Breaking news

Sei in:

Il personale del sistema sanitario e le donne nel Ssn: due rapporti del Ministero della Salute riferiti al 2020. Cresciuta negli ultimi anni la presenza femminile

Pubblicati dal ministero della Salute due rapporti:  “Il personale del sistema sanitario italiano. Anno 2020” e “Le donne nel Servizio sanitario nazionale. Anno 2020”.

241.210 medici, 343.279 unità di personale infermieristico, 55.768 unità di personale con funzioni riabilitative, 46.859 unità di personale tecnico sanitario e 10.627 unità di personale con funzioni di vigilanza ed ispezione che operano nei vari livelli di assistenza: medicina primaria, riabilitazione, ospedaliera, ambulatoriale. Sono questi i numeri del personale sanitario che, al 31 dicembre 2020, risulta lavorare presso le strutture sanitarie del sistema sanitario nel suo complesso rilevati dalla pubblicazione curata dal ministero della Salute “Il personale del sistema sanitario italiano. Anno 2020”. Insieme a questo Rapporto è stata inoltre pubblicato il Rapporto “Le donne nel Servizio sanitario nazionale. Anno 2020”.

Secondo il documento, con solo riferimento al personale che opera nelle ASL, nelle aziende Ospedaliere ed Universitarie, negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici, nelle ARES ed ESTAR, ISPO e Aziende Regionali del Veneto e Liguria, si contano 694.408 unità di personale, di cui 645.162 a tempo indeterminato, 37.903 unità con rapporto di lavoro determinato e 11.343 unità di personale universitario. Il rapporto tra personale con rapporto di lavoro determinato e personale a tempo indeterminato risulta pari a 8% nel comparto dirigenti del ruolo tecnico, a 5,7% per i medici, a 10,6% nei profili del ruolo professionale, a 6,9% nel comparto dirigenti del ruolo professionale, a 6,8% nei profili del ruolo tecnico e nel personale con funzioni riabilitative, a 6,9% nei profili del ruolo tecnico sanitario, a 10,4% nel comparto dirigenti del ruolo amministrativo, a 5,5% nel personale infermieristico, a 4,5% nei profili del ruolo amministrativo, a 5,3% nel personale vigilanza ed ispezione e a 5,7% per i veterinari.
Nel corso dell’anno 2020 sono cessate complessivamente dal servizio 51.536 unità di personale. Circa il 57,4% di tali cessazioni è avvenuto per collocamento a riposo per limiti di età, dimissioni con diritto a pensione, risoluzione del rapporto di lavoro e licenziamento (denominati “cessati puri” nelle tabelle della presente pubblicazione).

Contestualmente, sono state 79.642 le unità di personale assunte nel corso del 2020, di cui il 63,4% è costituito dai cosiddetti “assunti puri”, ossia da assunzioni avvenute per le seguenti cause: nomina da concorso, personale assunto con procedure art. 35 c.3 bis DLGS 156/01, personale assunto con procedure art. 20 d.lgs. n. 75/2017; assunzione per chiamata diretta (categorie protette), assunzione per chiamata numerica (categorie protette), personale stabilizzato da LSU. Complessivamente l’anzianità media di servizio del personale del SSN risulta pari a 17,7 anni. Si passa da 8,9 anni di anzianità per il personale del ruolo professionale a 14,8 per i dirigenti medici ed a 18,4 anni per il personale infermieristico. L’età media calcolata con riferimento al totale del personale del SSN è pari a 49,3 anni. I dipendenti più anziani risultano essere i Veterinari (55,7 anni), seguiti dai Chimici (55,6 anni), dai Dirigenti del ruolo tecnico (55,4 anni) e dagli Psicologi
(54,3 anni). Al di sotto della media generale è invece l’età del personale infermieristico (46,9 anni), del personale tecnico sanitario (47,0 anni), dei Fisici (48,2 anni) e del personale con funzioni riabilitative (48,7 anni).

