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Il Ttip torna in Aula per la votazione finale il 7 e l’8 luglio. Trovato compromesso sull’Isds. Nell’ultima Plenaria a Strasburgo il voto era saltato per dissidi tra i gruppi

La Conferenza dei presidenti dell’Europarlamento ha stabilito che la risoluzione sul Ttip sarà votata alla plenaria di Strasburgo, la settimana prossima. Il voto era saltato per i dissidi tra i gruppi, e soprattutto all’interno dei socialisti, sugli arbitrati tra investitori e Stato.

Un testo di compromesso ora parla di “sostituire” questi ultimi con un “nuovo sistema”.  In particolare il testo sarà discusso il 7 luglio e votato il giorno dopo, mercoledì 8. Sul tema del Trattato di libero scambio tra Ue e Usa, alla scorsa sessione di Strasburgo, si consumò una rottura tra Ppe e S&D che spinse il presidente Martin Schulz a rinviare il voto. Scelta che venne fortemente contestata da tutti i altri gruppi, di destra come di sinistra, che da tempo si battono per bloccare il trattato. “Il voto della prossima settimana – commenta Alessia Mosca, europarlamentare del Partito democratico – è importante non solo in sé ma anche perché sancisce un ruolo centrale del Parlamento europeo, unica istituzione comunitaria eletta dai cittadini, nei negoziati con gli Stati Uniti. So che è spesso difficile fare chiarezza quando si parla di poteri e procedure europee ma è fondamentale chiarire che questo voto non è sul TTIP. Il TTIP, infatti, ancora non esiste. Il testo che voteremo a Strasburgo – sottolinea Mosca – è una risoluzione nella quale il Parlamento europeo esplicita le proprie priorità e traccia i limiti al di là dei quali chiede alla Commissione, negoziatore per parte europea, di non andare”. “E’ il più potente strumento che abbiamo – aggiunge – per poter influenzare il proseguimento dei negoziati e rendere i loro negoziati quanto più favorevoli e tutelativi possibile nei confronti dei cittadini europei. In questa risoluzione facciamo le nostre richieste, se rinunciamo ad avanzarle dovremo rassegnarci a votare, in blocco, un accordo negoziato e scritto da altri. Votare contro questa risoluzione – conclude Mosca – significa semplicemente sprecare un’occasione. Forse l’unica”.

“La risoluzione delle controversie tra investitore e Stato, (Isds) è morta”, annuncia Gianni Pittella, presidente dell’Eurogruppo S&D. “Chiediamo che venga sostituita da un nuovo sistema pubblico e trasparente di protezione degli investimenti, che non pregiudichi gli interessi privati e la politica pubblica, soggetto al diritto pubblico. E ‘molto importante – aggiunge Pittella – che il Parlamento dia un mandato forte alla Commissione nel negoziato con gli Stati Uniti. Una volta che la risoluzione verrà adottata, la posizione del Parlamento europeo darà forma a questo accordo molto importante per il commercio e gli investimenti, entrato in una fase cruciale. Per questo abbiamo voluto votare non appena possibile”. “Siamo fiduciosi che la risoluzione vada avanti comprendendo le richieste S&D a favore di una forte protezione dei diritti dei lavoratori e della ratifica dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), di elevati standard ambientali, della protezione dei servizi pubblici, e anche la protezione del nostro cibo e degli standard di sicurezza sanitaria”.(ANSA)

3 luglio 2015 

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