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Il governo studia il taglio delle detrazioni fiscali “giungla” da 300 miliardi. Dal 2011 sono aumentate da 720 a 799. Ora si cambia A rischio agevolazioni per circa 1 miliardo di euro

Deduzioni, detrazioni, agevolazioni. Il governo è pronto a mettere mano alla giungla delle tax expenditures a partire dalla prossima legge di Stabilità mentre il Def annuncia che la pressione fiscale nel 2016 è scesa di 0,7 punti, al 42,8 per cento.

Il Documento di economia e finanza, presentato venerdì scorso, tratteggia il timing: in ottobre la Commissione nominata recentemente dal Tesoro e incaricata della revisione, completerà il monitoraggio; le proposte saranno inserite della nota di aggiornamento e poi «rese operative nella manovra di finanza pubblica» per il 2017. A rischio una serie di detrazioni e deduzioni per circa 1 miliardo: dalle microagevolazioni (che costano meno di 200 milioni e sono poco utilizzate), agli sconti più popolari come mutui e assicurazioni, fino alle agevolazioni settoriali per trasporti e agricoltura.

Dell’intervento di disboscamento degli «sconti» Irpef e Iva, per singoli contribuenti e imprese, si parla dal 2011 quando fu istituita la prima commissione Ceriani che censì 720 agevolazioni per un costo complessivo di 253,7 miliardi. La sorpresa, emersa dal recentissimo Rapporto della Corte dei conti, è che nel frattempo il numero degli «sconti» è aumentato del 10 per cento sfiorando quota 800 (per la precisione 799 nell’anno 2016) con una spesa che ormai raggiunge 313,1 miliardi (circa il 24 per cento in più in cinque anni).

L’operazione si svolge su un terreno minato: negli oltre 300 miliardi ci sono agevolazioni di rilevanza costituzionale (reddito e carichi familiari ai fini Irpef), di rilevanza sociale (come le aliquote Iva ridotte al 4 per cento per generi di prima necessità), oppure che riguardano il Welfare come le spese sanitarie. Quasi tutti questi sconti non possono essere toccati e la torta che rimane da aggredire si riduce: tant’è che il Def dello scorso anno cifrava in uno 0,15 per cento del Pil (circa 2,5 miliardi) il taglio previsto, successivamente ridotto ad un solo miliardo e poi annullato. Ora il mandato affidato alla Commissione del Tesoro è ampio, e si rifà alla recente delega di riforma fiscale: «eliminare o rivedere» le agevolazioni che «duplicano i programmi di spesa pubblica». Chi finirà nel mirino? Da una parte si punta a ridurre le agevolazioni che appaiono come forme di sussidio a categorie specifiche e gruppi di interesse, con l’obiettivo di tutelare gli sconti che hanno finalità sociale ed economica. Tuttavia anche le detrazioni che attengono più da vicino alla vita delle famiglie potrebbero essere oggetto di esame: come quelle per i mutui prima casa, le assicurazioni sulla vita, le attività sportive per i figli, i corsi d’istruzione, le ristrutturazioni e gli interventi sulle abitazioni. L’impatto sarebbe impopolare: questa opzione fu tentata in passato durante l’emergenza del governo Monti: si pensò di introdurre una franchigia di 250 euro e un tetto di 3.000 su tutte le agevolazioni, ma il Parlamento bloccò l’operazione.

Repubblica – 11 aprile 2016 

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