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Il decreto pensioni evita l’extradeficit. Il pieno recepimento della sentenza della Consulta avrebbe portato l’indebitamento tendenziale dal 2,5% al 3,6%

di Davide Colombo. Il pieno recepimento della sentenza della Corte costituzionale del 30 aprile scorso sulla mancata indicizzazione delle pensioni nel 2012 e 2013 avrebbe fatto salire quest’anno l’indebitamento tendenziale dal 2,5% al 3,6%. In particolare il peggioramento sarebbe stato riconducibile a «fattori transitori» legati al pagamento degli arretrati per circa 0,8 punti di Pil, mentre sarebbe stati invece considerato «permanente» per la parte residua.

E nel 2016 il deficit/Pil tendenziale sarebbe passato dal 1,4% al 1,7%. Uno scenario tale da far scattare «con elevata probabilità» l’apertura di una procedura per deficit eccessivo nei confronti del nostro Paese».

Il documento

È quanto si legge nella Relazione inviata al Parlamento a seguito del varo, il 18 maggio scorso, del decreto con cui il Governo ha deciso un rimborso parziale della perequazione perduta sugli assegni sopra le tre volte il minimo e che ha un onere per 2,16 miliardi quest’anno e di circa 500 milioni dal 2016. La Relazione è un atto dovuto, previsto dalla legge di Bilancio (196/2009, articolo 10 bis) per i rilevanti effetti finanziari sui conti che, appunto, la sentenza avrebbe determinato. L’aggiornamento dei saldi previsti nel Def del 10 aprile sarà invece assai modesto: con le misure contenute nel decreto legge l’indebitamento netto programmatico quest’anno sarà confermato al 2,6%, mentre restano invariati i tendenziali di indebitamento per gli anni successivi (1,4% nel 2016 e 0,7% nel 2017).

Le prospettive

Nel 2018 e 2019 viene infine confermato un avanzo di bilancio rispettivamente dello 0,5% e dello 0,9%. Tenendo conto della quota di rimborsi relativi agli arretrati 2012-2014, che potrebbero essere considerati una tantum (la decisione spetta alla Commissione Ue), l’andamento del deficit/Pil strutturale rispetterà il requisito dello 0,25% previsto dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine. Oggi si riuniscono gli uffici di presidenza delle due commissioni Bilancio di Camera e Senato per aprire l’iter formale di approvazione della Relazione, che dovrà necessariamente precedere la discussione per la conversione in legge del dl pensioni (n. 65). Ieri il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha voluto rassicurare i pensionati che il conguaglio previsto dal decreto legge «sarà erogato effettivamente» nelle cifre indicate e questo «sarà fatto all’inizio di agosto». Inps infatti ha già predisposto la circolare con le procedure operativ, un testo che è ora al vaglio dei ministeri del Lavoro e dell’Economia.

Il Sole 24 Ore – 10 giugno 2015 

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