scoraggiata, ma influisce un po’ sul mio stato d’animo. Sono venuta comunque, per provarci, devo fare esperienza, poi vada come deve andare». Marilena Santoro, 22 anni, da Brindisi, è una sua cara amica, hanno viaggiato insieme in bus dopo che Veronica l’ha raggiunta a casa sua: «Questo è il mio primo concorso ma in realtà non penso al posto, siamo in troppi: penso piuttosto alla graduatoria che resterà aperta tre anni e per cui questa selezione darà punteggio. Se uno spera di essere assunto parte già rassegnato, io invece sono sicura che ne farò anche altri. La notte scorsa abbiamo dormito in pullman, oddio, dormito si fa per dire… durante le soste abbiamo anche ripassato le ultime cose sul manuale».

Il sogno di vincere

Nessuno pensa davvero di vincerla una megaselezione come questa, l’obiettivo dichiarato e ragionevole è un altro: «Mi sono laureata lo scorso novembre e questo è il mio primo concorso – spiega Luigia Pastore, da Manfredonia – Uno non viene con la speranza del posto, sarebbe assurdo, ma con l’aspirazione di entrare in graduatoria. So già quale sarà il prossimo concorso cui parteciperò, al Fatebenefratelli a Milano il 4 giugno. Il fatto è che i concorsi escono solo al Nord, mentre a me piacerebbe tornare a lavorare dove mi sono formata, a San Giovanni Rotondo».

Giovani e inesperti

I più giovani e inesperti hanno ancora una bella carica di entusiasmo, chi invece ha diversi concorsi alle spalle si mostra disilluso: «Questo dev’essere il decimo che faccio, ormai ho perso il conto – dice Alessia Calò, di origini pugliesi ma residente a Mantova – Di questi tempi per chi vuol fare l’infermiere restano solo le case di riposo, ma da un punto di vista professionale non è molto gratificante. E’ frustrante anche doversi fare tante ore di viaggio per una selezione, anche se non è il mio caso».

Svincolo congestionato

Umberto Daniele, dalla provincia di Napoli, al termine del test verifica le risposte su un manuale con un gruppo di amici: «Questo è il decimo concorso che faccio, intanto però lavoro per una cooperativa che appalta servizi infermieristici a cliniche private: prendo circa 9 euro all’ora con partita Iva, è sempre esperienza che serve». Qualcuno è venuto accompagnato dai genitori, come una neolaureata di Genova, moltissimi si sono organizzati con auto private che a fine prova si ingolfano a centinaia sullo svincolo che porta all’autostrada, facendo rotta verso il prossimo concorso.

La Stampa – 14 maggio 2015 

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