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Il Garante: le Ulss non rispondono ai nostri quesiti. «Le numerose richieste di chiarimenti ai Dg e al responsabile Sanità non hanno avuto riscontro»

Di fronte alle segnalazioni di cittadini veneti il Garante si è rivolto all’Ulss e non ha avuto risposta. Questo il Garante dei diritti della persona ha scritto nella relazione relativa agli anni 2015 e 2016 che martedì prossimo sarà esaminata dall’assemblea legislativa del Veneto.

Se un cittadino si rivolge al Garante regionale dei diritti della persona (quello che una volta era il Difensore civico) è perché da solo, con le proprie gambe, non riesce ad avere risposte dalla pubblica amministrazione. Ma se nemmeno il Garante riesce a farsi aprire la porta dai funzionari e dirigenti pubblici – e mica ministeriali, tutti della Regione da cui dipende anche lo stesso Garante – allora c’è qualcosa che non quadra. Eppure è andata così: di fronte a una serie di segnalazioni di cittadini veneti – per la precisione familiari di persone che si opponevano alle dimissioni ospedaliere di un proprio congiunto, in nome della continuità terapeutica – il Garante si è rivolto all’Ulss competente e non ha avuto risposta. E quando ha pensato di salire la gerarchia e di porre la domanda al big manager veneto della sanità, il risultato non è cambiato. Risposte zero. Ecco cosa il Garante regionale dei diritti della persona, Mirella Gallinaro, ha scritto nella relazione relativa agli anni 2015 e 2016 che martedì prossimo sarà esaminata dall’assemblea legislativa del Veneto: “Non si può non rilevare che le numerose richieste di chiarimenti inoltrate sia ai Direttori generali sia al Direttore dell’Area sanità e sociale non hanno sortito alcun riscontro, impedendo cosi ogni possibilità di spiegazione o chiarimento della questione

I NUMERI Dalla relazione, di cui sarà relatore in aula il consigliere regionale Claudio Sinigaglia (Pd), risulta che le istanze pervenute al Difensore civico/Garante dei diritti della persona dal 1” gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 sono state 455, di cui 87 hanno riguardato il diritto di accesso. Nel 2016 le istanze sono state solo 388, di cui 68 hanno riguardato il diritto di accesso, pari al 17% del volume complessivo di quelle ricevute nell’anno. A seguire, le istanze in materia di tributi (tasse, imposte, tariffe) con 50 fascicoli aperti (13%); quindi quelle in materia urbanistica, con 47 fascicoli aperti (12%); sanità, con 37 fascicoli aperti (10%); territorio e ambiente, con 35 fascicoli aperti (9%); partecipazione al procedimento, con 35 fascicoli (9%) e quindi quelle afferenti all’area del sociale con 29 fascicoli aperti nell’anno qui considerato (7%). Il rimanente 23% delle istanze ricevute nel corso del 2016 risulta afferente, in misura diversa, a vari ambiti di competenza d’intervento del Garante, quali: sanzioni amministrative, pubblico impiego, edilizia residenziale, previdenza. Delle 68 istanze ricevute – recita la relazione – in 13 casi è stata confermata la legittimità del diniego opposto dall’amministrazione adita in prima istanza. In 10 casi il ricorso è stato giudicato inammissibile per mancanza di requisiti, in particolare con riferimento al limite temporale dei 30 giorni e alla mancanza di notifica ai controinteressati. In altri 7 casi i ricorsi sono stati riconosciuti di competenza di altri organi e quindi agli stessi trasmessi (5 alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi; 2 al Difensore civico della città Metropolitana di Venezia, unico Difensore civico di livello territoriale provinciale operante nel Veneto). Quanto alle risposte delle amministrazioni comunali alle richieste di chiarimenti formulate dal Garante, si deve riconoscere si legge nella relazione – che sono state molto varie; “In alcuni casi, o meglio da parte di alcuni uffici , le risposte sono risultate sollecite e puntuali; in altri non sono state rapide e si sono dovuti effettuare ripetuti solleciti, ma sembra potersi riconoscere un certo miglioramento collaborativo”.

MINORI E DETENUTI Per quanto riguarda le attività relative alla tutela dei minori, nel 2015 sono state rivolte all’Ufficio 472 richieste di indicazione di nominativi di persone disponibili ad essere nominati tutore (63 dal Tribunale dei minorenni e 409 dai Giudici tutelari dei Tribunali ordinari) e sono state fornite 36 consulenze alle tutele in atto. Nel 2016 le medesime richieste sono state 318 (48 dal Tribunale dei minorenni e 270 dai Giudici tutelari dei Tribunali ordinari) e 31 le consulenze alle tutele in atto fornite. Sono stati 302 i fascicoli aperti nel 2015 che hanno interessato 325 minori; 243 quelli aperti nel 2016 per 264 minori. Per quanto riguarda i detenuti non vi sono dati per il 2015, mentre per il 2016 i fascicoli aperti sono stati 44:9 relativi alla casa di reclusione di Padova e due alla casa circondariale di Padova; 5 alla casa circondariale di Rovigo; 26 alla casa circondariale di Tré viso; 1 alla casa di reclusione di Venezia e 1 alla casa circondariale di Vicenza. Complessivamente l’Ufficio ha istruito 2289 pratiche di cui 843 per la difesa civica, 1402 per la tutela dei minori, 44 per i detenuti.

Alda Vanzan – Il Gazzettino – 12 marzo 2018

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