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Il Tar sospende la delibera sugli “infermierini”. Stop al corso della Regione per consentire agli oss di svolgere alcune mansioni assistenziali. Lanzarin: «Faremo ricorso»

Il Tar del Veneto ha sospeso la delibera della Giunta Zaia che, previo corso di formazione complementare di 400 ore, consente agli operatori sociosanitari di svolgere alcune mansioni assistenziali fin qui riservate agli infermieri. L’ ordinanza dei giudici amministrativi ha accolto così in via preliminare le ragioni di Ordine e Federazione delle professioni infermieristiche (Opi e Fnopi) lesti a impugnare il provvedimento, giudicato lesivo delle prerogative della categoria, anzi «irricevibile» in quanto «apre alla possibilità di utilizzare gli oss rispetto ad atti propri dell’
assistenza clinica del paziente di competenza esclusiva di medici ed infermieri» a fronte di «bisogni di salute sempre più ad alta valenza sanitaria che quindi necessitano di assistenza infermieristica e approccio specialistico
sempre maggiori». Una polemica divampata presto a livello nazionale, con il sindacato autonomo Nursing Up («La Regione Veneto si fermi prima che sia troppo tardi») capofila della protesta e la stessa Cisl «stupita e
preoccupata dall’ evidente rischio di abuso della professione».

Invano l’ assessore alla sanità ha provato a gettare acqua sul fuoco. «La situazione, ora, è molto seria e molto
problematica» le parole a caldo di Manuela Lanzarin. «A oggi, le Ulss stanno prestando i loro infermieri alle case di riposo. Questo significa che anche negli ospedali le attività vengono ridotte o, comunque, non esercitate
come si vorrebbe. Le case di riposo continuano a rimanere in affanno e, all’orizzonte, non vediamo nuovi infermieri per una programmazione nazionale errata».

La sospensiva, conclude l’ assessore, «ci blocca finché- crediamo in dicembre – non conosceremo il merito della decisione: una situazione che rischia di mandare a monte la nostra programmazione. A questo punto non
resta che rivolgersi al Consiglio di Stato».«Era prevedibile, la carenza di personale qualificato
negli istituti per gli anziani è un problema vero, ma va affrontato senza fantasiose fughe
in avanti che non risolvono niente», il commento di Anna Maria Bigon, consigliere del Pd e vicepresidente della commissione sanità «oss e infermieri sono due figure distinte e complementari, e tali devono restare, evitando commistioni inappropriate e potenzialmente pericolose per la salute»

Il Mattino di Padova

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