Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Rassegna Stampa»Il dossier. Premier per due mandati. E se cade può decidere di sciogliere le Camere
    Rassegna Stampa

    Il dossier. Premier per due mandati. E se cade può decidere di sciogliere le Camere

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati19 Giugno 2024Aggiornato:19 Giugno 2024Nessun commento6 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email
    Sarà eletto direttamente dai cittadini e rimarrà in carica cinque anni Limitati i poteri del Presidente della Repubblica. Stop ai senatori a vita
    DI GIOVANNA CASADIO
    Sono quattro gli articoli della Costituzione che vengono toccati dalla riforma che introduce il premierato, cioè l’elezione diretta del presidente del Consiglio: l’articolo 94, 92, 88 e 59. La maggioranza di centrodestra sostiene che è stato fatto un lavoro chirurgico, ma in realtà la Carta cambia in modo sostanziale nella forma di governo.
    Il cuore della riforma.
    ll presidente del Consiglio viene eletto a suffragio universale e diretto e dura in carica 5 anni. Di fatto l’elezione del Parlamento è “a strascico” rispetto premier. Le Camere seguono cioè il destino del premier. È modificato l’articolo 92 della Carta dall’articolo 5 della riforma. Da evidenziare: non è stabilito quante saranno le schede che l’elettore si troverà nell’urna, l’ipotesi più probabile è che siano tre, una per la Camera, una per il Senato e una per il premier. È per ora chiarita la “contestualità” dell’elezione di Camere e premier.
    La norma anti ribaltone.
    È stata la più discussa delle parti del premierato, perché sembra semplice stabilire che un premier resti in carica i 5 anni previsti, ma restano molte incognite e possibili crisi. E allora cosa accade? Entro dieci giorni dalla formazione, il governo si presenta alle Camere per la fiducia. Se il premier neo eletto non la ottiene, può riprovarci, ma può fare solo due tentativi. Se viene bocciato anche la seconda volta, allora si torna al voto.
    Nonostante la contrarierà dei meloniani, i più convinti a sostenere che premier e Parlamento dovessero rispondere al principio di “simul stabunt, simul cadent”, è stata introdotta una norma anti ribaltone. Anche se la maggioranza parla di un “simul simul” temperato, perché il pallino della legislatura è sempre nelle mani del premier eletto.
    Quindi nell’ipotesi di impedimento personale o di dimissioni volontarie del premier, entro sette giorni può chiedere di sciogliere le Camere, previa informativa parlamentare. Se non lo fa, è previsto che il capo dello Stato possa affidare l’incarico a un parlamentare che sia stato candidato in collegamento con il presidente del Consiglio eletto per attuare il programma. Può accadere solo una volta nella legislatura.
    Mai più Monti o Draghi.
    Evitato il ricorso a governi tecnici, tipo quelli di Ciampi, Monti, Draghi, Conte: impossibili con queste regole.
    Legge elettorale decisiva
    Sono state fatte tante ipotesi, ma la legge elettorale è un capitolo da affrontare. Non è ancora fissata la soglia con cui viene eletto il premier. Sarà inoltre il sistema elettorale a garantire al presidente del Consiglio eletto la maggioranza assoluta attraverso un premio di maggioranza.
    Limite di mandato
    Il premier è eletto per cinque anni e per non più di due legislature consecutive che possono aumentare a tre se complessivamente il periodo in cui ha ricoperto l’incarico è stato inferiore a sette anni e sei mesi.
    Stop senatori a vita
    Cambia l’articolo 59 della Carta che recita: “Il presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico, letterario”. Resteranno in carica gli attuali Segre, Monti, Rubbia, Piano, Cattaneo.
    Presidente della Repubblica
    Conferisce l’incarico all’eletto e può revocare i ministri su proposta del premier. Però i poteri di garanzia, ovvero la possibilità di intervenire nella formazione dei governi a inizio legislatura o di avere un ruolo nella soluzione di emergenze istituzionali, non gli spettano più. Tuttavia conserva gli altri poteri, tra i quali la nomina dei 5 giudici costituzionali e presiede il Csm. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Per l’elezione del capo dello Stato inoltre sarà necessaria una maggioranza assoluta solo dal settimo scrutinio.
