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Il Tar del Lazio boccia gli Ogm “In Italia restano vietati”. No al ricorso dei coltivatori friulani

Un no secco da parte del Tar del Lazio al ricorso di alcuni coltivatori friulani contro il decreto governativo che nel luglio scorso aveva bloccato la coltivazione di prodotti Ogm. La sentenza arrivata ieri è netta perché i magistrati non si sono limitati a confermare il bando, ma sono entrati nel merito delle motivazioni spiegando che il blocco si era reso necessario come misura di sicurezza: «Quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone possono essere adottate misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi».

I giudici hanno spiegato anche perché la decisione europea di concedere il via libera al Mon810 abbia aspetti contraddittori : «L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che è l’organo competente a dare il proprio parere sotto l’aspetto scientifico, se nel 2009 aveva dato parere positivo, successivamente si era pronunciata diversamente, tenendo conto anche di altri aspetti del rischio ambientale non tenuti presente nel parere del 2009».

Il giudizio del Tar è stato accolto da molti commenti positivi e da rari dissensi. Soddisfatto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, per il quale si tratta ora di «attuare con decisione il divieto, anche adottando le sanzioni stabilite per le eventuali violazioni». Per il ministro della Salute Beatrice Lorenzin «il dispositivo della sentenza ha messo in evidenza la correttezza dell’azione intrapresa a tutela dei diritti dei cittadini che vedono con preoccupazione la coltivazione di prodotti geneticamente modificati destinati all’alimentazione ». Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato un impegno italiano per chiudere entro l’anno un nuovo accordo europeo che lasci ai singoli Stati la facoltà di vietare la coltivazione di prodotti Ogm per ragioni legate alla specificità dei loro territori. Un’apertura che potrebbe suscitare molto interesse, visto che finora in Europa è stato autorizzato un unico tipo di mais che viene coltivato su una superficie significativa solo in Spagna.

Grande soddisfazione per la conferma del divieto anche da parte di tutte le associazioni ambientaliste. La Task force per un’Italia libera da ogm, a cui hanno aderito 39 associazioni (dalla Coldiretti alla Legambiente, dai biodinamici all’Aiab, da Slow Food a Greenpeace) ha parlato di «sentenza storica ». Contrario all’idea dell’Italia Ogm free invece il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Mentre lo stop alle semine Ogm fa tirare un sospiro di sollievo a Coldiretti e Cia (Confederazione agricoltori italiani) preoccupate per i possibili contraccolpi sul made in Italy di un’apertura al transgenico.

Repubblica – 25 aprile 2014 

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