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In attesa del nuovo Governo le Regioni stilano la loro agenda per la sanità. Sui contratti medici luce verde per le convezioni ma ancora stallo per i dipendenti

Saitta (coordinatore commissione Salute): “Riproponiamo il tema del rapporto tra spesa sanitaria e Pil e il superamento dell’attuale suddivisione del Fondo sanitario tra Fondo vincolato e non vincolato che diventa una rigidità per l’utilizzo delle risorse. L’altro grande tema è la formazione dei medici specialisti”. E sui medici Gravaglia (presidente Comitato di settore) è ottimista per le convenzioni dei Mmg, ma in attesa che il Governo decida sull’esclusività per il contratto della dirigenza.  

Le Regioni hanno già pronto per il prossimo Governo un “Patto per la crescita”. Un documento che, come ha spiegato al termine della Conferenza dei presidenti di oggi il vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti, governatore della Liguria, “contiene una serie di punti, tra cui la necessità di maggiori investimenti e crescita e la necessità di coinvolgere le regioni e svincolare gli investimenti pubblici, che sono fermi. Insomma maggiori investimenti e di crescita, coinvolgimento delle Regioni e svincolo degli investimenti pubblici per far crescere il Paese”.

I punti che il documento affronta e per il quale “aspettiamo che ci sia un governo per avviare un confronto, cosa che chiediamo da almeno un triennio”, ha aggiunti Toti, sono:

– Patto salute;
– crescita per lo sviluppo e crescita  investimenti pubblici;
– tutele dei fondi oggetto nel passato di tagli dalle manovre di bilancio, a mero titolo di esempio: Fondo non autosufficienze, Fondo Politiche sociali, Fondo libri di testo, Fondo inquilini morosi;

– patto istituzionale circa il riordino istituzionale rispetto alla particolare fase che sta vivendo l’istituzione provincia e l’ attuazione richieste autonomia differenziata di cui art 116 cost e applicazione norme già vigenti e non attuate dal Governo in materia di fiscalizzazione risorse;

– compartecipazione Regioni al recupero evasione Iva;
– ricerca scientifica;
– ambiente;
– mobilità;
– politiche comunitarie (con una previsione specifico per il Mezzogiorno).

Su questa ipotesi le Regioni continueranno a operare acquisendo ulteriori contributi da parte delle competenti Commissioni per porre nelle prossime Conferenze Regioni  le seguenti priorità:

a) sviluppo;
b) tutele;
c) salute;
d) istituzionale.

Così operando, secondo le Regioni, si recupereranno, nelle aree prioritarie individuate, tutti i contributi settoriali pervenuti che potranno costituire specifici dossier. Questi ultimi potrebbero essere oggetto di specifiche declinazioni in tavoli istruttori misti Stato Regioni con i singoli ministeri.

Per quanto riguarda la sanità in particolare, come ha spiegato il coordinatore degli assessori alla Salute, il piemontese Antonio Saitta, si va dal rapporto tra spesa sanitaria e Pil, al superamento della divisione del Fondo sanitario nazionale, al tema della governance farmaceutica e del payback.

“Riproponiamo il tema del rapporto tra spesa sanitaria e Pil e il superamento dell’attuale suddivisione del Fondo sanitario tra Fondo vincolato e non vincolato che diventa una rigidità per l’utilizzo delle risorse – ha detto -. L’altro grande tema è la formazione dei medici specialisti, c’è un’insufficienza complessiva a livello nazionale, abbiamo specializzazioni che non si riescono proprio a coprire, penso alla medicina d’urgenza, all’ortopedia, ai pediatri”.

“Poi – ha aggiunto – c’è il tema della governance farmaceutica che non è stato risolto, il tema del payback, la riforma delle agenzie, Agenas, Aifa, che sono strumenti anche delle Regioni”.

E sui medici è intervenuto anche il coordinatore degli assessori regionali al Bilancio, Massimo Garavaglia, neo eletto al Senato.

“Abbiamo fatto il punto sui contratti – ha detto -. Positivo per quanto riguarda la medicina convenzionata: ci risulta che sia alla firma del Ragioniere l’atto di indirizzo integrativo quindi la questione è definitivamente sbloccata. Quando si troveranno per chiudere la pre-intesa Sisac e parti sindacali il 29 marzo sapranno anche che la parte economica è sostanzialmente chiusa”.

“Per quanto riguarda la dirigenza medica – ha aggiunto – siamo sempre in attesa di una determinazione definitiva del governo sull’indennità di esclusività. Si decida il Governo, e dica se c’è o non c’è, la palla è in mano a lui”.

21 marzo 2018 – Quotidiano sanità 

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