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Il governo aggiunge posti a tavola: più di quattro nei ristoranti all’aperto. Pressing delle Regioni, verso regole meno rigide

La Stampa. Quattro sono troppo pochi: ne sono convinte le Regioni, ma anche il centrodestra, e nelle ultime ore è aumentato il pressing per aumentare il numero massimo di persone che possono sedere allo stesso tavolo al ristorante. Oggi ci sarà una riunione «tecnica» per valutare possibili correzioni delle regole ribadite martedì scorso dal ministero della Salute, ma certo l’idea di allentare le restrizioni si sta facendo strada e una delle ipotesi è quella di distinguere tra i tavoli al chiuso e quelli all’aperto. Del resto, i dati dei contagi continuano a migliorare e anche nel governo sono forti le spinte per un’attenuazione dei vincoli che il ministro Speranza vorrebbe per ora confermare: incalza Salvini, ma chiede un passo in più anche Fi, con la ministra Mariastella Gelmini.
Nelle ultime 24 ore i nuovi casi di Covid sono stati 2.897, circa 400 in più rispetto al giorno prima ma con un numero di tamponi leggermente superiore (226 mila contro 221 mila). Di fatto, il tasso di contagio resta ai livelli minimi degli ultimi otto mesi, all’1,28%, e diminuiscono ancora i ricoverati sia in terapia intensiva (933 in tutto, 56 in meno del giorno prima) sia nei reparti Covid ordinari (5.858, 334 in meno rispetto a martedì). I decessi delle ultime 24 ore sono stati 62, anche in questo caso il bilancio migliore degli ultimi otto mesi dopo quello del 30 maggio scorso. Un quadro che, appunto, al ministero della Salute viene preso comunque con cautela, perché si guarda a ciò che sta accadendo in Gran Bretagna dove, nonostante le 60 milioni di dosi somministrate finora, negli ultimi giorni si registra una leggera ripresa dei contagi, probabilmente dovuti alla variante indiana.
Salvini, però, attacca: «Ho chiesto al ministro Speranza di evitare la ridicola limitazione dei quattro posti a tavola al ristorante, al chiuso e all’aperto, almeno nelle zone bianche». Ma anche Fi si fa sentire, la ministra Gelmini usa toni più garbati, ma afferma: «Mi auguro che Speranza ci ripensi, la zona bianca deve essere un “premio”, non ha senso mettere le stesse regole per le regioni in zona bianca e quella in zona gialla». Secondo il capogruppo alla Camera Roberto Occhiuto, poi, è «davvero lunare voler limitare in zona bianca la libertà dei ristoratori», mentre Maurizio Gasparri arriva a chiedere di «cacciare» il ministro: «Basta con Speranza e le sue teorie assurde».
Sandra Zampa, responsabile salute del Pd ed ex sottosegretaria di Speranza, difende il ministro: «Le misure prese sino ad ora sono quelle che oggi ci permettono di riaprire. Si chiede solo un po’ di cautela, mentre la Gran Bretagna sta ripensando il piano delle riaperture e anche la Germania riflette». Certo, ammette, si potrebbe tenere conto dei vaccinati, «quando disporremo del Green pass evidentemente potremo fare un ragionamento diverso. I mal di pancia sono comprensibili, ma è meglio sopportare ancora un po’». Anche dentro M5s si fa strada l’idea di allentare la stretta. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si augura che il limite di quattro persone allo stesso tavolo «venga presto rivisto perché chiaramente è molto restrittivo. Io sono tra i favorevoli all’aumento dei posti a tavola, aumenterei i posti a 8-10. E dai primi di luglio liberalizzerei perché avremo oltre 30 milioni di persone con almeno una dose di vaccino». Ma lo stesso Speranza in realtà sarebbe disponibile a ragionare di misure meno restrittive almeno per i tavoli all’aperto. Si vedrà se basterà al fronte aperturista.
Intanto, sul fronte dei vaccini da oggi si apre una nuova fase: tutti, in teoria, potranno prenotare una dose, a prescindere dall’età, purché abbiano compiuto 12 anni. In realtà, però, non tutte le regioni applicheranno subito le nuove regole e le procedure saranno definite a livello locale. In ogni caso, per accelerare, l’Inail suggerisce di utilizzare anche le vaccinazioni nelle aziende, in modo da mettere in sicurezza i 6,8 milioni di lavoratori a maggior rischio. —

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