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La trattativa per il contratto della dirigenza medica entra nel vivo. Da aumenti a separazione delle carriere ecco le novità

Doctor33 Il contratto della dirigenza medica entra nel vivo. Dopo l’approvazione dell’atto di indirizzo, che a inizio mese ha garantito ai medici ospedalieri la copertura degli arretrati 2016-18 e gli aumenti a regime dal 2019, le regioni hanno consegnato all’agenzia Aran una bozza di articolato che sarà discussa da oggi con i sindacati. La bozza conferma -anche per gli altri professionisti legati alla dirigenza (farmacisti, biologi, chimici, veterinari) -una media di 200 euro di aumento mensili e la separazione tra carriera gestionale, tre scalini, e professionale, quattro scalini. Partiamo da quest’ultima: nella carriera professionale, per i primi 5 anni il contratto sarà quello base, poi, passata la verifica del Collegio tecnico, si potrà accedere al gradino successivo che implica funzioni di consulenza, studio, ricerca, verifica e controllo e richiede consolidate esperienze specialistiche; sempre dopo 5 anni e ok del collegio sarà in teoria possibile fare il doppio salto al livello superiore dell’alta specializzazione, in cui si è riferimenti per l’acquisizione di conoscenze-competenze e si opera anche su più strutture complesse (o una sola o una struttura semplice); livello top è l’altissima specializzazione che richiede coinvolgimento a livello dipartimentale. La carriera gestionale presuppone sempre un contratto di base di 5 anni passati i quali con l’ok del Collegio tecnico si può accedere alla direzione di struttura semplice, dove si gestiscono in prevalenza risorse di personale e di dotazione, o in casi più rari si può saltare alla direzione di struttura semplice a valenza dipartimentale dove si può arrivare a gestire un vero budget; top level è la direzione di struttura complessa, capitolo da dettagliare che include i direttori di dipartimento o di presidio ospedaliero (e talora quelli di distretto, che possono pure essere direttori di struttura semplice a valenza dipartimentale). Attenzione, gli scalini elencati valgono dal punto di vista retributivo, i rapporti funzionali tra figure sono individuati dall’azienda. A tutti i neo-assunti è conferito un incarico dirigenziale, ma tutti gli incarichi sono a tempo determinato, durano tra i 3 e i 7 anni (direttore di struttura complessa da 5 a 7 anni) e sono rinnovabili previa verifica del collegio tecnico. L’Organismo indipendente di valutazione – od analogo altrimenti ribattezzato dall’Azienda – si occupa delle valutazioni annuali del personale. Il contratto infine disciplina le sostituzioni: per assenze superiori ai 2 mesi del collega sostituito, il sostituto prenderebbe un bonus mensile di 300 euro qualora vada a dirigere struttura semplice o 600 qualora vada a guidare una struttura complessa.
I sindacati medici hanno fatto precise, ulteriori richieste. Tra queste: gli aumenti per i neoassunti, l’applicazione della legge Gelli sulla responsabilità medica con regole stringenti per assicuratori e strutture, le somme per l’indennità di esclusività di rapporto da computare nel monte salari come promesso dal Comitato di Settore. Inoltre non tutte le sigle sarebbero tendenzialmente favorevoli a far confluire in un solo Fondo -per la Retribuzione degli Incarichi e il Risultato -i due fondi esistenti per indennità di specificità medica/retribuzione di posizione e per la retribuzione di risultato, giacché tale confluenza prevede a monte la fusione di tali fondi con quelli analoghi del comparto. Inoltre il nuovo contratto della dirigenza crea un altro “link” con quello del comparto, e mira ad unire i Fondi di area medica e della dirigenza delle professioni sanitarie legati alle condizioni di lavoro. Il sindacato Cimo ha già messo le mani avanti sul rischio che i nuovi fondi congiunti non tengano più conto di una serie di attività peculiari dei medici dirigenti del servizio sanitario nazionale, con conseguenze economiche non indifferenti.

Mauro Miserendino – Doctor33 

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