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Il testo e tutti i numeri della Manovra 2015 trasmessa alla Camera. Ecco tutte le misure previste per la sanità

chigi-afp-U10175353656nOI--258x258IlSole24Ore-WebLa legge di Stabilità 2015 è arrivata ieri alla Camera, in commissione Bilancio, ed è stata pubblicata sul sito del governo. Dalle tabelle riassuntive emergono i costi delle misure e le coperture trovate. Intanto l’importo della manovra 2015 è di 30,9 miliardi, poiché i 36 annunciati da Renzi comprendono interventi decisi nel 2014. Si conferma che una parte di essa, circa 11 miliardi, è finanziata in deficit e che proprio da qui, dalle risorse appostate nel Fondo per la riduzione della pressione fiscale, sarà attinto quello che dovrebbe servire a chiudere la trattativa con Bruxelles. Secondo una ricostruzione dei numeri fatta dall’economista Tito Boeri sulla Voce.info , la manovra presenterebbe maggiori spese per circa 20 miliardi e tagli di tasse per circa 11,4, la spending review si attesterebbe a 15,4 miliardi, mentre le maggiori tasse varrebbero 9,4 miliardi. Tutto confermato per la sanità rispetto alla bozza circolata dopo l’approvazione della manovra a Palazzo Chigi. Il testo e le tabelle riassuntive

Numeri un po’ diversi da quelli presentati dal premier Matteo Renzi, non tanto per la revisione della spesa, che fu cifrata in 15 miliardi, quanto per il taglio delle tasse da 18 miliardi. C’è da dire però che Renzi comprendeva il bonus di 80 euro, che costa 9,5 miliardi nel 2015, ed è stato trasformato in credito d’imposta, tra i tagli delle tasse, mentre contabilmente va considerato, come fa Boeri, una maggiore spesa.

Irap, Tfr e fondi pensione

Tra le altre misure, il taglio dell’Irap costa 2,7 miliardi nel 2015, mentre la decontribuzione delle assunzioni a tempo indeterminato, circa 1,9 e il regime agevolato per gli autonomi uno. Sul Tfr in busta-paga il conteggio è più complesso, secondo l’ipotesi del Tesoro, la misura, al netto dei 100 milioni messi dallo Stato nel Fondo di garanzia, si autofinanzierebbe. A fronte di più di due miliardi di minori entrate contributive al Fondo Tfr dell’Inps, sono attesi 2,2 miliardi di maggiore entrate fiscali per la tassazione ordinaria della quota del Tfr che finisce in busta-paga. Dall’aumento del prelievo sui Fondi pensione arrivano 340 milioni, altri 140 vengono dalla maggiore tassazione della rivalutazione del Tfr. Ben 920 milioni dall’aumento della ritenuta d’acconto sulle ristrutturazioni edilizie passata dal 4% all’8%, altri 900 dalla stretta sui giochi. Reverse charge e split payement , portano 1,9 miliardi di maggior gettito Iva, ma se non saranno autorizzati dall’Ue, scatterà un aumento del costo della benzina entro il 30 giugno prossimo

Una piccola parte delle risorse necessarie verrà dai tagli ai ministeri. Considerando solo le spese «interne», l’anno prossimo la spending peserà sulle amministrazioni centrali un miliardo e 17 milioni di euro, che però arrivano a 2 considerando anche le sforbiciate ai contributi vari che vengono veicolate dagli stessi ministeri. Il sacrificio maggiore viene chiesto alla Difesa, che dovrà portare in dote mezzo miliardo di risparmi, quasi tutti presi dalla funzione «pianificazione e approvvigionamenti», in sostanza gli armamenti. Un effetto della scelta di ridurre la spesa per gli aerei F35, come da mozione approvata alla Camera. In fondo non è una sorpresa: secondo le proposte presentate dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli la Difesa poteva risparmiare ancora di più. Quelli dei ministeri non sono tagli lineari perché vengono definite le riduzioni di spesa per singolo programma.

Ma a scorrere le tabelle le sorprese non mancano: non c’è solo il taglio da 100 milioni al fondo per i non autosufficienti ma anche il ministero dello Sviluppo perde 5 milioni per la lotta alla contraffazione, quello dell’Interno che si vede tagliati 42 milioni per il contrasto al crimine, quello dei Beni culturali che ne perde 13 per la tutela del patrimonio artistico, quello degli Esteri che cede 467 mila euro alla voce promozione della pace e sicurezza internazionale. Nel grande capitolo della spesa non ministeriale dieci milioni verranno risparmiati dagli organi a rilevanza costituzionale, come la Corte dei conti o il Csm. Altri 25 milioni arriveranno dal taglio dei contributi ad organismi internazionali: 20 milioni in meno all’Onu, 150 mila all’Unesco, ma ci risparmieremo pure i 60 mila euro che giravamo all’Istituto internazionale del freddo e i 7.500 per il comitato consultivo del cotone, dai quali abbiamo deciso di uscire.

