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Il Miur taglia 124 posti a Medicina, salvo il Bo. Verona ne perde 23, Zaia: «Si impoverisce il Ssn. Se il ministero non cambia, dovremo importare dottori»

Non solo gli studenti. C’è anche Luca Zaia in prima fila contro la restrizione del numero chiuso per i corsi di laurea in Medicina e chirurgia, approvata mercoledì dal ministero dell’Istruzione. L’associazione studentesca Link protesta contro il taglio di 124 posti a partire dal prossimo anno accademico: «La mia posizione – dice Zaia – collima con la loro. I test di ingresso non servono per selezionare bravi medici, è solo la carriera di studi che fa emergere i più motivati e i più preparati. Anni di numero chiuso nella formazione medica e di programmazione inadeguata stanno bloccando il ricambio generazionale e impoverendo il sistema sanitario nazionale». Il Bo è riuscito a confermare le posizioni aperte: saranno 320 come l’anno scorso. A Verona invece si passa da 197 a 174, per cui in Veneto ci saranno 24 posti in meno: «Da tempo – prosegue Zaia – vado denunciando il rischio di non avere più medici, in particolare nelle aree più periferiche e nelle specialità a maggior rischio clinico. È quanto sta accadendo in Veneto, in alcune zone tradizionalmente carenti. Se il Miur non cambia metodo, dovremo importare medici dall’estero». Ricordando l’appuntamento con il referendum del 22 ottobre, Zaia assicura che «il Veneto rivendica l’autonomia anche per questo: o il governo ci consente di formare nelle nostre università i medici di domani, o dovrà venire a patti con noi sulla programmazione degli accessi ai corsi di laurea e alle scuole di specialità». A stretto giro di posta la risposta del Miur, secondo cui il decreto «tiene conto del fabbisogno del Servizio sanitario nazionale e del ministero della Difesa per le esigenze delle forze armate. I posti previsti erano 8.700, incrementati poi a 9.100 in base alla capacità formativa e alla disponibilità degli Atenei». Intanto il Bo ha pubblicato il bando per il nuovo consigliere di fiducia, la figura esterna che si occupa di fornire consulenza, assistenza e tutela legale a chi denuncia molestie sessuali o morali. Il ruolo finora era ricoperto da Alberta Basaglia, in scadenza di mandato; per partecipare c’è tempo fino al 14 luglio.

Il Corriere del Veneto – 30 giugno 2017

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