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Governo: 2013 debito al 130,4% e pressione fiscale al 44,4%

Il consiglio dei ministri, nella seduta di ieri, ha varato il Documento di economia e finanza 2013. Queste le principali stime del governo contenute nel Def: il debito pubblico salirà al 130,4% sul Pil nel 2013 per poi scendere al 129,0% nel 2014 e al 125,5% nel 2015.

Il deficit si attesterà al 2,9% nel 2013 per arrivare all’1,8% nel 2014 e all’1,5% nel 2015, mentre l’avanzo primario sarà al 2,4% del Pil nel 2013 (al 3,8 nel 2014 e al 4,3 nel 2015). Il Def fornisce anche la stima sulla pressione fiscale: al 44,4% del Pil nel 2013 (registrando uno 0,4% in più rispetto al 2012) per scendere nel 2014 al 44,3% e nel 2015 al 43,4%. Quanto al gettito Imu, complessivamente è prevista una entrata di 23,8 miliardi per ciascuno degli anni 2013 e 2014: 4 miliardi dall’abitazione principale e 19,8 dagli altri immobili per ciascun anno.

Dal 2015 in poi il gettito dagli altri immobili (esclusa la prima casa) si dovrebbe attestare a quota 11,5 miliardi perché cesseranno di avere effetto l’estensione alla prima casa e la rivalutazione delle rendite catastali previste dal Salva-Italia del 2011. Dal miglioramento dello spread sono previsti 7,7 miliardi di riduzione della spesa per interessi nel 2015; spesa per interessi che complessivamente sarà (rispetto al Pil) del 5,3% nel 2013, del 5,6% nel 2014 e del 5,8% nel 2015. La spesa pubblica totale (comprensiva della spesa per interessi) nel 2013 cresce dello 0,4% rispetto al 2012 raggiungendo il 51,1% del Pil (nel 2014 scende al 49,8% e nel 2015 al 49,4%). Cala la spesa per investimenti fissi: dall’1,9% del 2012 all’1,8% del 2013 e poi all’1,7% negli anni successivi. Dalle due fasi della spending review circa 30 miliardi di risparmi nel periodo 2012-2015.

Al via anche il Pnr Approvato dal governo anche il Piano nazionale di riforma: il sistema fiscale va semplificato e orientato alla crescita per ridurre la pressione fiscale su lavoro, famiglie e imprese. Occorre continuare sulla strada della revisione della spesa – si legge – per accelerare il percorso di dismissioni del patrimonio immobiliare. Particolare attenzione alle politiche attive del lavoro che vanno implementate per aumentare la partecipazione delle donne e dei giovani e per rafforzare il decentramento della negoziazione salariale. Aumento degli investimenti anche pubblici per favorire la ricerca, misura strategica ai fini della crescita del paese.

Il sole 24 Ore – 11 aprile 2013

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