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Il Veneto dei cani vaganti. Nel 2011 ne sono passati 4.223 per i 10 canili sanitari. «Ma non è randagismo»

1a1a1_aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaCane_vagante1Nel 2011 il 118 di TrevisoEmergenza ha ricevuto quasi un migliaio di chiamate per cani e gatti. Vittime di incidenti della strada, vaganti per campagne o in piena città, abbandonati. Un migliaio di chiamate che corrisponde ad altrettanti interventi sul posto degli operatori e dei veterinari del canile sanitario di Ponzano Veneto che fa capo all’Usl 9. Stiamo parlando di un’area specifica del trevigiano, neppure di tutta la provincia. “Un gran lavoro davvero per un servizio che da anni è aperto 24 ore su 24 e che i trevigiani considerano ormai come punto di riferimento”, commenta Alberto Camerini, veterinario dirigente dell’Usl 9. Un impegno anche costoso per l’amministrazione pubblica, ma che evita situazioni ben più gravi. Dagli incidenti stradali a problematiche sanitarie.

I cani iscritti all’anagrafe canina in Veneto sono quasi 700mila. Nel 2011 sono passati per i 10 canili sanitari 4223 cani: di questi 3847 sono stati restituiti ai loro proprietari nel giro di pochi giorni. Altri mille sono stati portati a casa senza neppure passare al canile. “Numeri importanti, ma non possiamo parlare di randagismo. Non ci sono in giro cani che non hanno avuto o hanno perso per varie ragioni l’interazione con noi umani. In Veneto, semmai, dobbiamo parlare di vagantismo”, spiega Michele Brichese, dirigente dell’ufficio regionale Sanità animale.

1a1a1_aaaaaaaaaaaaaaaaaCane_vagante2“Sono cani che avevano o hanno ancora una famiglia e che per diversi motivi si trovano liberi”, aggiunge Camerini. “E non voglio parlare neppure di abbandono. Lo testimoniano i dati: recuperiamo cani vaganti in tutti i mesi dell’anno. Lo scorso luglio ne abbiamo portati a Ponzano 89 e il febbraio precedente 106. E a settembre 112. Abbandoni e vacanze c’entrano poco. Piuttosto i momenti d’emergenza sono agosto e capodanno con i fuochi d’artificio che terrorizzano gli animali. Il vagantismo dei cani in Veneto è legato alla scarsa custodia e attenzione di molte famiglie: recinzioni inadeguate o inesistenti e una cultura, rispetto al cane, che soprattutto in campagna non si pone tanti problemi se Fido se ne va. Per uno o cento giorni. Semmai sarà rimpiazzato”.

“Un problema”, ammette il veterinario, “legato anche al senso di civiltà e responsabilità. Non tutti i cani in Veneto sono iscritti all’anagrafe canina, ovvero hanno il microchip. E questo ci impedisce, se troviamo un cane ramingo, di risalire al suo padrone. La metà dei cani che entrano nel nostro canile, e nel 2011 sono stati poco più di 1100, entro una decina di giorni proprio grazie al microchip vengono restituiti alle loro famiglie. Un gran lavoro è stato fatto in occasione delle vaccinazioni obbligatorie contro la rabbia: quando ci portavano il cane, approfittavamo per microcipparlo. Almeno 25mila animali abbiamo registrato in quel periodo”.

Macri Puricelli – Corriere.it – 4 giugno 2012

 

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