Tagliato (di poco) anche il cofinanziamento nazionale ai progetti realizzati con i fondi europei: 50 milioni su un fondo da 5 miliardi, l’1%. I patronati perderanno 150 milioni l’anno. Altri 22 milioni vengono dalla riduzione dei trasferimenti a vari enti pubblici: 3 milioni in meno per l’Agea, l’agenzia per i contributi in agricoltura, che però ha sempre in mano un portafoglio da 100 milioni, 200 mila euro di taglio per la Consob, l’organismo di controllo sulla Borsa. Taglietto, 100 mila euro su un contributo di quasi 3 milioni, anche per l’Anac, la nuova Autorità anticorruzione.

Rispetto alla bozza circolata dopo l’approvazione della manovra a Palazzo Chigi, nessun cambiamento di rilievo per quanto riguarda la sanità. Tra le modifiche apportate si segnala il ‘bonus bebè’ grazie al quale, dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, verrà riconosciuto un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione, fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare. Una misura a sostegno della nascite definita “senza precedenti” dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

Da sottolineare anche il taglio di 100 mln di euro al Fondo per le non autosufficienze che, nelle ultime ore, ha sollevato non poche polemiche. Ieri è intervenuta sul tema il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, dando rassicurazioni su una possibile modifica al provvedimento nel corso dell’esame parlamentare: “Questo è uno dei temi più sensibili cui presteremo più attenzione in accordo con il ministro Lorenzin”. La stessa Lorenzin, infatti, poche ore dopo, con un tweet rimarcava il suo “massimo impegno per il reintegro di quei 100 mln”.

Ma vediamo ora nel dettaglio le misure riguardanti la sanità.

Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (Art. 7)

A tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, per il periodo 2015-2019, è attribuito un credito d’imposta nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quelli on corso al 31 dicembre 2015. Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, a condizioni che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo pari a 30mila euro.

Misure a favore della famiglia (Art. 13)

Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle relative spese per il sostegno, per ogni figlio nato o adottato a decorrere dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, è riconosciuto un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. Tale assegno è corrisposto fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.

Contrasto della ludopatia (Art. 14)

Nell’ambito delle risorse destinate al finanziamento del Ssn, a decorrere dall’anno 2015, una quota pari a 50 milioni di euro è annualmente destinata alla cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo.

Politiche invariate (Art. 17)

– Il Fondo per le social card sarà di 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.

– Lo stanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali è stato fissato a 300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015.

– Lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, incluso quello a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è di 250 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015. Ricordiamo che, nel 2014, il Fondo ammontava a 350 mln. Da segnalare, dunque, un taglio degli stanziamenti di ben 100 mln.

– Agli oneri finanziari derivati dalla corresponsione degli indennizzi per soggetti danneggiati da emotrasfusioni, a decorrere dal 1° gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014 e degli oneri derivanti dal pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale di cui al citato indennizzo fino al 31 dicembre 2011, si provvede mediante l’attribuzione alle Regioni di un contributo di 100 milioni di euro per l’anno 2015, di 346 milioni di euro per l’anno 2016 e di 289 milioni di euro per l’anno 2017.

– Per la Terra dei fuochi è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2015-2017.

Pubblico Impiego (Art. 21)

Prorogato fino al 31 dicembre 2015 il blocco economico della contrattazione; rinviato di un anno il pagamento delle indennità di vacanza contrattuale e prorogato fino al 31 dicembre 2015 il blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato.

Concorso degli Enti territoriali alla finanza pubblica (Art. 35)

Per gli anni 2015-2018 il contributo di cui al primo periodo delle regioni (750 mln) incrementato di 3.452 milioni di euro annui in ambiti di spesa e per importi complessivamente proposti, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, in sede di autocoordinamento dalle regioni da recepire con Itensa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni entro il 31 gennaio 2015.In assenza di tale intesa entro il predetto termine, sarà il governo centrale a reperire la stessa somma tra le quote spettanti alle regioni, considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale.

Attuazione del Patto della salute 2014-2016 (Art. 39)

– Il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale è stabilito in 112.062.000.000 euro per l’anno 2015 e in 115.444.000.000 euro per l’anno 2016. Eventuali risparmi nella gestione del Servizio sanitario nazionale effettuati dalle regioni rimangono nelle disponibilità delle regioni stesse per finalità sanitarie.

– A decorrere dall’anno 2015, fermo restando il livello di finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale cui concorre ordinariamente lo Stato, gli importi previsti in favore degli hanseniani, per il programma di prevenzione e lotta contro l’Aids, per le disposizioni urgenti in materia sanitaria e per gli stranieri, confluiscono nella quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale (per una spesa complessiva di oltre 180 mln).

– A decorrere dall’anno 2015, fermo restando il livello di finanziamento del Ssn, gli importi derivanti dall’assegnazione delle borse di studio ai medici di medicina generale che partecipano ai corsi di formazione specifica (38,735 mln), quelli destinati all’assistenza sanitaria per gli stranieri non iscritti al Ssn (30,990 mln) e quelli destinati alla riqualificazione dell’assistenza sanitaria e attività libero-professionale (per un valore massimo di 41,317 mln), sono ripartiti annualmente all’atto della ripartizione delle somme spettanti alle Regioni a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario standard regionale.

