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Il cdm proroga lo stato d’emergenza al 31 gennaio. Mascherine subito obbligatorie. Stop alle misure più soft delle regioni

In tutto 120 i deputati in missione, compresi quelli in quarantena considerati assenti giustificati dopo una modifica del regolamento. Il Consiglio dei ministri ha approvato nell’ambito del decreto legge Covid, una norma che proroga il dpcm con le norme anti contagio ora in vigore al 15 ottobre. Con una novità: diventa da subito effettivo l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, se si è vicini a persone non conviventi. Entro il 15 ottobre andrà dunque adottato un nuovo dpcm che confermi o aggiorni le regole anti contagio che sarebbero scadute oggi e che sono invece prorogate.

Via libera anche della Camera, dopo il sì al Senato di ieri (con 138 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astenuti, e l’assenza del centrodestra), alla risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni svolte ieri in aula dal ministro della salute Roberto Speranza sulle misure di contenimento del Covid19. I sì sono stati 253, i no 3, gli astenuti 17. L’opposizione non ha votato. Si tratta del terzo voto in merito alla proroga dello Stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e alle nuove misure contenute nel Dpcm, dopo che per due volte ieri non è stato raggiunto il numero legale anche a causa degli onorevoli in quarantena dopo i due casi Covid accertati a Montecitorio.

Le misure del governo

Mascherine all’aperto da avere con sé sempre, su tutto il territorio nazionale. Ma durante l’attività sportiva non c’è l’obbligo di indossarle. E con un’altra eccezione: non è obbligatorio l’uso dei dispositivi quando «sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento» (ad esempio una passeggiata in una spiaggia deserta). Con un provvedimento di quattro pagine e sette articoli il governo prova a risolvere il pasticcio legislativo innescato dalle assenze di martedì alla Camera.

Il decreto legge approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri proroga lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021, riduce i poteri dei presidenti di Regione sul contenimento del Covid (potranno emanare solo ordinanze restrittive rispetto a quelle del governo e non più allentare i divieti), regola l’uso delle mascherine all’aperto, proroga al 31 ottobre i termini della cassa integrazione in deroga contenute nel decreto legge Rilancio 14 agosto 2020 e allunga la vita del Dpcm del 7 settembre in scadenza alla mezzanotte di mercoledì.

Sulle mascherine, il testo parla di obbligo di «avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e in tutti i luoghi all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi». Sono esclusi dall’obbligo «i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva; i bambini di età inferiore ai sei anni e i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità».

Il decreto del presidente del Consiglio, il cui iter si era inceppato per via delle troppe assenze a Montecitorio connesse con il virus, resta valido fino al 15 ottobre «e comunque non oltre». La novità è «l’obbligo di avere sempre con sé un dispositivo di protezione delle vie respiratorie» e di indossarlo «nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e in tutti i luoghi all’aperto allorché ci si trovi in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche, produttive e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande». Dall’obbligo sono esclusi «i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva», i bambini fino ai 6 anni, le persone la cui disabilità sia incompatibile con l’uso della mascherina e i loro accompagnatori (se impossibilitati a indossarla).

Nel decreto si sottolinea come la curva dei contagi in Italia dimostri che il virus provoca sul territorio nazionale «focolai anche di dimensioni rilevanti», il che giustifica secondo il governo la scelta di prolungare lo stato di emergenza.

 

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