    Norma transitoria
    Al secondo comma è scritto che «la legge costituzionale si applica a decorrere dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere, successiva alla data di entrata in vigore della disciplina per l’elezione del presidente del Consiglio dei ministri e delle Camere». Resta la suspense: se la Consulta bocciasse le future regole sul voto?
    Intervista al costituzionalista Azzariti
    “Possiamo dire addio alla democrazia parlamentare”
    DI LIANA MILELLA
    ROMA — Le disgrazie non vengono mai sole, premierato, autonomia e separazione delle carriere. Ai suoi allievi che studiano diritto costituzionale alla Sapienza lei Gaetano Azzariti direbbe che l’Italia è a rischio?
    «È un fatto, non un’opinione, che ove dovessero passare le tre riforme, non avremmo più la nostra democrazia per com’è stata disegnata nel 1948, avremmo perso la Costituzione intesa come il patto che unisce il popolo pur con le sue diversità».
    L’obiettivo di Meloni non è quello di stracciare la Carta?
    «Quantomeno quello di utilizzarla affinché ciascun partner di governo possa sfamare il proprio elettorato con una delle tre riforme».
    E perché allora il relatore meloniano del premierato Balboni parla di un giorno di festa?
    «Può festeggiare solo chi non si riconosce fino in fondo nella Costituzione repubblicana e antifascista».
    A proposito di antifascismo vede dell’autoritarismo nel premierato?
    «Guardi, superiamo la terminologia e andiamo alla sostanza. Esistono democrazie pluraliste oppure identitarie. Qui stiamo andando diritti verso la seconda».
    Un premier oppure un futuro re o regina visto che può essere eletto perfino tre volte?
    «Il difetto maggiore non è l’elezione diretta del capo, ma l’assenza dei contrappesi, che, da Aristotele a Montesquieu, è sempre indicata come il fattore degenerativo delleforme di governo».
    Le Camere oggi contano poco, domani saranno solo carta straccia?
    «Già oggi il Parlamento è asservito al governo, vota solo i decreti leggi, sui pochi sprazzi di autonomia incombe la fiducia. Domani la futura maggioranza avrà mani e piedi legati dal premier che potrà sciogliere le Camere e mandare tutti a casa».
    Al grande potere del premier corrisponderà un capo dello Stato “piccolo piccolo”?
    «Non avrà più nessuno dei suoi poteri sostanziali, sarà solo un notaio, obbligato ovviamente a ratificare l’esistenza di un premier già eletto, ovvero a sciogliere le Camere quando lo stesso capo del governo lopretende».
    Gli restano solo il Csm e la Consulta?
    «Io invece ricordo che il prossimo capo dello Stato sarà scelto da una maggioranza parlamentare blindata, identica a quella che ha eletto il premier. E dunque le sue scelte rischiano di essere conformi alla volontà dello stesso premier incrinando l’indipendenza delle sue nomine».
    Gli tolgono pure la nomina dei senatori a vita…
    «Purtroppo abbiamo a che fare con una classe politica di incolti che snobba, come dice la Costituzione, “chi ha illustrato la patria per altissimi meriti”, preferendo invece la schiera dei fedelissimi».
    L’Italia ciononostante resterà una democrazia?
    «Per chi ritiene che possa ancora chiamarsi democrazia anche la sola acclamazione di un capo».
    Post Views: 547
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteXXXIII Congresso SoIPA “Formazione e/è Futuro in Parassitologia”. Padova, 18-21 giugno 2024
    Precedente Autonomia differenziata, via libera definitivo dopo la seduta fiume nella notte: le novità della riforma
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Peste suina africana, salgono a nove i casi dalla fine di luglio. L’ultimo in un allevamento da ingrasso della provincia di Pavia

    6 Agosto 2024
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.