A decorrere dal 2015 i riparti dei seguenti importi devono tenere conto di eventuali modifiche dei relativi criteri: importo destinato al finanziamento del trasferimento al Ssn della sanità penitenziaria (6,680 mln), importo destinato al finanziamento delle funzioni trasferite al Ssn in applicazione del riordino della medicina peniteziaria, importo destinato al finanziamento degli oneri previsti per il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari.

– Per l’avvio dell’implementazione dei flussi informativi per il monitoraggio delle prestazioni erogate nell’ambito dell’assistenza primaria, è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2015, nello stato di previsione del Ministero della salute.

– Definizione di ruoli, competenze, relazioni professionali, responsabilità individuali e di equipe su compiti, funzioni ed obiettivi, delle professioni sanitarie infermieristiche-ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione, anche attraverso percorsi formativi complementari.

– Viene stabilito che l’accertamento da parte della regione del mancato conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali costituisce per il direttore generale grave inadempimento contrattuale e comporta la decadenza automatica dello stesso.

– La verifica del conseguimento, da parte dei direttori generali, degli obiettivi di salute e assistenziali, costituisce adempimento ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del Ssn, ed è effettuata nell’ambito del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea.

– La nomina a commissario ad acta è incompatibile con l’affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale, presso la Regione soggetta a commissariamento. Il commissario deve possedere un curriculum che evidenzi qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria anche in base ai risultati in precedenza conseguiti.

– Sarà compito del commissario ad acta, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi del Piano di rientro specificati nei singoli contratti dei Direttori generali, proporre la decadenza degli stessi, dei direttori amministrativi e sanitari degli enti del Ssr, con provvedimento motivato.

– Le Regioni dovranno provvedere al riordino degli Istituti zooprofilattici sperimentali entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge di stabilità. In caso di mancato rispetto del termine, il Ministro della salute dovrà provvedere a nominare un commissario.

– Le Regioni dovranno individuare le sei strutture fondamentali dei Dipartimenti di Prevenzione come possibilmente “complesse” e assicurarsi che siano dotate di personale e qualifiche adeguate

 – Entro il 31 dicembre 2015 l’Aifa, sulla base edlle valutazioni della Commissione consultiva tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso, provvede ad una revisione straordinaria del Prontuario farmaceutico nazionale sulla base del criterio costo/beneficio e efficacia terapeutica, prevedendo anche dei prezzi di riferimento per categorie terapeutiche omogenee.

– Definizione di una rete di comunicazione dedicata alla dispositivo-vigilanza che consenta lo scambio tempestivo e capillare delle informazioni riguardanti incidenti che coinvolgono dispositivi medici.

– Per promuovere il razionale uso dei dispositivi medici sulla base del principio costo-efficacia, il Ministero della salute, avvalendosi di Agenas e di Aifa, provvede a definire, attraverso l’istituzione di una cabina di regia, le priorità ai fini assistenziali; individuare i requisiti indispensabili per l’acquisizione dei dispositivi medici a livello nazionale, regionale e intra-regionale o aziendale, e a indicare gli elementi per la classificazione dei dispositivi medici in categorie omogenee per l’individuazione dei prezzi di riferimento; istituire una rete nazionale, coordinata da Agenas, di collaborazione tra regioni per la definizione e per l’utilizzo di strumenti per il governo dei dispositivi medici e per l’Hta.

– Per garantire un equo e omogeneo accesso ai medicinali innovativi o di eccezionale rilevanza terapeutica, l’Aifa predispone valutazioni di Hta volte a individuare percorsi farmaco-terapeutici in grado di garantire l’impiego efficiente e costo-efficace delle risorse disponibili.

Verifica straordinaria nei confronti del personale sanitario dichiarato inidoneo alla mansione specifica (Art. 41)

A decorrere dal 1° gennaio 2015 è stabilita una verifica straordinaria, con lo scopo di accertare la permanenza delle condizioni psico-fisiche del personale sanitario dichiarato inidoneo alla mansione specifica, nonchè personale riconosciuto non idoneo, anche in via permanente, allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale, ma idoneo e proficuo al lavoro. La permanenza dei requisiti sanitari previsti viene accertata a cura delle Unità operative Medico-legali dell’Inps.

Il personale che dovesse risultare idoneo dovrà essere ricollocato, entro 30 giorni dal ricevimento della relazione, allo svolgimento delle precedenti mansioni nell’ambito della medesima Asl di appartenenza. Se questo dovesse risultare impossibile, si procederà seguendo le vigenti disposizioni contrattuali in materia di mobilità.

Misure per favorire il trasferimento delle risorse da parte delle regioni agli enti del Ssn (Art. 42)

A decorrere dall’anno 2015 la predetta percentuale (90%) è rideterminata al valore del 95% e la restante quota deve essere erogata al Ssr entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Tratto da il Corriere della Sera e Quotidiano sanità – 25 ottobre 2014 

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