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Imprese agricole a corto di credito: nel primo trimestre nuova flessione del 4% delle erogazioni

Cordoni sempre troppo stretti per le imprese agricole. Il report realizzato dall’Ismea registra nel primo trimestre una ulteriore flessione dei crediti erogati agli agricoltori. Secondo l’aggiornamento dei dati Sgfa (Società gestione fondi per l’agroalimentare al 100% di proprietà Ismea) le erogazioni si sono attestate su 479 milioni in calo di quasi il 4% (pari a 20 milioni) rispetto all’ammontare dello stesso periodo del 2012.

Situazione ancora più allarmante se si tiene conto della perdita di 600 milioni del 2012 e del calo di 260 milioni nel primo trimestre del 2011. Crollano i finanziamenti al Sud (- 40%) Peggiora dunque la situazione finanziaria delle imprese agricole anche se con profonde differenziazioni. Per Sud e isole infatti è un vero tracollo (rispettivamente –42% e –30%) che sposta il credito sull’asse del Nord che intercetta così il 72% dei finanziamenti complessivi del sistema bancario e segna un incremento del 5 per cento. Positivo anche l’andamento nel centro Italia con un +15 per cento. Ma è al Sud che si concentra il maggior numero di imprese agricole del paese e dunque l’ulteriore stretta mette una seria ipoteca sulla ripresa del settore. Lo studio rileva anche un calo dei finanziamenti di lungo periodo e del breve, mentre sono in crescita quelli del medio. Un dato che conferma la crescita dei finanziamenti finalizzato agli investimenti. Il medio periodo infatti è aumentato del 24,8% a fronte del calo di oltre il 40% dei finanziamenti a breve e del –9,3% per quelli con scadenza oltre i cinque anni, anche se – rileva il rapporto– «i crediti con scadenza a lungo termine continuano ad attrarre la quota maggioritaria dell’intero credito (49 per cento). In recupero gli investimenti al Nord Secondo la «lettura» del report quindi ci sarebbe un ritorno agli investimenti, mentre sono in ridimensionamento credito di esercizio e ristrutturazione. «Un segnale incoraggiante – sottolinea l’Ismea– che dimostra la presenza di un nucleo di aziende virtuose capaci di guardare al futuro con ottimismo, nonostante le difficoltà legate alla restrizione del credito dell’ultimo quinquennio e alla situazione di incertezza che il Paese sta vivendo». Ma al di là di questa pattuglia di super aziende il quadro complessivo resta scoraggiante. Secondo l’indagine qualitativa dell’Istituto infatti risulta un peggioramento delle condizioni di accesso al credito. Dal panel delle aziende monitorate emerge infatti che il 59% segnala ulteriori difficoltà rispetto all’anno precedente, per il 35% non è cambiato nulla e solo una sparuta minoranza che non raggiunge lo 0,2% rileva dei miglioramento. Un’azienda agricola su 5, poi, afferma di non disporre di informazioni sulle condizioni per ottenere un prestito, mentre la quota scende al 4% nel settore dell’industria alimentare. Gli operatori denunciano: peggiorano le condizioni di accesso Differenze si rilevano anche tra un comparto e l’altro. Nell’ambito dell’industria di trasformazione sono le imprese del settore della pasta che spuntano condizioni più favorevoli, mentre si lamentano di un peggioramento le imprese del dolciario, del pane, della pasticceria fresca e della lavorazione del pesce. A livello territoriale le condizioni meno favorevoli emergono nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno. Tra le principali cause che frenano la richiesta di finanziamenti le garanzie troppo gravose, gli elevati tassi di interesse chiesti dalle banche, ma anche l’allungamento dei tempi di istruttoria e procedurali.

Il Sole 24 Ore – 25 luglio 2013 

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