MEDICI: i medici impiegati a tempo indeterminato nelle ASL, nelle aziende Ospedaliere ed Universitarie, negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici, delle ARES ed ESTAR, ISPO e Aziende Regionali del Veneto e Liguria al 31/12/2020 risultano pari a 107.379, corrispondenti a 1,8 medici per mille abitanti. Di questi 30.867 sono specialisti che afferiscono all’area funzionale dei servizi (di cui il 70,5% nelle specialità di anestesia e rianimazione, radiodiagnostica e igiene e medicina preventiva); 25.723 sono medici specialisti dell’area funzionale di chirurgia (di cui il 61,0% nelle specialità di chirurgia generale, ginecologia ed ostetricia e ortopedia e traumatologia); infine 47.279 sono gli specialisti nell’area funzionale di medicina (di cui il 60,8% nella medicina interna, malattie dell’apparato cardiovascolare, psichiatria, medicina dell’emergenza e urgenza e pediatria).
L’età media dei medici del SSN nel 2020 è pari a 50,9 anni (48,3 per le donne e 53,3 per gli uomini), dato che, seppur non molto distante da quella rilevato nel 2013 pari a 51,6 anni, segnala un maggior ricambio generazionale avvenuto negli ultimi anni. Si rileva inoltre, una crescente femminilizzazione della professione con una maggiore presenza di donne nelle classi più giovani.
Tuttavia, dall’analisi della piramide delle età è possibile osservare come la classe di età compresa tra 60 e 64 anni sia ancora la più numerosa e come a quella di età compresa tra 25 e 29 anni corrisponda invece, la percentuale minore. La quota di donne medico sul totale è superiore a quella degli uomini nelle fasce di età inferiori ai 50 anni. Inoltre, il 37,5% dei medici di famiglia ed il 68,2% tra i pediatri di libera scelta è di sesso femminile.
Dall’analisi della distribuzione per aree geografiche emerge che i medici che operano nelle strutture pubbliche sono così ripartiti: Italia settentrionale 45,4%, Italia centrale circa 20,5%, Italia meridionale ed Isole rispettivamente 22,1% e 12,1%. Per quanto concerne la medicina specialistica ambulatoriale, si annoverano 14.494 medici convenzionati (fonte: SISAC) con 19.005.563 ore remunerate. Gli specialisti ambulatoriali sono presenti al Nord con una percentuale pari al 27,7% rispetto al numero complessivo, al Centro pari al 24,5%, al Sud pari al 30,7% e al 9,9% nelle Isole. A partire dalla rilevazione del conto annuale 2019, su richiesta del Ministero della Salute, è stata introdotta nella tabella 1F (medici per specialità) la voce relativa ai medici specialisti convenzionati. Gli specialisti ambulatoriali interni esercitano un’attività convenzionale operante in regime di parasubordinazione nell’ambito dell’organizzazione del SSN per il perseguimento delle finalità dello stesso SSN. Il contratto di lavoro è di tipo orario e prevede un orario massimo di incarico di 38 ore settimanali. Le ore di incarico, in una sola branca specialistica, possono essere espletate con una o più Aziende della stessa Regione. Il numero dei medici convenzionati rilevati per specializzazione tramite la Tabella 1F è pari a 8.498 che rappresenta il 58,6% del totale dei medici convenzionati da fonte SISAC.
In particolare il 35,0% è rappresentato da medici specialisti in oftamologia, ginecologia e ostetricia, otorinolaringoiatria, malattie dell’apparto cardiovascolare e dermatologia. In sintesi il numero dei medici specialisti (dipendenti, convenzionati, universitari) del SSN rilevati nel 2020 è pari a 121.479 unità.
Per quanto riguarda i medici di medicina generale sono 40.250 e i pediatri di libera scelta 7.022 che si ripartiscono nel modo seguente: il 44,5% al Nord, circa il 24,0% al Centro, il 21,4% al Sud e il 12,3% nelle Isole.

PERSONALE AREA INFERMIERISTICA: il personale dipendente a tempo indeterminato e tempo determinato del SSN (ASL, aziende Ospedaliere ed Universitarie, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, ARES ed ESTAR, ISPO e Aziende Regionali del Veneto e Liguria) corrispondente alle figure professionali di infermiere, infermiere pediatrico ed ostetrica/o ammonta complessivamente a 294.687 unità. Si tratta rispettivamente di 276.952 infermieri, 5.679 infermieri pediatrici e 12.076 ostetriche.
L’età media di tale personale è pari a 46,9 anni con un’anzianità di servizio mediamente pari a 18,4 anni. Il rapporto rispetto alla popolazione residente è di 4,65 per mille che sale al 4,98 se si considerano anche gli ospedali equiparati al pubblico. Complessivamente nel servizio sanitario italiano il rapporto tra personale infermieristico e medici è pari a 2,57 unità.
PERSONALE AREA DELLA RIABILITAZIONE: il personale dipendente a tempo indeterminato e tempo determinato addetto alla riabilitazione del SSN (ASL, delle aziende Ospedaliere ed Universitarie, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, ARES ed ESTAR, ISPO e Aziende Regionali del Veneto e Liguria) pari a 20.072 unità è composto per circa il 60,4% da fisioterapisti, 16,7% da educatori professionali e 14,2% da logopedisti.
L’età media è pari a 48,7 anni con anzianità di servizio di 17,9 anni. Il rapporto tra personale dell’area di riabilitazione e popolazione residente è 0,34 per mille; con riferimento anche all’equiparato pubblico è pari a 0,38 per mille abitanti.
PERSONALE AREA TECNICA E DELLA PREVENZIONE: l’area tecnica sanitaria e della prevenzione del SSN è costituita dall’area assistenziale, dall’area diagnostica e dall’area della prevenzione. Il personale dipendente a tempo indeterminato e tempo determinato dell’area diagnostica costituito in maggior numero da tecnici di laboratorio e di radiologia medica ammonta a 35.943 unità, quello dell’area assistenziale ammonta a 1.990 unità e quello dell’area della prevenzione ammonta a 10.198 unità con il 70,5% di tecnici della prevenzione. L’età media del personale dell’area tecnica è di 47,0 anni e l’anzianità di servizio pari a 17,5 anni di servizio. Il rapporto tra tale personale e la popolazione residente oscilla tra 0,59 e 0,65 per mille abitanti a seconda che ci si riferisca o meno anche alle strutture equiparate al pubblico.
L’età media del personale dell’area della prevenzione (personale addetto alla vigilanza e all’ispezione) è di 49,3 anni e con riferimento anche all’equiparato pubblico il rapporto sulla popolazione residente è pari a 0,16 ogni 1.000 abitanti

