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Ilaria Capua nella squadra della Città della speranza. Dopo il braccio di ferro con l’IzsVe, Zaia annuncia: la partita è chiusa

1a1a1_11_capua_torre_ricercaNapolitano avrà pure dato forfait a due giorni dal taglio del nastro, ma per risollevare il morale dello staff della Città della Speranza sono state sufficienti poche parole del presidente della Regione Luca Zaia: «Ilaria Capua si trasferirà nella Torre della Ricerca. La partita è chiusa». La virologa leader negli studi sull’influenza aviaria entrerà a far parte dell’esercito di ricercatori che da ottobre popolerà i laboratori dell’Istituto di Ricerca pediatrica più grande d’Europa. La decisione è giunta al termine di un lungo braccio di ferro tra l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (attuale sede di lavoro di Capua) e la Regione Veneto, che non ha mancato di perorare la causa del “trasloco” della ricercatrice anche di fronte al ministro della Salute.

A far intuire che il vento fosse cambiato, la stessa presenza di Ilaria Capua al taglio del nastro della Torre. «Sono orgogliosa di far parte di questo progetto completamente veneto, che sarà d’esempio per tutta Europa», ha affermato la ricercatrice dopo che lo stesso Zaia ha illustrato l’ultimo capitolo della “missione-Capua”.

«È una partita chiusa», ha spiegato Zaia, «mancano solo alcuni dettagli burocratici, ma posso dire che alla Fondazione Città della Speranza arriveranno sei milioni di euro per questa operazione che porta nella struttura l’equipe della dottoressa Ilaria Capua, una delle migliori virologhe nel campo della trasmissibilità delle malattie dall’animale all’uomo a livello mondiale. Tre milioni di euro li metterà la Regione, altrettanti li mette il ministero della Salute. La Regione Friuli Venezia Giulia e gli altri soci dello Zooprofilattico hanno già dato il loro benestare all’operazione».

1a1a1_11torre_rucercaCapua, ma anche Paolo De Coppi, padre della scoperta delle potenzialità delle cellule staminali del liquido amniotico: nella Torre diverrà realtà quello che il mondo scientifico propugna da tempo, l’osmosi della ricerca, quel processo di passaggio naturale di idee, spunti, informazioni, che può avvenire solo quando gli stessi ricercatori vivono gomito a gomito. I dieci piani della Torre infatti ospiteranno centinaia di ricercatori (per ora sono poco più 150, ma la Fondazione punta ad avere una squadra di 400 studiosi).

Su due piani troveranno posto i ricercatori del dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova. L’Istituto infatti nasce come centro di Ricerca dedicato alle malattie pediatriche, con particolare riguardo a quelle oncologiche; ma, appena nata, la Torre punta già a diventare grande, contando su ricercatori che si occuperanno di Aids pediatrico, malattie neurodegenerative. Con Ilaria Capua si chiude il cerchio: l’ottavo ed il nono piano saranno suoi e del suo staff. Dopo sei mesi di “battaglie” combattute ai tavoli della politica regionale, Zaia è riuscito a portare a termine il suo disegno. Durante la cerimonia di fine lavori il presidente diede per certo il trasloco della ricercatrice, cui ha fatto seguito un braccio di ferro tra il cda dello Zooprofilattico e la Regione.

La Nuova Venezia – 9 giugno 2012

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