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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Il monito. Studio Fmi: la spesa pensioni resta alta in Italia nonostante la legge Fornero. Eccessivo il peso sul Pil al 16%
    Notizie ed Approfondimenti

    Il monito. Studio Fmi: la spesa pensioni resta alta in Italia nonostante la legge Fornero. Eccessivo il peso sul Pil al 16%

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati20 Marzo 2018Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Nonostante le varie riforme varate a partire dagli anni ’90, legge Fornero compresa, la spesa pensionistica italiana resta molto elevata. A lanciare l’allarme, e a evidenziare che l’incidenza sul Pil (16%) delle uscite per trattamenti previdenziali è la seconda nell’area euro dopo la Grecia, è un “warking paper” del Fondo Monetario Internazionale dal titolo “Italy: toward a growth-friendly fiscal reform”. Lo studio, curato da Michael Andrle, Shafik Hebous, Alvar Kangur e Mehdi Raissi, sembra quasi essere un messaggio indiretto alle forze politiche premiate dalla tornata elettorale del 4 marzo scorso, M5S e Lega, che puntano a una cancellazione della riforma Fornero.

    Una strada che però sembrerebbe impossibile percorrere. Addirittura nello studio del Fmi si propone di adottare nuove misure restrittive, eliminando la quattordicesima, irrobustita invece per i pensionati dall’ultima legge di bilancio targata Renzi (quella per il 2017), e riducendo eventualmente anche le tredicesime per ricavare risparmi da utilizzare per interventi anti-povertà. Tra i ritocchi suggeriti anche l’aumento dal 24% ad «almeno il 27%» dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori autonomi per ridurre la differenza con il carico contributivo sui lavoratori dipendenti (33%).

    Nel warking paper del Fmi si sottolinea come nel sistema pensionistico italiano ci siano molte aree su cui agire per ridurre la spesa, nel breve e nel medio periodo, e conseguire risparmi da destinare poi ad altri interventi come quelli “anti-povertà” o per sostenere maggiormente il settore dell’istruzione. In quest’ottica si potrebbe pensare a fissare alcuni paletti ai trattamenti di reversibilità introducendo un limite di età per il coniuge vedovo e limitando i pagamenti dell’assegno ad altri soggetti che non siano il coniuge del defunto (o defunta) oppure il figlio orfano. Non manca un riferimento alle tasse «che restano alte» e all’elevato peso del cuneo fiscale, con un’annotazione: «La reintroduzione di una tassa di proprietà» sulla prima casa «è un elemento vitale di un moderno sistema fiscale in Italia». In ogni caso, si rileva nello studio del Fmi, l’adozione da parte del Governo italiano di misure pro-crescita e di un mix di spesa più inclusivo «richiederà probabilmente una razionalizzazione» della spesa sociale rappresentata in primis dalle pensioni.

    A sottolineare che la crescita resta debole è l’Ocse in un rapporto preparato per il G20 dei ministri finanziari e dei Governatori delle Banche centrali a Buenos Aires. «Le riforme strutturali adottate dall’Italia», si legge nel dossier, «stanno iniziando a dare frutti ma,nonostante alcuni miglioramenti recenti, la crescita economica resta debole e la disoccupazione elevata, soprattutto fra i giovani» per i quali «la povertà è aumentata». Secondo l’Ocse, «progressi sul fronte delle riforme dipendono dalla capacità di restituire fiducia migliorando l’efficienza della Pa e la lotta alla corruzione».

    Marco Rogari – Il Sole 24 Ore – 20 marzo 2018

     

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