Tutti gli indicatori costruiti (numero di professionisti per 1.000 abitanti) sono calcolati considerando il personale a tempo indeterminato.

LE DONNE NEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

La componente femminile è fortemente presente nel personale del Servizio Sanitario Nazionale. Al 31/12/2020, sono 442.445 le donne che lavorano con contratto a tempo indeterminato presso le strutture del SSN, ossia oltre il 68% circa del personale del Servizio Sanitario Nazionale (fonte Conto Annuale IGOP – Ragioneria Generale dello Stato) è costituito da donne. Il peso percentuale del genere femminile sul totale differisce tuttavia, nei diversi ruoli in cui il personale del SSN è inquadrato. Infatti, nel ruolo sanitario il 69,4% del personale è donna; nel ruolo professionale il 23,7%, il 64,1 del ruolo tecnico è rappresentato da donne, nel ruolo amministrativo le donne sono pari al 72,5%. La presenza femminile è inoltre molto variabile a seconda della categoria professionale cui si fa riferimento. Ad esempio, circa la metà (49,9%) dei dirigenti medici del SSN è donna, mentre oltre i tre quarti (circa il 78%) del personale infermieristico è costituito da donne.
Anche a livello territoriale possiamo notare un’ampia variabilità nelle diverse realtà regionali. Con riferimento al totale del personale a tempo indeterminato, la percentuale di donne dipendenti del SSN passa dal valore minimo di 51,2% rilevato per la regione Campania, al valore un massimo pari a 76,2% registrato nella Provincia autonoma di Bolzano.

“In generale si può senz’altro affermare – si legge nel Rapporto – che la presenza femminile all’interno del SSN è significativamente cresciuta negli ultimi anni. Con riferimento al ruolo sanitario, tale affermazione vale in particolar modo per i profili dirigenziali e meno per il personale del comparto. Dal 2010 al 2020 ad esempio, la percentuale di donne afferenti al personale infermieristico è rimasta pressoché invariata (pari a circa 78%), mentre, nel medesimo periodo, oltre alla quota di donne medico sul totale medici, nel SSN cresce considerevolmente anche la percentuale di veterinari e di dirigenti sanitari donna. Dal 2010 al 2020 infatti la percentuale di dirigenti veterinari donna passa dal 18% al 27,1% ed il peso della componente femminile della dirigenza sanitaria (biologi, farmacisti, fisici, chimici e psicologi) aumenta dal 72% al 78,5%.
Il confronto temporale mostra come il quadro di riferimento sia in continua evoluzione e come la presenza femminile si stia facendo sempre più importante in tutte le categorie professionale inclusa quella medica”.
Il Rapporto mostra infatti come la percentuale di dirigenti medici donna sia cresciuta progressivamente negli ultimi anni passando dal 38,4% dell’anno 2010 al 49,9% dell’anno 2020. Tale trend è destinato a crescere considerata la prevalenza del genere femminile nelle classi di età più giovani.

Sebbene i dati del Conto Annuale 2020 evidenzino una sostanziale parità di genere del numero complessivo di medici con contratto a tempo indeterminato (il 49,9% è donna), solo l’8,3% delle dirigenti medico donna riveste il ruolo di direttore di struttura (complessa o semplice). Contrariamente, circa il 20,6% dei dirigenti medici uomini risulta a capo di una struttura semplice o complessa. In particolare, tra i direttori di struttura complessa, solo il 18,0% è di sesso femminile, mentre tale percentuale sale al 35,5% tra i medici a capo di una struttura semplice, dato in ogni caso sbilanciato rispetto all’analogo dato riferito al sesso maschile.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top